Giardini e labirinti a regola d’arte

Alcuni esempi di giardini labirintici, in Italia e all’estero. All’insegna della natura e della creatività.

Giardino della Masone, Labirinto in bambù
Giardino della Masone, Labirinto in bambù

Il labirinto è un archetipo, antico schema geometrico basato su spirali e cerchi che si osservano in natura. È una forma simbolica ricca di significati e di tradizioni magiche. Disegni di labirinti si ritrovano in numerose civiltà e religioni, tra loro distanti nel tempo e geograficamente. La struttura del labirinto ha solo una via d’entrata: la meta è raggiungere il centro dopo un lungo e tortuoso cammino iniziatico, che costringe a inevitabili scelte giuste o vicoli ciechi, un percorso introspettivo per ritrovare se stessi.
Nel Medioevo il labirinto simboleggiava il cammino a ostacoli del cristiano per arrivare alla salvezza. Dal Rinascimento al labirinto si intreccia l’idea di giardino con significati simbolici. Nel Seicento il labirinto entra nella progettazione di parchi e giardini, ma lo scopo è più ludico e decorativo, arricchito da fontane, giochi d’acqua, arte topiaria. La costruzione dei percorsi nei labirinti è realizzata con lunghe siepi, una struttura architettonica vegetale, che richiede continui interventi di manutenzione e potatura. La siepe è costituita prevalentemente da specie arboree e arbustive come il bosso (Buxus sempervirens), il tasso (Taxus baccata), il carpino (Carpinus betulus), il bambù (Phyllostachys).  Recentemente è nata la pratica di creare labirinti anche all’interno dei campi di cereali, come nel granoturco. La moderna realizzazione di labirinti e di trame verdi sul territorio può essere considerata anch’essa una forma di Land Art.

DA CNOSSO ALL’INGHILTERRA

Il primo labirinto fu costruito nel Palazzo di Cnosso, sull’isola di Creta. Molti altri esempi seguirono, affiancando chiese e monasteri, ville e castelli. Il giardino-labirinto più lungo al mondo (circa 3 chilometri), si trova in Inghilterra nella contea di Wiltshire. Diversamente da quelli tradizionali, il Longleat Hedge Maze è tridimensionale, grazie a ponti di legno che consentono di osservarlo dall’alto. È composto da 16mila piante di tasso inglese e occupa una superficie di oltre 6mila mq. Si contende il record con il Labirinto della Masone a Fontanellato (Parma), voluto dal noto editore Franco Maria Ricci, realizzato con oltre 200mila diverse piante di bambù, su una superficie di circa sette ettari, con una piramide/osservatorio, uno spazio per mostre e convegni e una biblioteca magnifica. Si tratta di fatto del più ampio labirinto in bambù mai realizzato.

Fondazione Cini, Venezia. Labirinto Borges. Photo Claudia Zanfi
Fondazione Cini, Venezia. Labirinto Borges. Photo Claudia Zanfi

IN VENETO

Tra i vari esempi da ricordare, il Labirinto di Villa Barbarigo a Valsanzibio, sui Colli Euganei, cosparso di significati magici e simbolici. Va poi sicuramente citato il Labirinto Borges, presso la Fondazione Cini a Venezia. L’opera vegetale è realizzata con 3.200 piante di bosso, sviluppata su una linea di quasi 3 chilometri di siepi. Vista dall’alto, l’opera presenta il disegno di un libro aperto coi simboli cari al poeta: un bastone, una clessidra, una tigre, un punto di domanda. Poi c’è il gioco degli specchi: le siepi di bosso compongono nei due sensi contrari il nome “Borges”. L’idea è quella di un giardino dedicato allo scrittore, percorrendo uno spazio denso di significati spirituali e in armonia con la natura. L’obbiettivo, naturalmente, è quello di uscirne, ma nel Labirinto Borges si può anche decidere di perdersi!

Claudia Zanfi

Versione integrale dell’articolo pubblicato su Grandi Mostre #13

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Spazi espositiviLABIRINTO DELLA MASONE, FONDAZIONE GIORGIO CINI ISOLA DI SAN GIORGIO MAGGIORE
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Claudia Zanfi
Claudia Zanfi, storica dell’arte e promotrice culturale, si interessa di micro-geografie e culture emergenti. Dirige l’associazione culturale aMAZElab, che ha fondato nel 2000, e MAST – Museo d’Arte Sociale e Territoriale. Collabora con istituzioni nazionali e internazionali e con riviste d’arte su progetti dedicati ad arte, società, paesaggi. Ha firmato testi all’interno di pubblicazioni collettive e monografiche. Dirige il programma internazionale Green Island per la valorizzazione dello spazio pubblico e delle nuove ecologie urbane. Promuove inoltre progetti culturali ed editoriali, prestando particolare attenzione a temi di interesse sociale e geopolitico. Tra gli altri: A Ticket to Bagdad; Transcrossing Memories (Nicosia); Re-Thinking Beirut; Atlante Mediterraneo; Arcipelago Balkani e Going Public, progetto su società e territorio. Tiene conferenze a livello internazionale e lezioni alla Middlesex University di Londra.