Lanciamo una nuova sorprendente rivista sull’artigianato (ma sarà molto più di una rivista)

“Mani” è il nome del nuovo prodotto, progetto e piattaforma editoriale che nasce da una costola di Artribune: una rivista semestrale dedicata all’artigianato e al suo valore culturale, sociale e territoriale. Che vuole diventare un hub di contenuti, eventi, esperienze e iniziative. Il primo numero è in preparazione

A marzo 2027 lanciamo un nuovo progetto editoriale. In prima battuta sarà un magazine cartaceo bellissimo e un profilo instagram attivissimo. L’iniziativa si chiama Mani e la rivista cartacea uscirà due volte l’anno, in italiano e in inglese. La stiamo progettando in queste settimane: sarà una rivista dedicata interamente all’artigianato italiano, alle persone che lo fanno, alle loro storie, agli spazi dove lavorano, ai territori dove si ispirano. Alla meraviglia e alle sfide di questo mondo unico, magico, inimitabile.

La nascita del progetto Mani

Direi proprio che si tratta della prima rivista di questo genere esclusivamente dedicata all’artigianato letto in chiave culturale, territoriale, sociale, antropologica. Elegante, internazionale, pensata per essere letta a Milano come a Tokyo e per rimanere sul tavolo anche dopo l’ultima pagina. Da collezionare. Nasce dentro al gruppo di lavoro e alla casa editrice di Artribune, ma si conquisterà il campo come un progetto indipendente perché vuole essere l’inizio di una piattaforma: non solo un giornale, non solo un profilo social ma anche un osservatorio sull’artigianato, un hub per organizzare viaggi, corsi, eventi nelle città con gli enti locali e anche piccoli festival e fiere dedicate a quel tema che riteniamo centrale e cruciale per il paese. Ma per il momento, nel 2027, si parte con una rivista di carta, una newsletter (abbonarsi!) e un Instagram: da seguire su @mani_craft_making_culture. Poi, grazie al successo che ci sarà, il progetto si svilupperà come immaginiamo.

Il valore della carta

Continuiamo a credere che la carta abbia un posto preciso nell’ecosistema in cui lavoriamo. Da quindici anni e mezzo Artribune Magazine esce ogni due mesi, gratuito, distribuito in grandi quantità di copie. Un impegno enorme, rinnovato a ogni uscita e ancora premiato dai lettori e dagli inserzionisti: miracolo.
Di recente abbiamo poi investito anche su Art Radar, le nostre mappe culturali da tenere in tasca e usare per andare a vedere le mostre a Milano, Roma, Bologna, Torino. Presto se va tutto bene debuttiamo a Firenze e Napoli (dipende dagli sponsor, ma ci siamo).

Mani, logo
Mani, logo

Come Mani vuole raccontare la ricchezza dell’artigianato italiano

Con Mani vogliamo raccontare una delle particolarità più strabilianti che l’Italia è riuscita a conservare fra le pieghe del suo micidiale declino economico che ci mette alla prova tutti, ogni giorno. Una delle sue sacche di resistenza più sorprendenti, divertenti, incredibili: l’artigianato. Un patrimonio fatto di competenze molto concrete, persone che sanno risolvere problemi, inventarsi un utensile o un prodotto, ottenere dalla materia una cosa che prima non esisteva e farlo meglio di chiunque altro sul pianeta. E attorno a quel sapere costruire un’impresa, talvolta un intero distretto. Sicuramente una storia autentica, orizzontale tra saperi, territori ed esseri umani.
È un mondo che incrocia molte delle questioni di cui ci occupiamo ogni giorno e che sono protagoniste del nostro attivismo giornalistico. Le aree interne, dove un laboratorio nuovo o storico può dare una ragione per restare: non c’è un solo territorio d’Italia dove non vi siano particolarità da raccontare. Il turismo culturale (ovviamente Mani sarà stretta alleata di Pax), che trova in una bottega un motivo per spingersi oltre i soliti itinerari. I giovani, soprattutto: quelli che vorrebbero dare un’ultima possibilità a un Paese diventato così inospitale per loro. Imparare un mestiere, aprire un’attività, scegliere dove vivere (e procreare) combattendo lo spopolamento sono pezzi dello stesso ragionamento. A Mani interesserà raccontare come si fa, compresi gli ostacoli.

L’importanza del saper fare

Occupandoci tanto di moda abbiamo visto quanto il saper fare sia diventato decisivo per spiegare il valore di un prodotto. Dietro una borsa, un abito, un gioiello ci sono gesti e competenze che meritano di essere conosciuti almeno quanto il marchio. Mani entrerà lì, dove quel valore viene materialmente costruito. Anche nelle aziende grandi, quando è ancora il lavoro delle persone a fare la differenza.
Per chi cresce immerso in una bolla digitale, poi, la scoperta più sorprendente può essere proprio lavorare con le mani. Sentire una superficie, correggere una curvatura, capire quando fermarsi. Capacità che, per il momento, restano largamente fuori dalla portata di un agente AI. E che continuano a evolvere, a servirsi di macchine e tecnologie, a produrre innovazione. Ci interessa capire quali possibilità possano aprire a chi oggi deve scegliersi un futuro.

Il primo numero di Mani è già in lavorazione

Di cosa parleremo? Il primo numero è già tutto deciso ma farò anticipazioni solo generiche per non svelare. Pensate alle lame di Scarperia e Maniago, al vetro inciso di Murano, al marmo lavorato a Carrara, alle filigrane di Sardegna, alle ceramiche di Vietri o di Montelupo o di Faenza. Al bulino di un orafo, a una matrice di stampa, ai punzoni che permettono di riconoscere chi ha fatto un oggetto. È solo un assaggio dei percorsi che stiamo esplorando: perché ci siamo resi conto che ogni angolino d’Italia è da questo punto di vista una miniera di contenuti sbalorditiva. Li racconteremo come? Con reportage e fotografie originali, entrando nei laboratori, facendoci spiegare come si impara e che cosa è cambiato rispetto a chi è venuto prima. Uno scrittore esperto e un fotografo ad hoc per ogni storia: è impegnativo e dispendioso ma siamo sicuri che le imprese della moda, i grandi marchi del lusso, le istituzioni, gli enti locali e le associazioni di categoria comprenderanno subito il ruolo strategico di questo progetto editoriale e lo sosterranno facendolo diventare immediatamente sostenibile per noi. Per il momento, da piccolo editore quale siamo, investiamo di tasca nostra dimostrando di crederci e pure parecchio.

Mani, logo
Mani, logo

Chi c’è dietro Mani?

Anche sul team interno abbiamo scelto il meglio: con il supporto del presidente Paolo Cuccia, il progetto è seguito internamente da me – il direttore Massimiliano Tonelli – che l’ho ideato, e da Giulio Solfrizzi, responsabile dei nostri contenuti moda. Ma poi siamo andati a cercarci professionisti ‘sul mercato’ e abbiamo pescato a dir poco bene. Mani è in queste settimane costruito giorno dopo giorno da Martina Liverani e Margo Schachter, due professioniste che hanno un track record di successi indiscussi nel mondo dell’editoria culturale. Completa la squadra la giovane art director Irene Stefanini e l’artista e docente Gabriele De Santis che seguirà le sorti del nostro Instagram.

Come sarà Mani

Mani sarà un oggetto fatto bene e con accuratezza (esattamente come gli oggetti che racconta): carta, immagini tutte originali, impaginazione renderanno visibile la cura di cui parleranno le sue pagine. Ma l’attenzione la metteremo sopra ogni altra cosa nella selezione e nella scoperta dei contenuti da raccontare. Circolerà nelle librerie di ricerca, nelle rivisterie contemporanee, nelle neo-edicole e nei bookshop internazionali, negli store dei grandi musei, ma anche nelle botteghe stesse. Farà venire voglia di conoscere, di scoprire e di partire, di incontrare un artigiano, di comprare una cosa sapendo da chi arriva: ogni storia avrà infatti una piccola guida pratica. Le imprese e le istituzioni che sceglieranno di esserci dal primo numero contribuiranno a trovare per questo universo nuovi lettori, anche molto lontano dall’Italia. Magari qualcuno, sfogliando, troverà anche il mestiere che vuole fare da grande…

Massimiliano Tonelli

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Massimiliano Tonelli

Massimiliano Tonelli

È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena. Dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Direttore editoriale del Gambero Rosso dal 2012 al 2021. Ha moderato e preso parte come relatore a…

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