La diversità culturale come valore. Intervista col presidente dello Zayed Museum di Abu Dhabi

Intervista a Sua Eccellenza Mohamed Khalifa Al Mubarak, che presiede il Department of Culture and Tourism - Abu Dhabi e anche lo Zayed National Museum di Abu Dhabi, tra gli ultimi musei inaugurati nella capitale emiratina

Qualche mese prima dello scoppio del conflitto in corso nel quadrante mediorientale, ad Abu Dhabi entrava in attività l’atteso Zayed National Museum. Istituzione centrale nel piano del Saadiyat Island Cultural District, che include anche altri musei tra cui il Louvre Abu Dhabi, si tratta di un luogo senza precedent per la capitale emiratina. E non solo per la sua architettura, affidata allo studio Foster+Partners e come noto esplicitamente legata alla radicata pratica locale della falconeria. “C’è qualcosa nell’avere un museo nazionale che va oltre le misure tangibili” spiega in questa conversazione Sua Eccellenza Mohamed Khalifa Al Mubarak, presidente del museo. “Per le comunità che vivono rapidi cambiamenti, come certamente accade negli Emirati Arabi Uniti negli ultimi decenni, avere spazi che ancorano l’identità fornisce una sorta di culto. Un punto di riferimento fondamentale che aiuta a orientarsi tra opportunità e crescita.” E forse anche a ritrovare la bussola, dopo l’imprevisto scossone generato dalla crisi in corso. L’intervista.

Ritratto HE Mohamed Khalifa Al Mubarak, Chairman of the Department of Culture and Tourism - Abu Dhabi and President of Zayed National Museum
Ritratto HE Mohamed Khalifa Al Mubarak, Chairman of the Department of Culture and Tourism – Abu Dhabi and President of Zayed National Museum

Il patrimonio archeologico e culturale degli Emirati Arabi Uniti non è ancora molto conosciuto in Europa e il museo rappresenta una novità per la regione. Quali sono i punti di forza di questo patrimonio?
Osservando il patrimonio archeologico esposto nel museo, ciò che colpisce immediatamente è quanto esso metta in discussione le narrazioni prevalenti sul ruolo di questa regione nella storia antica. Per decenni, la ricchezza della nostra cultura è stata sottovalutata nel dibattito globale, soprattutto perché il lavoro archeologico svolto qui, in particolare negli ultimi sessant’anni circa, non ha sempre trovato spazio nelle discussioni più ampie che si svolgono in Europa e altrove. La forza del nostro patrimonio risiede fondamentalmente in ciò che rivela sugli Emirati Arabi Uniti come crocevia.

Cosa intende?
Questo è sempre stato un luogo in cui le culture si incontrano e si scambiano idee. Stiamo parlando di una presenza umana continua che risale a 300.000 anni fa, con testimonianze di società sofisticate che furono centrali nelle reti commerciali globali che collegavano la Mesopotamia alla Valle dell’Indo, l’Africa all’Asia, dando vita a straordinarie culture marittime che permisero il trasporto di merci e idee su immense distanze. Ciò che trovo particolarmente affascinante è come questo patrimonio dimostri la sofisticatezza delle antiche società nel loro rapporto con l’ambiente e tra di loro. Questo include la gestione delle risorse, l’innovazione tecnologica e la capacità di prosperare in condizioni difficili, mantenendo al contempo ampi collegamenti internazionali. Lungi dall’essere comunità marginali, erano partecipanti attive negli scambi economici, culturali e tecnologici che hanno plasmato il mondo antico.

Date queste premesse, quale mission culturale può assolvere il nuovo Zayed National Museum?
Attraverso piattaforme come lo Zayed National Museum, siamo in grado di inserire queste narrazioni distintive ed essenziali, radicate nella nostra storia e cultura, direttamente nel dialogo globale. I nostri musei dimostrano che la cultura qui è sempre fluito attraverso le comunità, ed è stata profondamente radicata nei valori di connessione, artigianato e nel nostro rapporto con la terra e il mare. Quando il pubblico internazionale entra in contatto con questo patrimonio presentato con rigore scientifico ed eccellenza istituzionale, la sua comprensione di ciò che questa regione rappresenta e ha sempre rappresentato nella storia dell’umanità si trasforma.

Il progetto architettonico dello Zayed National Museum di Foster+Partners e il suo allestimento

Come è stato concepito l’itinerario del museo? 
Lo Zayed National Museum è stato progettato per creare un legame emotivo e intellettuale profondo e duraturo con i millenni di storia umana di questa terra. Vogliamo che i visitatori siano ispirati dall’eredità del Padre Fondatore degli Emirati Arabi Uniti, il defunto Sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, i cui valori continuano a guidare la nazione ancora oggi. È un luogo di conoscenza e anche uno spazio di riflessione e orgoglio nazionale. I visitatori apprendono la storia, il patrimonio e la cultura degli Emirati Arabi Uniti per comprendere meglio la storia di questa terra e della sua gente.

Quali sono i punti focali della visita?
Attraverso sei gallerie permanenti e circa 1.500 oggetti in mostra, il museo ripercorre oltre 300.000 anni di storia umana. I visitatori possono accedere a esperienze immersive con reperti e installazioni interattive. Queste spaziano dalla vita e dall’eredità duratura dello Sceicco Zayed alla Perla di Abu Dhabi, una delle perle più antiche del mondo, e alla suggestiva Magan Boat di 18 metri, una ricostruzione di un’imbarcazione dell’età del bronzo, frutto di una collaborazione di ricerca tra la Zayed University e la New York University Abu Dhabi. Ogni oggetto esposto è stato accuratamente selezionato in base alla sua storia e al ruolo che può svolgere nel raccontare la storia più ampia degli Emirati Arabi Uniti. E il percorso del visitatore inizia ancor prima di raggiungere l’ingresso del museo, nell’Al Masar Garden che si estende per 600 metri lunga la costa.

Zayed National Museum – متحف زايد الوطني
Zayed National Museum – متحف زايد الوطني

In che modo la collezione del museo si relaziona con la spettacolare architettura di Foster + Partners?
L’architettura del museo è profondamente connessa alle storie e al patrimonio del museo. L’edificio trae ispirazione dalla falconeria, una pratica che ha svolto un ruolo importante nella vita degli Emirati per migliaia di anni. Le forme slanciate dell’edificio richiamano l’ampiezza del volo di un falco, mentre le sue cinque torri in acciaio reinterpretano le tradizionali tecniche di raffreddamento sostenibile, radicando il progetto nella conoscenza ambientale della regione. La struttura riflette poi la topografia naturale degli Emirati Arabi Uniti, con un terrapieno percorribile che si erge dal terreno fino alla base delle torri, creando un percorso fisico che rispecchia l’esplorazione della storia e del luogo attraverso il museo. Sebbene monumentale dall’esterno, le gallerie interne sono concepite come spazi tranquilli e accoglienti che permettono ai visitatori di immergersi completamente nella collezione. Materiali diversi interagiscono tra loro per creare un’atmosfera spettacolare per le sue dimensioni, ma al contempo radicata e serena.

Il ruolo culturale dello Zayed National Museum nel contesto di Abu Dhabi e degli Emirati

Con riferimento alla comunità locale, qual è l’impatto atteso dal museo?
Il museo ha un impatto profondo che si manifesta su più livelli contemporaneamente, per la comunità degli Emirati Arabi Uniti, e in particolare per gli emiratini. Il più immediato è il senso di riconoscimento, la sensazione di vedere la propria storia raccontata con la profondità. Quando i giovani emiratini visitano lo Zayed National Museum e si imbattono nella Perla di Abu Dhabi, risalente a 8.000 anni fa e che rappresenta la più antica testimonianza del commercio di perle, vedono riflessa l’ingegnosità dei loro antenati. Di fronte alla ricostruzione della Magan Boat, che solcava il Golfo Persico 4.000 anni fa, comprendono che la competenza marittima e il legame con il mondo sono profondamente radicati nel nostro DNA. E quando ascoltano le storie orali raccolte dalle famiglie emiratine, comprese le storie raramente raccontate di donne che sostenevano intere comunità durante i mesi in cui gli uomini erano impegnati in spedizioni di raccolta di perle, nello scavo di pozzi e nella cura dei raccolti in condizioni pericolose, la loro comprensione di chi siamo si amplia al di là delle narrazioni semplificate.

E per quanto riguarda la più ampia comunità degli Emirati Arabi Uniti?
Ospita oltre 200 nazionalità e per essa rappresenta un punto di appartenenza universale. È un luogo in cui persone di diversa provenienza possono trovare un terreno comune attraverso esperienze umane condivise: storie di adattamento e resilienza, di costruzione di comunità attraverso la collaborazione, di gestione del cambiamento mantenendo i propri valori. Questi temi risuonano in tutte le culture. La diversità culturale è da sempre parte integrante della vita qui, e il museo crea un quadro di riferimento per comprendere come tale diversità rafforzi l’identità. C’è poi anche l’impatto sociale ed economico, in termini di carriere e opportunità. 

Zayed National Museum – متحف زايد الوطني
Zayed National Museum – متحف زايد الوطني

Può fornirci qualche dettaglio a riguardo?
Il museo incarna il nostro approccio allo sviluppo dei talenti, creando percorsi che vanno dalla formazione fino alle carriere in diversi ambiti creativi. I giovani emiratini che si vedono rappresentati in queste istituzioni comprenderanno che intraprendere una carriera nel settore del patrimonio, della ricerca, della curatela e della conservazione rappresenta un percorso professionale valido e gratificante. Non hanno bisogno di lasciare il proprio paese per ottenere riconoscimento in questi campi. Possono acquisire competenze proprio qui, contribuendo al contempo a istituzioni che servono le loro comunità. E c’è qualcosa nell’avere un museo nazionale che va oltre le misure tangibili. 

Ovvero?
Crea un senso di permanenza, di impegno istituzionale a preservare e condividere la nostra storia. Per le comunità che vivono rapidi cambiamenti, come certamente accade negli Emirati Arabi Uniti negli ultimi decenni, avere spazi che ancorano l’identità fornisce una sorta di culto. Un punto di riferimento fondamentale che aiuta a orientarsi tra opportunità e crescita.

In conclusione, ragionando sulle aspettative del pubblico del museo, come pensa che potrebbe cambiare la percezione della storia di Abu Dhabi dopo la visita?
Credo che i visitatori se ne andranno con una comprensione radicalmente diversa del ruolo degli Emirati Arabi Uniti nella storia umana. Molti visitatori internazionali arrivano con specifiche convinzioni su questa regione: il museo offre l’opportunità di conoscere con profondità e nelle sue sfumature la nostra storia. Il museo la presenta attraverso la lente dei valori del nostro Padre Fondatore, il compianto Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan, mostrando come la sua leadership sia scaturita da una profonda comprensione di questo patrimonio. Il suo impegno per l’unità, per la tutela dell’ambiente, per l’istruzione: tutti questi valori affondano le loro radici nella nostra terra e nella storia.

Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. È cocuratrice della newsletter "Artribune Render", dedicata alla rigenerazione urbana a base culturale. Ha studiato architettura all’Università La…

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