Un’icona inconfondibile del design quotidiano incontra l’arte senza tempo del grande artista Keith Haring (Reading, 1958 – New York, 1990): l’accendino BIC® J25 Mini, il più venduto in Italia,viene reinterpretato con una nuova Limited Edition con otto grafiche che riprendono alcune delle opere e dei simboli più iconici dell’artista statunitense.

L’accendino BIC® J25 Mini incontra Keith Haring
Gli accendini BIC sono considerati un esempio di eccellenza nel mondo del design industriale: il modello J26 è entrato a far parte delle collezioni permanenti di alcuni tra i più autorevoli musei del mondo, come il Museum of Modern Art (MoMA) di New York e il Centre Pompidou di Parigi. Per la sua nuova Limited Edition, BIC avvicina ancora di più arte e oggetti di consumo, unendo l’essenzialità del design all’energia creativa e comunicativa di Haring.

L’impatto di Keith Haring sulla cultura pop
Nato in Pennsylvania nel 1958, Haring sviluppò fin da giovane una passione per il disegno: influenzato dai fumetti, dall’illustrazione e dalla cultura popolare americana, si trasferì a New York alla fine degli Anni Settanta per frequentare la School of Visual Arts, partecipando alla vivace scena underground della città. La sua fama iniziò a crescere negli Anni Ottanta con i graffiti in gesso realizzati sui pannelli pubblicitari vuoti della metro, che trasformarono la città nel suo laboratorio creativo e resero immediatamente riconoscibile il suo linguaggio visivo (e soprattutto il “Radiant Baby”, i cani abbaianti e i personaggi in movimento). Affrontando temi come l’uguaglianza, i diritti civili e la sensibilizzazione sull’AIDS, nel 1986 inaugurò il celebre Pop Shop con l’obiettivo di rendere l’arte accessibile a tutti.
Otto pezzi da collezionare
Le otto differenti grafiche di BIC sono ispirate ad alcune delle icone più rappresentative dell’artista americano: figure danzanti, cuori e stelle trasformano l’accendino in un supporto artistico in miniatura. La serie è in vendita solo in tabaccheria in un display dedicato, pensato per valorizzare il prodotto ma anche per trasformare il punto vendita in una “vetrina d’arte” urbana.
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