Con la sua natura itinerante, la volontà di unire le sponde del Mediterraneo interrogandosi sulla sua effettiva centralità nel contesto contemporaneo e un percorso che fin dall’esordio ha messo in discussione il concetto di temporalità associato alla dimensione degli eventi, la Biennale dello Stretto sta per riprendere il proprio itinerario. Diretta, in questa terza edizione, dal suo ideatore, l’architetto Alfonso Femia (che è presidente della Fondazione Le Città del Futuro e fondatore dello studio Atelier(s) Alfonso Femia), da Annalisa Metta, paesaggista e professoressa ordinaria all’Università Roma Tre, e da Salima Naji, antropologa e architetta di Agadir (Marocco), la manifestazione adotta come proprio tema Mutazioni: un invito a leggere il cambiamento come una condizione permanente. Preso atto di questo cambio epocale, quali sono il ruolo e il contributo dell’architettura?

Al via la Biennale dello Stretto 2026: un bimestre di appuntamenti tra Sicilia e Calabria
Patrocinata dal Ministero della Cultura, la Biennale dello Stretto si svolge dal 18 settembre al 13 dicembre 2026 in vari luoghi, tra Calabria e Sicilia. Si comincia con cinque giornate inaugurali traReggio Calabria, Scilla e Campo Calabro. In quest’ultimo comune, sono gli spazi del Forte Batteria Siacci ad accogliere il grande progetto espositivo della terza edizione. Anch’esso dal titolo Mutazioni, è il risultato di un percorso curatoriale polifonico, al quale hanno contributo i direttori della manifestazione e un team eterogeneo di curatori, composto da professionisti diversi per ambito, generazione di appartenenza, background: Gaetano di Gesu, Daniele Durante, Alessandra Ferrari, Ico Migliore, Filippo Pagliani, Michele Rossi e Michele Versaci, Federico Parolotto e Delia Valastro, Paolo Verri, Marco Introini, Angela Pellicanò e Teodora Malavenda; Pasquale Piroso e Francesco Alati).

Anche le istituzioni attive nei territori sede della Biennale hanno nel tempo contribuito al percorso curatoriale. Oltre alla presenza in mostra dei progetti di studenti e ricercatori di decine di atenei e accademie italiani (alle “locali” Università Mediterranea di Reggio Calabria, Accademia di Belli Arti di Reggio Calabria, Accademia di Belle Arti di Catania eABADIR – Academy of Design and Visual Communication si sommano i politecnici di Bari, Torino, Milano, l’Università IUAV di Venezia, l’Università degli Studi di Napoli Federico II e molte altre ancora), l’iniziativa vede in prima linea anche gli ordini professionali. All’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria si deve una call focalizzata sulla rigenerazione del territorio reggino, i cui risultati sono esposti in mostra; una ricerca sugli effetti del ciclone tropicale Harry sul territorio strettese è stata parallelamente promossa dall’Ordine degli Architetti di Messina e viene presentata in questa occasiona. A ingresso libero e gratuito, la mostra Mutazioni resta aperta per l’intera durata della Biennale.

Le giornate inaugurali della Biennale dello Stretto e l’arrivo di Didier Fiuza Faustino
Oltre all’inaugurazione di questa mostra, a scandire le giornate di apertura sono lecture, talk, presentazioni di libri, incontri, con la partecipazione di decine di professionisti in particolare dei settori arte, design e architettura. Tra le performance artistiche è inclusa Orizzonti capovolti sul mare sospeso, concepita da Aldo Zucco e Massimo Savoia con gli studenti ABA Catania (domenica 20 settembre, 19:30, a Campo Calabro). Alla Biennale dello Stretto è atteso Didier Fiuza Faustino, fondatore nel 2002 a Parigi del Bureau des Mésarchitectures: al Forte Batteria Siacci di Campo Calabro, il 18 settembre (alle 16:30), terrà una lecture e dialogherà con l’architetto Femia.

Rigenerazione urbana, rigenerazione culturale e destino dei territori alla Biennale dello Stretto
In coerenza con l’approccio corale, multidisciplinare e intergenerazionale dell’intera manifestazione, il programma include vari talk: un format che incoraggia uno scambio su questioni cruciali attraverso più sguardi e visioni. Sabato 19 settembre (alle 15:15) a ragionare, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, attorno al concetto di Ridare i luoghi alle persone saranno architetti, amministratori, rappresentanti istituzionali: Francesca Salvarani, architetta, presidente OAPPC Genova, Bruno Discepolo, Giovanni Aurino e Orazio Nicodemo od’a Officina d’Architettura, Francesco Livadoti, architetto, consigliere CNAPPC, Domenica Catalfamo, ingegnere, assessore a Grandi Opere, Lavori Pubblici e Urbanistica, Pianificazione Territoriale, Mobilità e Smart City Comune di Reggio Calabria. Il pomeriggio di domenica 20 settembre sarà in larga parte dedicato alla rigenerazione urbana. Di nuovo nella cornice del Forte Batteria Siacci di Campo Calabro, avrà luogo il talk Rigenerazione culturale urbana e territoriale (ore 17:30), alla presenza tra gli altri ospiti di Angelo Piero Cappello, che guida l’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato del Ministero della Cultura. A seguire, alle ore 18:30, a confrontarsi su Cosa è e cosa non è la rigenerazione urbana saranno Matteo Manfredini, demografo, professore Università di Parma, Luca Galofaro, architetto, professore Università di Camerino, Andrea Boschetti, architetto e fondatore dello studio Metrogramma e, per Artribune, Carolina Chiatto, che illustrerà anche il progetto editoriale dedicato alla rigenerazione urbana a base culturale ArtribuneRender.
Valentina Silvestrini
Biennale dello Stretto. Mutazioni
Dal 18 settembre al 13 dicembre
Varie sedi in Calabria e Sicilia
Registrazione gratuita ai singoli eventi su Bit.ly/biennaledellostretto
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati