Tutti pazzi per le visite in cantiere a Roma. Affluenza record nei luoghi della cultura che si stanno trasformando
Dal progetto Cultura in Cantiere a Palazzo San Felice al Cantiere Aperto di Crypta Balbi, la fine del 2025 ha restituito un bilancio molto positivo per le iniziative che invitano il pubblico ad accedere nei cantieri di restauro in corso in città. Una formula sempre più diffusa e premiata dalla curiosità dei visitatori
Oltre 2mila visitatori in sei mesi. È questo il risultato delle aperture straordinarie che ogni sabato mattina, da luglio a dicembre 2025, hanno offerto l’opportunità di accedere al cantiere di riqualificazione e trasformazione della Crypta Balbi, a Roma. E con buona probabilità il numero sarebbe stato più alto se non vincolato al contingentamento degli ingressi indispensabile per garantire il rispetto delle opportune norme di sicurezza. Un successo per chi ha ideato e curato il progetto – Edith Gabrielli già alla guida del polo del Museo Nazionale Romano, che ora ha passato il testimone a Federica Rinaldi – ma anche una conferma ulteriore dell’appeal esercitato dai cantieri aperti, formula sempre più praticata nei luoghi della cultura italiani.

Il successo dei cantieri aperti. Le visite nei luoghi della cultura che rinascono e si trasformano
Lo abbiamo raccontato a proposito dell’operazione Cantieri Narranti, promossa sempre nella Capitale dalla Soprintendenza Speciale di Roma, per comunicare il valore del restauro e le sue regole permettendo al pubblico di scoprire in prima persona gli interventi che ogni giorno impegnano la squadra di restauratori, storici dell’arte e archeologi, architetti e archivisti, paesaggisti al lavoro sul patrimonio culturale della città.
E succederà, ancora a Roma, ogni giovedì, a partire dal 29 gennaio (i primi appuntamenti sono già sold out), nel cantiere di Villa Silvestri Rivaldi, per ammirare da vicino affreschi cinquecenteschi mai visti prima, attualmente sottoposti alla campagna di restauro condotta dall’ICR.

L’affluenza record al cantiere di Palazzo San Felice a Roma
Ma anche l’iniziativa volta ad anticipare ciò che sarà il grande complesso di Palazzo San Felice al Quirinale, prossimo a trasformarsi nella nuova sede Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte progettata da Mario Botta, ha fatto registrare un’affluenza record. Aperto solo nei weekend e nei giorni festivi, a partire dal 14 giugno scorso e fino alla fine del 2025, in poco più di 60 giorni di apertura il cantiere in corso ha accolto quasi 19mila visitatori, che hanno potuto scoprire gratuitamente, nell’ambito del progetto Cultura in Cantiere, un edificio mai aperto al pubblico. “Cultura in Cantiere rappresenta un esempio virtuoso di come un grande progetto di trasformazione possa essere condiviso con il pubblico fin dalle sue fasi intermedie. Aprire Palazzo San Felice è significato restituire alla collettività un luogo di straordinario valore storico, architettonico e simbolico, accompagnandone il percorso verso una nuova funzione culturale” sottolinea Mario Turetta, Legale Rappresentante della nascente Fondazione Biblioteca Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte “Il successo di pubblico conferma quanto sia forte il desiderio di partecipazione e conoscenza, e rafforza il nostro impegno affinché questo edificio diventi, al termine dei lavori, un polo di riferimento per la ricerca, lo studio e la divulgazione nel campo dell’archeologia e della storia dell’arte”.
La trasformazione di Crypta Balbi a Roma
Accoglienza analoga, si diceva, ha raccolto l’iniziativa che ha aperto le porte di Crypta Balbi, con il museo – che illustra la trasformazione di Roma tra la tarda Antichità e il Medioevo – ormai chiuso al pubblico dall’inizio del 2023, nell’ambito dell’ambiziosa operazione di restauro delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, possibile grazie ai fondi del PNRR. Prima dell’apertura del cantiere, causa degrado e pericolosità di molti spazi, il 90% della superficie dell’isolato di pertinenza del museo, con ingresso da via delle Botteghe Oscure, non era accessibile. La riqualificazione in corso ripristinerà l’intera area comprendente il convento cinquecentesco voluto da Ignazio di Loyola e gli edifici circostanti, testimonianza della straordinaria stratigrafia della città. Alla riapertura il percorso risulterà notevolmente ampliato, organizzato in tre grandi sezioni: su via delle Botteghe Oscure sarà presentata Roma con le sue trasformazioni dall’epoca di Costantino fino al Medioevo; la seconda sezione si raggiungerà dalle gallerie sotterranee del complesso monastico, riguardando il quartiere antico della Crypta Balbi, con la visita dei resti archeologici intorno all’esedra, al mitreo e al quartiere abitativo; la terza sezione, su via dei Delfini, verso il Ghetto, si concentrerà sulla storia moderna e contemporanea di Roma, da Ignazio di Loyola fino ad Aldo Moro (il cui corpo esanime fu scoperto nella vicina via Caetani il 9 maggio del ’78). E parte degli spazi ripristinati sarà liberamente fruibile da cittadini e turisti.
Oltre 2mila visitatori per il Cantiere Aperto di Crypta Balbi
Intanto, però, chi ha partecipato alle visite in cantiere ha potuto verificare l’andamento dei lavori, vedendo in anteprima i risultati dello scavo archeologico che ha permesso di acquisire nuove informazioni sul tempio collegato al teatro eretto da Lucio Cornelio Balbo in quest’area della città antica. Concluso il ciclo di Cantiere Aperto, nel 2026 sarà avviato un ciclo di conferenze dal titolo Il Museo si trasforma, per approfondire gli interventi in corso, che dovrebbero concludersi entro la fine del 2027, quando un percorso di passerelle in duplice “quota” (rinascimentale e archeologica) consentirà, partendo dal Convento di Santa Caterina dei Funari, di scendere verso le stratificazioni più antiche.
Livia Montagnoli
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