Centre Pompidou Bruxelles. Ecco le immagini dell’edificio funzionalista che ospiterà il museo

Una maestosa struttura funzionalista in acciaio e vetro di oltre 16mila mq, progettata fra il 1933 e il ‘34 dagli architetti belgi Alexis Dumont e Marcel Van Goethem

L’ex garage Citroën di place de l'Yser, futura sede del Centre Pompidou Bruxelles
L’ex garage Citroën di place de l'Yser, futura sede del Centre Pompidou Bruxelles

Ve ne avevamo parlato a fine settembre, e visto che per l’inaugurazione occorrerà aspettare – anche se una prima mostra pilota è annunciata già nel 2018 – fino al 2020, è difficile pensare che ci siano grandi novità sul fronte operativo. Eppure qualche maggiore informazione trapela, su quello che sarà uno dei progetti museali più importanti in Europa sul finire del decennio, ovvero la nuova filiale del Centre Pompidou a Bruxelles: soprattutto sugli spazi che lo ospiteranno, ovvero quelli dell’ex garage Citroën di place de l’Yser, che ora vi possiamo mostrare nella nostra fotogallery. Finora non era stata posta sufficiente attenzione sull’eccezionalità dell’edificio: una maestosa struttura funzionalista in acciaio e vetro di oltre 16mila mq, progettata fra il 1933 e il ‘34 dagli architetti belgi Alexis Dumont e Marcel Van Goethem, in collaborazione con il collega francese Jacques Maurice-Ravazé.

CENTRE INTERNATIONAL POUR LA VILLE, L’ARCHITECTURE ET LE PAYSAGE
Ed emergono anche, dalle parole del capo del governo regionale di Bruxelles Rudi Vervoort e del presidente del Centre Pompidou Serge Lasvignes, altri dettagli del progetto culturale: un centro culturale di nuovo tipo, che affiancherà al museo d’arte moderna e contemporanea il CIVA, Centre International pour la Ville, l’Architecture et le Paysage. Quanto al museo vero e proprio, le anticipazioni erano giunte già a settembre: con il brand Pompidou arriverà nella capitale belga una ricca selezione delle oltre 120mila opere della sua collezione, e un lavoro di affiancamento nella strategia di nuove acquisizioni, oltre che l’expertise nella progettazione dei programmi culturali. Ancora top secret il nome del museo e quello dell’architetto che sarà chiamato a lavorare sulla riqualificazione dello spazio, e che sarà selezionato con una call aperta. Altissime invece le aspettative in termini di visitatori: oltre 500mila l’anno, nei piani del paese ospite e tra i 300 e i 600 posti di lavoro, diretti ed indiretti.

www.centrepompidou.fr

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.