Nell’ambito della 26esima edizione del “Vinitaly”, ospitata a Verona dal 10 al 13 aprile 2022, il graphic designer marchigiano Andrea Castelletti si è aggiudicato l’“etichetta d’oro” per la categoria spumanti prodotti con metodo classico. Lo abbiamo intervistato

Più che semplici etichette per vini, le sue sono vere e proprie narrazioni: racconti che parlano di storie e miti ancestrali. Andrea Castelletti (San Benedetto del Tronto, 1985), graphic designer già collaboratore di brand come Lavazza, Technogym, Barilla e Pepsi, è un fuoriclasse della comunicazione visiva.
Negli ultimi anni la sua attività si è rivolta soprattutto al settore enologico, con l’obiettivo di dare nuova immagine e prestigio a numerose eccellenze del territorio italiano. La conquista del titolo di “etichetta d’oro” all’ultima edizione del Vinitaly è stata la giusta occasione per parlare con lui, capire meglio la sua poetica e, più in generale, comprendere le dinamiche di un settore – quello del graphic design per vini – in forte crescita.

Andrea Castelletti. Photo Matteo Engolli
Andrea Castelletti. Photo Matteo Engolli

INTERVISTA AD ANDREA CASTELLETTI

Quello del design per etichette di vini è un settore certamente in crescita, eppure non a tutti noto. Come ti sei avvicinato a questo mondo?
Il mio primissimo contatto con questo mondo è avvenuto nel 2010. In quel periodo lavoravo come art director presso TW2, agenzia pubblicitaria che operava tra Milano e New York. La nostra agenzia fu coinvolta dai colleghi della Tribal DDB Milano nella gara per il restyling della brand identity del Consorzio per la tutela del Franciacorta. Per questo progetto sviluppammo una bellissima identità visiva ispirata alle scacchiere di lettere colorate di Alighiero Boetti. Ma purtroppo, come a volte capita, la nostra proposta non vide mai la luce.
Tre anni dopo, nell’estate 2013, fui contattato dalla Cantina dei Colli Ripani, storica realtà cooperativa delle Marche che in quel periodo stava facendo fatica ad affermare sul mercato una nuova collezione composta da sette vini dedicati alla ristorazione. Da allora è iniziato un bellissimo sodalizio con la Cantina e con il mondo del vino in generale.

Prima di specializzarti in questo ambito avevi già collaborato con clienti prestigiosi, per lo più estranei al settore enologico. Mi fai qualche nome?
Fiat, Citroën, Vodafone, Davide Cenci, Technogym, Pepsi, Lavazza, Barilla, McDonald’s, Coca-Cola, Evian, Simmenthal e Ferrero, per citare alcuni tra i brand più importanti. Ma in questi anni ho avuto anche la fortuna di potermi confrontare con il mondo del cinema, collaborando alla realizzazione delle locandine di tutti i film di Gianfranco Rosi.

Vista la tua formazione e i riconoscimenti ottenuti in ambiti diversi della grafica, non hai mai pensato che potesse essere un “rischio” specializzarsi in un settore considerato di nicchia, almeno fino a qualche anno fa?
In realtà ci ho visto quasi subito l’opportunità di portare il mio bagaglio di conoscenze in un settore ricco di potenziale che nel 2014, quando ho realizzato il mio primo progetto nel settore enologico, era ancora molto inespresso. Io sono un art director, vengo dalla “pubblicità”, e in ogni progetto adotto sempre un approccio fortemente strategico.
Il packaging non è mai solo la vestizione di un prodotto, ma è parte di una più ampia strategia di comunicazione.

Cossignani L.E. Tempo. L'etichetta premiata al Vinitaly 2022. Illustrazione di Andrea Castelletti
Cossignani L.E. Tempo. L’etichetta premiata al Vinitaly 2022. Progetto di Andrea Castelletti

IL PROGETTO DI CASTELLETTI PREMIATO AL VINITALY

Recentemente la tua etichetta per il vino L.E. Tempo della cantina Cossignani è stata premiata come “etichetta d’oro” alla 26esima edizione del Vinitaly. Come hai accolto la notizia?
Con enorme gioia. Quest’anno i progetti in gara erano ben 287, provenienti da tutto il mondo. Il livello della competizione, che ho avuto la fortuna di vincere già in passato con altri progetti, è sempre crescente. La possibilità di confrontarsi con le migliori realtà del settore è un’occasione di crescita, a ogni livello.

L’etichetta in questione nasconde elementi simbolici e archetipici racchiusi all’interno di un design giocato su trasparenze. Mi racconti la storia dietro il progetto?
L’immaginario visivo che abbiamo scelto si ispira alla mitologia. Nell’antichità, il serpente era il simbolo di Chronos, la divinità che rappresenta lo scorrere del tempo. La leggenda racconta che il serpente diede vita all’uovo cosmico, scrigno dell’Universo, da cui tutto ha origine.
Il serpente è raffigurato sull’etichetta avvolto attorno a questo uovo cosmico che è stato fustellato ad arte per creare una splendida “finestra” sul vino, il vero scrigno del nostro racconto. Questi elementi, che ritroviamo nel logo e nell’etichetta, danno forma a un’identità memorabile. Volevamo realizzare una bottiglia solenne, preziosa e allo stesso tempo innovativa, che potesse raccontare l’aspetto più magico della produzione e della storia dei Cossignani.

In effetti il tema del tempo è cruciale per l’azienda Cossignani, eccellenza del territorio marchigiano nata come una “sfida” al mercato locale.
Letizia ed Edoardo, i due ragazzi che hanno fondato questa Cantina, sono due giovani fratelli che hanno deciso di mollare le loro carriere per perseguire il sogno folle di creare Spumanti Metodo Classico con vitigni autoctoni della loro terra, le Marche. Il tempo è alla base del progetto: come ogni cosa bella della vita, una bottiglia di Metodo Classico si fa desiderare, ripagando sempre l’attesa. Ed è sempre il tempo la risorsa più preziosa che Edoardo e Letizia investono nella produzione di quest’idea unica e straordinaria.

Cantina dei Colli Ripani - Linea 'settantase77e. Illustrazione di Andrea Castelletti
Cantina dei Colli Ripani – Linea ‘settantase77e. Progetto di Andrea Castelletti

GRAPHIC DESIGN E STORYTELLING SECONDO CASTELLETTI

Prima ho usato il termine “storie”, non a caso. Sei un cacciatore di racconti, che poi trasformi in simboli e figure. Cosa ti interessa trasmettere nei tuoi lavori?
Per me la progettazione grafica, e la comunicazione più un generale, non è un processo estetico, ma è uno strumento di narrazione. Attraverso i miei progetti cerco sempre di veicolare un messaggio che possa essere rilevante per il consumatore.
Oggi le persone non acquistano un prodotto solo per le sue qualità, ma anche e soprattutto per la sua storia, i suoi valori. Il packaging in questo senso è uno strumento potentissimo, che però non deve avere l’incombenza di raccontare tutto in modo didascalico: deve stupire e accendere la scintilla della curiosità di chi sta osservando. In un mondo inquinato da messaggi e input di ogni tipo, le persone scelgono a cosa prestare attenzione. Non è sempre semplice raggiungere questi obiettivi e ancora una volta il segreto è il tempo.

Cantina dei Colli Ripani - Linea Colli Ripani. Illustrazione di Andrea Castelletti
Cantina dei Colli Ripani – Linea Colli Ripani. Progetto di Andrea Castelletti

IL TERRITORIO MARCHIGIANO

Chiudiamo con una nota sul territorio, in particolare quello marchigiano – dove sei nato e dove sei tornato in seduta più o meno stabile dopo anni trascorsi a Milano. Cosa vuol dire per te essere legato a questi luoghi?
A Milano sono cresciuto come persona e come professionista. Tornare a frequentare più spesso le Marche per me è stata l’occasione di mettere la mia esperienza al servizio di questa terra, che ha ancora tantissimo potenziale inespresso. Un potenziale che è fatto di tutte quelle storie che per me e per il mio approccio al progetto sono essenziali.

Più in generale, cos’hanno da trasmettere questi luoghi a chi ancora non li conosce?
Nelle Marche ho reimparato a celebrare il valore della semplicità. Un mio collega designer, John Maeda, ha detto che “la semplicità consiste nel togliere ciò che è ovvio e aggiungere ciò che è significativo”. Le Marche in questo senso sono ricche di cose semplici ma molto significative. Un esempio lo possiamo ritrovare nel vicolo più stretto d’Italia che si trova a Ripatransone, in provincia di Ascoli Piceno, che abbiamo celebrato e raccontato attraverso l’etichetta di un vino che ha vinto l’Award of Excellence di Communication Arts.

Alex Urso

https://acastelletti.com/

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.