L’irresistibile ascesa di Asif Khan

Un focus sull’architetto e designer pachistano-tanzaniano che trasformerà, in partnership con Stanton Williams, l’ex mercato di Smithfield nella nuova sede del Museum of London.

Asif Kan & Stanton Williams, Museum of London - link © Museum of London
Asif Kan & Stanton Williams, Museum of London - link © Museum of London

Da spalla a Bjarke Ingels, con una piccola Summer House di accompagnamento al Serpentine Pavilion 2016, a protagonista del concorso per l’attesissimo Museum of London, dopo un serrato testa a testa proprio con l’archistar danese. Il tutto in neanche due mesi. A compiere l’impresa, il visionario talento londinese Asif Khan.
Classe 1979, l’architetto e designer di origini pachistano-tanzaniane sembra in effetti nato per stupire: nel suo giovane ma nutrito curriculum, un primo incarico ottenuto ancora studente all’Architectural Association di Londra nel 2007, il primato di unico architetto vincitore del Cannes Lions Grand Prix for Innovation e il piazzamento da record lo scorso anno come finalista fra i 1.715 partecipanti al concorso per il Guggenheim Helsinki.

NATURA, ARTE E TECNOLOGIA

Oltre gli status quo e le tecniche consolidate, Khan travalica i confini della disciplina, spingendola in territori inaspettati in cui tecnologia, natura e arte si confondono. Come nella linea di arredi Harvest, in cui una comune erba infestante era l’inedita materia prima di sedie, tavoli e lampade. O in Cloud, copertura pop-up in nuvole di bolle di sapone ed elio. Salendo di scala, le opere del 36enne da multisensoriali si fanno immersive, inclusive, interattive. Se il pubblico delle Olimpiadi di Londra 2012, percorrendo la rampa del Coca-Cola Beatbox Pavilion, poteva letteralmente suonarne la struttura, ai giochi invernali di Sochi 2014 la monumentale facciata in migliaia di cilindri telescopici del MegaFaces Pavilion riproduceva, come un “Monte Rushmore dell’era digitale”, i volti dei suoi visitatori.

Asif Kan & Stanton Williams, Museum of London - dome © Museum of London
Asif Kan & Stanton Williams, Museum of London – dome © Museum of London

IL FUTURO IN UN MUSEO

Con l’incarico – ottenuto in partnership con Stanton Williams – di trasformare l’ex-mercato di Smithfield nella nuova sede del Museum of London, Khan si presenta ora a un importante banco di prova. Nella sua prima opera a grande scala, il talento inglese intende, con una serie di spettacolari integrazioni, restituire ai londinesi una porzione di città tanto centrale quanto dimenticata. “Un museo a cui tutti sentiranno di appartenere e dove il futuro di Londra prenderà forma”, promette l’architetto. Il battesimo dell’“architettura democratica” da 25.000 mq è previsto per il 2022. Intanto il poliedrico Khan prosegue senza sosta il viaggio nell’expanded field dell’architettura, fra mobile architecture, come il recente ristorante portatile Xiringuito, e un padiglione per l’Expo di Astana 2017, in cui si fonderanno architettura e risorse rinnovabili. Il futuro – non solo dell’energia – è ibrido.

Marta Atzeni

www.asif-khan.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #33

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua 
inserzione sul prossimo Artribune

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.