È morta la sorella di Luigi Ontani. Il ricordo di Renato Barilli

Sebbene lontana dal mondo dell’arte, Tullia Ontani è stata una figura di riferimento per il celebre fratello Luigi. Scomparsa in queste ore, il critico bolognese Renato Barilli ne ripercorre la storia

Enigma Pinocchio. Luigi Ontani, Pinocchio, 1972. Collezione Fabio Sargentini. Installation view at Villa Bardini, Firenze 2019. Photo Michele Monasta
Enigma Pinocchio. Luigi Ontani, Pinocchio, 1972. Collezione Fabio Sargentini. Installation view at Villa Bardini, Firenze 2019. Photo Michele Monasta

È giunta in questi giorni la triste notizia della scomparsa, per un grave ictus, di Tullia Ontani, sorella di Luigi. Forse Tullia non ha mai preso in mano una matita o un pennello, ma senza il suo apporto non si intenderebbe quella meravigliosa concordia di intenti che l’ha legata al fratello pittore, quasi da ricordare un clima pascoliano, tra Mariù e Zvani. Ma forse c’è anche qualcosa di più, penso al poemetto dei Conviviali che Pascoli ha dedicato ad Alexandros, e Luigi può ben essere considerato un equivalente del grande macedone, per il suo errare da una meta all’altra, da Bali a New York a Londra, comprese le mete casalinghe, come la GAM di Torino, ultima sua fatica. Ma dal nido lontano la sorella vegliava, lo assisteva in quei viaggi avventurosi, del resto ricambiata, dato che Luigi, appena poteva, ritornava a casa, facendosi portare dal fido Adile, non poteva mancare all’appuntamento che avevano in comune nel Villino, ai piedi della Rocchetta Mattei.

La fontana di Luigi Ontani nel villino Romamor a Vergato
La fontana di Luigi Ontani nel villino Romamor a Vergato

LA STORIA DEGLI ONTANI

Io ho avuto la possibilità di conoscere la madre dei due, una sana montanara delle nostre parti, coi piedi per terra, ma chi è stato il favoloso Principe Azzurro da cui sono nati i due, ricevendo da lui una natura spirituale, di figli del vento o dell’aria? Si sa poi quale intimo legale li abbia uniti a un altro mistero, a quel Mattei, signore delle medicine alternative che faceva accorrere a lui, sulla fine dell’Ottocento, i Grandi della terra, dallo Zar di Russia al Re di Prussia. E, per ospitarli, Mattei aveva escogitato quel complesso ardito, incredibile accozzaglia di tanti stili del passato, quasi che Ontani lo avesse già ispirato da vicino. E siccome molti erano i cortigiani al seguito, Mattei dovette dotare la sua magica Rocchetta di una serie di spazi sussidiari, appunto i villini, che si ergevano nella vallata, quasi razzi puntati al cielo. E i nostri due Ontani ne avevano acquistato uno, tutto slanciato in verticale, colmandolo delle varie creazioni che nascevano, e nascono tuttora, dal talento di Luigi, ma di sicuro con l’approvazione di Tullia. Una visita a quel luogo incantato è una delle più remunerative che si possano compiere, e si dovrà pure avere il coraggio di proclamarlo monumento nazionale. Negli anni Luigi vi ha accumulato tutti i tesori del suo ingegno, gli oli e acquerelli, le stoffe, i mobili, fragili ma consistenti nello stesso tempo.

Lo studio di Luigi Ontani a Vergato
Lo studio di Luigi Ontani a Vergato

ONTANI E LA SORELLA

Il tutto stipato fino all’inverosimile, e dispiegato in un’ascesa verticale che è come compiere una salita al Paradiso. Ma purtroppo lo spazio, pur utilizzato con estrema perizia e in ogni angolo, è insufficiente, la creatività di Luigi deborda, tanto è vero che si era intavolata una trattativa tra lui e la Fondazione Carisbo per fare della Rocchetta Mattei il vivente museo dell’intera sua produzione, Ma qualcosa è andato storto, il progetto si è bloccato. Intanto, la genialità di Luigi si allarga, si estende nella sua città natale, Vergato, dove ha eseguito una monumentale fontana e delle vetrate che rinnovano lo splendore del gotico fiorito. Non ci saranno tombe, per i due fratelli, che nel loro risoluto laicismo hanno optato per la cremazione, ma se i corpi saranno persi per sempre, lo spirito continuerà ad aleggiare per tutte quelle valli e anche oltre.

Renato Barilli

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AutoreLuigi Ontani
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Renato Barilli
Renato Barilli, nato nel 1935, professore emerito presso l’Università di Bologna, ha svolto una lunga carriera insegnando Fenomenologia degli stili al corso DAMS. I suoi interessi, muovendo dall’estetica, sono andati sia alla critica letteraria che alla critica d’arte. È autore di numerosi libri tra cui: "Scienza della cultura e fenomenologia degli stili" (1982, nuova ed. 2007), "L’arte contemporanea" (1984, nuova ed. 2005), "La neoavanguardia italiana" (1995, nuova ed. 2007), "L’alba del contemporaneo" (1995), "Dal Boccaccio al Verga. La narrativa italiana in età moderna" (2003), "Maniera moderna e Manierismo" (2004), "Prima e dopo il 2000. La ricerca artistica 1970-2005" (2006), "La narrativa europea in età moderna. Da Defoe a Tolstoj" (2010), "Autoritratto a stampa" (2010), "La narrativa europea in età contemporanea. Cechov, Joyce, Proust, Woolf, Musil" (2014). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato "Storia dell’arte contemporanea in Italia. Da Canova alle ultime tendenze" (2007) e "Arte e cultura matariale in Occidente" (2011). È stato organizzatore di molte mostre sull’arte italiana dell’Ottocento e del Novecento.