A pochi giorni dallo scoppio del conflitto in Ucraina, Francesco Manacorda ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di direttore artistico della V-A-C Foundation, istituzione culturale moscovita con un avamposto a Venezia, tra le sale di Palazzo Zattere. Dal 28 febbraio scorso tutte le attività della sede lagunare sono sospese. Ne abbiamo parlato con l’ex direttore

Si susseguono senza sosta, da un capo all’altro dello scacchiere globale, le dimissioni da parte delle figure all’apice di istituzioni culturali di matrice russa. Anche Francesco Manacorda (Torino, 1974), dal 2017 direttore artistico della V-A-C Foundation – già in forze alla Tate Liverpool con il medesimo ruolo e alla guida di Artissima per due edizioni ‒, ha interrotto la propria collaborazione con la fondazione creata nel 2009 a Mosca da Leonid Mikhelson e Teresa Iarocci Mavica allo scopo di supportare gli artisti sul terreno della sperimentazione transdisciplinare. Dal 2017 V-A-C Foundation ha scelto Palazzo Zattere a Venezia come luogo di incontro e dialogo fra la cultura russa e quella internazionale, mentre risale a dicembre 2021 l’inaugurazione di GES-2 House of Culture, a Mosca. Nuova sede della V-A-C Foundation, l’ex centrale elettrica moscovita è stata oggetto di una importante campagna di restauro e rifunzionalizzazione affidata allo studio di Renzo Piano.
All’indomani del conflitto esploso in Ucraina e dell’avanzata delle truppe russe, Francesco Manacorda ha rassegnato le sue dimissioni e la sede lagunare della V-A-C Foundation ha sospeso le sue attività, mentre GES-2 non ha chiuso i battenti. Abbiamo raccolto le riflessioni di Manacorda su uno dei capitoli più duri della storia recente, nel quale la cultura gioca un ruolo fondamentale.

V-A-C Foundation Mosca - progetto di RPBW - Photo: © Michel Denancé
V-A-C Foundation Mosca – progetto di RPBW – Photo: © Michel Denancé

INTERVISTA A FRANCESCO MANACORDA

Le tue dimissioni si sommano a quelle di numerosi rappresentanti di istituzioni internazionali legate strettamente al panorama culturale russo. Quali sono le ragioni alla base della tua scelta?
Di fronte agli eventi tragici che si stanno sviluppando, ho ritenuto necessario dimettermi. Non mi è possibile rimanere indifferente e continuare a lavorare nelle condizioni attuali con un conflitto che coinvolge tutto il Paese.

Dal tuo punto di vista, quali conseguenze avrà, sul piano del dialogo culturale est-ovest, il conflitto in Ucraina?
La condizione di isolamento attuale rende il dialogo molto difficile e credo sarà arduo ripristinare i canali. Tutto dipende da come il conflitto evolverà, ovviamente. Al momento non vedo possibilità di apertura ma spero che la situazione cambi presto. La cultura ha il ruolo di creare ponti tra posizioni distanti o incompatibili, ma in questo frangente cosi estremo è necessario sospendere tutto. Detto questo, ritengo fondamentale non ostracizzare gli artisti e gli operatori culturali russi: la loro voce e il loro lavoro non devono essere soffocati.

Nello specifico, istituzioni come V-A-C Foundation, che hanno una diretta derivazione russa, quale ruolo giocano e dovrebbero giocare in questo momento storico in quanto istituzioni culturali?
Non posso parlare per l’istituzione in quanto non ne faccio più parte, ma credo che la sospensione di tutti i programmi sia un gesto simbolico responsabile e doveroso.

Dimettersi è una scelta netta: quale messaggio vuoi veicolare attraverso questa decisione?
Come ho detto prima, non è possibile lavorare a progetti culturali in un momento tragico come questo: interrompere le collaborazioni con un Paese che agisce in questo modo significa non avallarne le posizioni ufficiali.

V-A-C Foundation Mosca - progetto di RPBW - Photo: © Michel Denancé
V-A-C Foundation Mosca – progetto di RPBW – Photo: © Michel Denancé

DIALOGO E CULTURA DI FRONTE ALLA GUERRA

La Russia è un assiduo interlocutore di Venezia sul piano della cultura: penso non solo a V-A-C ma anche allo CSAR e a Ermitage Italia. Qual è, secondo te, il destino di questo legame?
È difficile fare previsioni finché il conflitto non sarà risolto e le condizioni per un dialogo proficuo ristabilite.

La sospensione delle attività della sede veneziana di V-A-C Foundation è a tempo indeterminato e seguirà l’evoluzione degli eventi bellici?
Anche in questo caso non posso parlare per la fondazione, ma immagino la sospensione sia temporanea.

Credi che la cultura possa essere uno strumento di ricomposizione dei conflitti e un buon punto di osservazione per guardare al futuro?
Assolutamente, ma soltanto una volta che il dialogo, e non le armi e la violenza, sarà saldamente alla base dei rapporti tra nazioni.

Arianna Testino

https://v-a-c.org/en

Dati correlati
CuratoreFrancesco Manacorda
Spazio espositivoVAC ZATTERE
IndirizzoDorsoduro 1401 - Venezia - Veneto
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Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).