Milano come Manhattan: aprirà a San Babila CORE:, club riservato a soci illuminati

Il quartier generale sorgerà in un lussuoso palazzo di 4000 metri quadri a San Babila. Svelate le anticipazioni su come sarà il prestigioso membership club di ispirazione newyorkese.

La Lounge di CORE: Milano
La Lounge di CORE: Milano

Hanno passato due settimane al mese, per due anni, immerse nelle strade e nei luoghi più caratteristici della città lombarda, per giungere finalmente alla conclusione: Milano è la città italiana dallo spirito più affine a quello newyorkese, ed è proprio qui – precisamente all’interno di un palazzo di 4000 metri quadri nel cuore di San Babila – che, entro il 2020, sarà aperto CORE: Milano. Loro sono Jennie e Dangene Enterprise, due imprenditrici che fanno coppia nel lavoro e nella vita, e che a New York hanno fondato, 19 anni fa, un luogo di incontro, elegante e lussuoso, per leader e menti brillanti “capaci di pensiero laterale e di visione di insieme a lungo termine” di ogni settore. “Il nostro obiettivo è includere i game changers, persone in grado di cambiare con le loro idee le regole del gioco” hanno spiegato al Corriere della Sera. Sono 13 le categorie già individuate, che faranno da filtro per la selezione dei futuri iscritti: moda, media, tecnologia, ristorazione, design, automotive, finanza, energia e biotecnologie, arte e cultura, architettura, immobiliare, legislativo e governativo, consulenza e servizi. In occasione della prossima apertura, il presidente della Triennale di Milano Stefano Boeri, è stato invitato la scorsa settimana presso il CORE: Club di New York, per fare una presentazione proprio sugli sviluppi innovativi della Milano degli ultimi anni. Ecco svelato il progetto con le sue regole – severissime – per accedervi.

COME SARÀ CORE: MILANO

Il suo nome ha una doppia lettura: “core”, tradotto dall’inglese, significa essenza, ma ammicca anche all’accezione dialettale della parola “cuore”, come ha spiegato Jennie Enterprise, originaria della Sicilia. L’unione tra pensiero e umanità è infatti una delle prerogative alla base di questo membership club, volto a creare uno spazio polifunzionale aperto ad occasioni di incontro, socialità e business. Nel palazzo di Corso Matteotti 14 che l’accoglierà, ci saranno terrazze su vari livelli, un giardino segreto con esclusivi food point, che ospiterà prestigiosi chef e mixologist a rotazione. Per quanto riguarda la cultura, un’ampia sala lettura metterà a disposizione testi e riviste internazionali d’arte, design, scienza e tecnologia, mentre un teatro sarà adibito per spettacoli, proiezioni e talk (sono oltre 250 gli eventi organizzati a Manhattan, tra spettacoli e incontri con premi Nobel, Pulitzer, scrittori, artisti, leader e personalità di fama globale). Infine, non mancheranno sale per incontri, riunioni e numerose suite, dotate di avanzati supporti tecnologici al servizio di tutte le necessità dei tesserati. Il partner italiano dell’operazione, che ha lavorato assieme alle fondatrici per la creazione della sede milanese, è l’imprenditore di Bergamo Federico Pellicioli.

LE REGOLE DI CORE: MILANO

Se, come a New York, l’identità dei membri sarà protetta dalla massima segretezza (al momento sappiamo solo di Howard Schultz, il babbo di Starbucks), le regole “per partecipare” sono già state rese note. Potrà accedere chi verrà presentato da qualcuno dei membri già all’interno del gruppo o da uno dei suoi fondatori. Inoltre, è prevista una quota di iscrizione, che a New York ammonta a 50 mila dollari, mentre nella nuova sede ci si adeguerà agli standard italiani, e sarà variabile in base alle diverse formule e tipologie di membership. La fee, infatti, cambia a seconda che il candidato sia un founding members o meno, se acceda come single o in coppia, e in che fase del processo acceda. L’assortimento tra uomini e donne sarà bilanciato e avrà una vocazione internazionale, mentre gli iscritti (600 in tutto) saranno milanesi, italiani ed europei, con un restante 10% di persone provenienti dal resto del mondo. “Per più di quindici anni abbiamo fatto ricerca per individuare un luogo che, con il suo spirito, fosse adatto ad accogliere il primo CORE: fuori da New York” spiegano Jannie e Dangene Enterprise “NY – Milano, con il suo equilibrio perfetto tra creatività, crescita, eleganza e innovazione è il luogo perfetto”. Si è parlato del fatto che CORE:, con le sue attività, si porrà l’obiettivo di contribuire a un “rinascimento milanese” mettendo insieme creativi, artisti e menti vivaci e la cosa non stupisce: Milano, con la sua crescita qualitativa che non accenna a fermarsi, è sotto gli occhi di tutti, dentro e fuori dall’Italia. È stata nominata Città dell’anno 2019 da Wallpaper Magazine, e le mostre di Fondazione Prada e Pirelli Hangar Bicocca si sono recentemente aggiudicate i Global Fine Art Awards, sbaragliando la concorrenza londinese e statunitense.

-Giulia Ronchi

www.thecoreclub.com
https://www.thecoreclub.com/core-nyc/milano.html

 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.