Land Art? In Russia si dice Archstoyanie

Fieno, legna da ardere, aste di betulla e perfino la neve: ecco alcuni dei “materiali” impiegati nelle audaci costruzioni del festival annuale “Archstoyanie”, tra i principali eventi di Land Art in Russia.

Bernaskoni Practice per Archstoyanie 2012 - photo Michael Barynin

Nato nel 2000 come iniziativa spontanea dell’artista Nikolay Polissky per rivitalizzare il paesaggio rurale di Nikola-Lenivets, un antico villaggio nella regione di Kaluga a circa duecento chilometri a sudovest di Mosca, Archstoyanie ha assunto un aspetto più strutturato a partire dal 2005, inserendosi progressivamente nella scena dell’arte contemporanea locale. È del 2007, ad esempio, il Pine Pavilion firmato da Adriaan Geuze (fondatore dello studio olandese di architettura del paesaggio e urban design West 8), nel quale migliaia di pigne sono state fissate a un telaio metallico, dando vita a un “edificio effimero” dall’intenso impatto olfattivo.
Ogni estate artisti, ballerini, musicisti, performer e soprattutto architetti, rappresentativi della scena nazionale e internazionale, vengono selezionati per  concepire un intervento a cielo aperto o realizzare una costruzione su larga scala, secondo una tematica precedentemente individuata. In linea con l’idea fondativa del progetto, ovvero favorire la conoscenza e l’interazione con l’ambiente attraverso pratiche creative e l’impiego di materiali reperibili in prevalenza in loco, Archstoyanie è divenuto un’occasione di sperimentazione e condivisione alla quale concorrono in modo attivo anche gli abitanti della zona e giovani volontari. Nikola-Lenivets è così passato dall’essere un villaggio in stato di abbandono allo status di parco culturale capace di accogliere, com’è avvenuto lo scorso anno, oltre 6.000 visitatori nell’arco di un fine settimana.
Il francese Richard Castelli, già senior curator di Lille 2004 Capitale Europea della Cultura, è stato nominato curatore dell’edizione che avrà luogo l’ultimo weekend di luglio, alla quale prenderanno parte artisti provenienti da Europa, Stati Uniti, Giappone e naturalmente Russia.

Valentina Silvestrini

www.arch.stoyanie.ru

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #18
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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.