Ora c’è una piattaforma web per conoscere (e segnalare) i beni culturali italiani in pericolo

Dal 2011, Italia Nostra raccoglie e verifica le segnalazioni dei cittadini sullo stato di conservazione di edifici di culto, palazzi antichi, siti archeologici, giardini storici, paesaggi ed ex manufatti industriali a rischio. Ora rende pubblica la Lista, che censisce 341 situazioni da bollino rosso. Ma anche i beni salvati

È una Lista Rossa di beni culturali in pericolo quella che Italia Nostra implementa ormai dal 2011 con il contributo di segnalazioni in arrivo da tutta la Penisola. Finora utilizzata come strumento di lavoro interno all’associazione, ora questa lista atterra online, come piattaforma aperta alla libera consultazione.

La Lista Rossa di Italia Nostra consultabile online

Il sito censisce decine di monumenti, borghi, chiese, ville, siti archeologici e architetture industriali a rischio, veicolandone la conoscenza attraverso una mappa interattiva e schede dedicate, facilmente consultabili grazie a una ricerca per regione e tipologia, con foto e stato di conservazione di ciascun manufatto in pericolo. Ma la condivisione pubblica del progetto è anche un modo per sollecitare gli utenti all’invio di nuove segnalazioni (sul sito è disponibile un modulo ad hoc). E ancora prima per diffondere la consapevolezza di quanto sia fragile il patrimonio culturale: “Solo rendendo questi beni nuovamente riconoscibili, accessibili e significativi per la collettività sarà possibile garantire una tutela effettiva e duratura nel tempo“, spiega il presidente di Italia Nostra, Edoardo Croci.

I numeri della Lista Rossa: quali e dove sono i beni culturali in pericolo in Italia

Allo stato attuale, la Lista rossa comprende 341 beni, a fronte di 520 segnalazioni ricevute negli ultimi quindici anni, di cui 402 validate. La buona notizia è che 58 di queste situazioni sono state sanate: i beni interessati sono così confluiti in una Lista Verde, anch’essa consultabile online. Mentre 3 sono i beni persi in modo irreversibile – l’ex fabbrica Anzani di Monza, l’ex mercato ortofrutticolo di Piacenza e i resti della chiesetta di San Poletto a Monfalcone, nel territorio goriziano – segnalati su una Lista Nera.
In questo quadro, è il Lazio a offrire la panoramica peggiore, con il maggior numero di beni in pericolo (44) a livello regionale, seguito dalla Campania (41) e dal Piemonte (40). Mentre per la Valle d’Aosta è censito un solo caso a rischio. È bene ricordare che l’intera Lista si basa su segnalazioni spontanee dei cittadini, dunque il censimento non ha la pretesa di essere capillare, e la lettura della distribuzione regionale deve tenerne conto. Le categorie (23 in totale) di beni interessati spaziano dagli edifici di culto ai giardini storici, ai paesaggi rurali, alle opere di incastellamento, a cinema e teatri, biblioteche e archivi, palazzi nobiliari, riserve naturali. Con un rischio più elevato, secondo i casi censiti, per gli edifici di culto. Per ogni bene tracciato, la scheda tecnica indica anche se aperto al pubblico e se possibile avvicinarsi, fornendo materiale per approfondire (riferimenti bibliografici, stampati e web), informazioni sulla proprietà e sulla destinazione d’uso, originaria e attuale.

L'Abbazia di Cassinelle sulla Lista Rossa dei beni culturali in pericolo
L’Abbazia di Cassinelle in Liguria sulla Lista Rossa dei beni culturali in pericolo

Alle origini della Lista Rossa

La Lista Rossa nasceva nel 2011 in seguito al crollo di alcuni muri antichi a Pompei (il 6 novembre 2010), raccogliendo nel corso della prima campagna oltre 150 segnalazioni. Nel tempo il progetto si è ampliato grazie alle sezioni territoriali e alla partecipazione dei cittadini. E non si limita a censire monumenti e luoghi a rischio: ne segue l’evoluzione e aiuta a promuovere interventi di tutela. Lo stato di conservazione, ora riportato sulle singole schede consultabili online, è descritto attraverso sei livelli, dal buono alla compromissione irreversibile. Nel verificare le segnalazioni – che devono pervenire corredate di fotografie e informazioni sulla posizione del bene – Italia Nostra si avvale, nelle diverse sezioni territoriali competenti per l’approvazione, di documentazione, banche dati specialistiche, cartografie e ricognizioni sul campo. La piattaforma consente così di mantenere aggiornate le informazioni e sostenere iniziative concrete di conoscenza, sensibilizzazione e tutela.

Livia Montagnoli

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