Parola a Sagal Ali, fondatrice di Somali Arts Foundation, la prima istituzione culturale somala dedicata all’arte.

Martoriata da decenni di guerra civile, la Somalia sta lentamente ritrovando la pace e la normalità. La ricostruzione del Paese passa anche dalla rinascita delle arti e della cultura in generale. Abbiamo raccolto la testimonianza di Sagal Ali, fondatrice della Somali Arts Foundation e impegnata in prima linea nella diffusione dell’arte e nell’emancipazione delle donne somale.

Quale ragione ti ha spinta a creare una fondazione culturale?
Ho creato la Somali Arts Foundation (SAF) come risposta alla completa mancanza di istituzioni dedicate all’arte in Somalia, rendendola la prima e unica istituzione del genere, che opera attualmente nel Paese in maniera indipendente.
Poiché la Somalia si sta appena riprendendo dagli effetti della lunga guerra civile, iniziata nei primi Anni Novanta, penso che l’arte potrebbe svolgere un ruolo importante negli sforzi di ricostruzione postbellica. Non credo che una pace duratura sia raggiungibile in Somalia, senza il concorso della cultura. La pace non è possibile, così come non è possibile immaginare un futuro migliore, senza porsi domande critiche sul nostro recente e traumatico passato, così come sul nostro presente tumultuoso e senza molte risorse. In sostanza, cerco di sfruttare le arti per stimolare un dibattito critico su sull’identità, la memoria, la sofferenza, la guarigione spirituale e l’espressione di sé.

Quali sono gli obiettivi della fondazione?
L’arte, nella sua forma più pura, dà respiro alla vita senza però dare giudizi, mentre legittima la diversità. Credo che l’accesso all’arte sia un diritto umano universale. La missione della fondazione è creare incontri stimolanti con l’arte che espandano il modo in cui vediamo noi stessi, il mondo e le sue possibilità, e la nostra visione è quella di funzionare come un punto di convergenza di opinioni che siano di stimolo per una Somalia più unita, etica ed empatica.

Hana Mire, Inside Mogadishu Cathedral, Mogadishu, 2020
Hana Mire, Inside Mogadishu Cathedral, Mogadishu, 2020

LE DONNE IN SOMALIA

Qual è la condizione sociale delle donne somale?
Le donne sono state la spina dorsale della famiglia in molte comunità in tutta la Somalia, e hanno contribuito all’economia del Paese. Negli ultimi trent’anni hanno svolto un ruolo essenziale di unità sociale, anche durante la guerra civile. Tutto questo nonostante il fatto che abbiano dovuto sopportare il maggior peso delle difficoltà causate dal conflitto prolungato e dalla povertà, oltre al dover sottostare alla cultura del clan che promuove una rigida gerarchia maschilista. Questa situazione è ulteriormente esacerbata dalle limitazioni religiose al ruolo e allo status delle donne nella società somala. Di conseguenza, prevale una disuguaglianza di genere profondamente radicata e spesso le donne somale sono escluse dal processo decisionale formale e dalle posizioni di leadership.

Che cosa farà la fondazione per supportare le donne somale?
Negli ultimi anni le donne hanno dimostrato grande capacità di organizzazione e acume imprenditoriale e credo che possano essere le naturali ambasciatrici per il mondo della creatività somala. Nel campo del design, gli attori principali sono proprio le donne, alle quali si riconosce apertamente di essere state tradizionalmente escluse dal dibattito pubblico. Pertanto, la fondazione si impegna a sostenere gli interessi delle donne, in particolare quelle delle comunità più emarginate. Uno dei nostri principali obiettivi è quello di creare un luogo sicuro per le artiste somale, che possa accelerare il processo di superamento dei traumi della guerra, e, attraverso di loro, raggiunga tutto il popolo somalo. L’arte include anche un processo meditativo, che utilizza la parte più profonda di noi stessi. Gli artisti devono guardarsi dentro per esprimere le loro idee, unendole alle loro conoscenze. Attraverso questo processo, devono essere onesti con se stessi e coraggiosi con il mondo mentre cercano di esplorare e interrogare la realtà. Credo che le donne somale, in particolare le giovani artiste, siano pronte a portare avanti il dibattito su come potrebbe essere il futuro della Somalia. Da parte mia, vorrei dare loro le risorse e il supporto necessari per questa missione.

LA SOMALIA E LA CULTURA

Quanto è importante per la Somalia, in campo culturale e non solo, l’aiuto esterno?
La Somalia sta affrontando il compito titanico di ricostruire ogni aspetto materiale e spirituale della vita quotidiana. Considero le arti e la cultura pilastri essenziali per la ricostruzione del tessuto sociale. Il ripristino postbellico delle strutture sociali, politiche ed economiche può essere raggiunto e sostenuto solo se vi è una comprensione e un interesse comuni condivisi per ciò che costituisce la “cultura somala”, mantenendo però spazio per la pluralità di opinioni ed espressioni. Ritengo quindi necessario aumentare gli sforzi per riabilitare il settore culturale in Somalia e consentirgli di svolgere il suo ruolo nella promozione di valori condivisi e di dialogo, che sono entrambi strumenti essenziali per la costruzione di una pace sostenibile.
Attualmente, non ci sono fondi sufficienti assegnati ai settori dell’arte e della cultura in Somalia, e questo vale sia per i finanziamenti governativi interni, sia per gli aiuti dei donatori stranieri. Ma le cose stanno cambiando lentamente, e sono fiduciosa che nel prossimo futuro vedremo l’arte e la cultura come priorità chiave in Somalia.

Come si sta muovendo il mondo della cultura per migliorare l’istruzione del popolo somalo?
Le arti e la cultura sono importanti nella vita. Il vantaggio di introdurle negli ambienti di apprendimento è un modo per equilibrare lo sviluppo intellettuale, emotivo e psicologico degli individui e della società nel suo insieme. Questo tipo di educazione non solo avvantaggia lo sviluppo cognitivo, ma anche l’acquisizione di capacità creativa, riflessione critica, abilità comunicative e interpersonali, e ciò contribuisce anche al miglioramento delle relazioni sociali e della consapevolezza culturale degli individui, consentendo loro di costruire identità personali e collettive, sulla base della tolleranza e dell’apprezzamento per gli altri.
Ciò è particolarmente importante per un Paese come la Somalia, dove la guerra civile ha gravemente colpito la coesione sociale e ha indebolito il rispetto per la diversità. Il popolo somalo apprezza la conoscenza e, investendo nell’educazione artistica e nella conoscenza del patrimonio culturale, possiamo garantire che le generazioni future abbiano gli strumenti necessari per perseguire una cultura di pace, radicata nella conoscenza della bellezza del passato al fine di creare il futuro per una Somalia migliore.

Sagal Ali, fondatrice della Somali Arts Foundation
Sagal Ali, fondatrice della Somali Arts Foundation

L’ARTE IN SOMALIA

Quali sono i rapporti della Somalia con la scena artistica contemporanea straniera?
Non esiste in Somalia un settore dell’arte ben strutturato, che a sua volta abbia rapporti con contesti artistici internazionali. Tuttavia, con la fondazione, ad esempio, coltiviamo non solo relazioni nazionali, ma anche regionali e di macro-area con artisti e istituzioni culturali. Si può dire che l’arte contemporanea sia uno strumento di dialogo valido anche per svolgere indagini che avvengono su piattaforme globali. Inoltre, la diaspora somala è una delle più estese al mondo, e interessa ogni continente; attraverso il nostro impegno con artisti e attori culturali somali che vivono in altri Paesi, abbiamo sempre avuto relazioni che si estendono ben oltre i confini nazionali.

Come descriveresti l’arte contemporanea somala? Ci sono artisti che pensi faranno parlare di sé nel prossimo futuro?
A causa della completa mancanza di educazione artistica in Somalia, non ci sono molti artisti professionisti che operano nel Paese. Ci sono però talenti e capacità per sviluppare questo interessante settore. La fondazione è anche un istituto per l’educazione e la formazione artistica, e ci auguriamo di essere in grado di colmare questa lacuna e supportare i futuri artisti in Somalia, sia con l’educazione sia con le risorse necessarie affinché possano costruirsi una carriera e guadagnarsi da vivere.

Niccolò Lucarelli

www.somaliartsfoundation.org

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.