Il Covid si porta via anche Fiorenzo Alfieri, storico assessore di Torino

Dopo settimane di ricovero ospedaliero a causa del COVID-19, ieri 13 dicembre è morto a Torino lo storico assessore Fiorenzo Alfieri. Aveva 77 anni e alla città e alla sua cultura aveva dedicato una vita. A lui si devono, ad esempio, le “Luci d’artista”. Qui il ricordo di Francesco De Biase.

Fiorenzo Alfieri

È mancato Fiorenzo Alfieri. Una notizia triste, sconcertante e dolorosa.
Fiorenzo Alfieri ha segnato con la sua passione, la determinazione, la lucida e originale progettualità la storia culturale della città di Torino a partire dagli Anni Settanta. La visione della comunità come luogo di crescita, scambio e incontro ha guidato il suo operare a partire dall’esperienza come insegnante negli anni della Scuola attiva, del movimento MCE, dell’animazione teatrale, della partecipazione come processo di emancipazione per tutti i cittadini.
Questi tratti del carattere e visione del sociale lo hanno sempre accompagnato nei vari incarichi di responsabilità che ha via via assunto nelle istituzioni culturali cittadine. È stato assessore al Sistema Educativo, alla Cultura, allo Sport, al Commercio, alle Politiche giovanili, recentemente presidente dell’Accademia Albertina delle Belle Arti, dell’Associazione Centroscienza Onlus e del Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli.

Era presente a quasi tutte le occasioni culturali della città, non solo e non tanto per il suo ruolo istituzionale, ma soprattutto come amante dell’arte in tutte le sue più diverse espressioni”.

Nel rivestire questi incarichi poteva contare sulla sua vastissima ed eterogenea cultura, su un’inesauribile tenacia che superava ogni fatica e difficoltà, ma soprattutto sulla sua visione aperta e sempre alla ricerca di nuovi progetti, prospettive, idee. Si entusiasmava ed era un vulcano.
Era faticoso stargli dietro, ma indubbiamente stimolante e arricchente. Riusciva a entusiasmarsi come un bambino davanti a una nuova installazione di Luci d’artista o a commentare con entusiasmo fino alla commozione uno spettacolo, un concerto, un’opera lirica che lo avevano particolarmente colpito. Era presente a quasi tutte le occasioni culturali della città, non solo e non tanto per il suo ruolo istituzionale, ma soprattutto come amante dell’arte in tutte le sue più diverse espressioni.

IL DIALOGO E L’APERTURA ALLE PROFESSIONI DELLA CULTURA

Un’importante sua iniziativa a cui teneva molto e che continuamente raccontava è l’aver progettato e favorito la crescita e lo sviluppo di una significativa stagione culturale torinese arricchendola di nuove figure professionali artistico-culturali, programmandone la formazione e le esperienze sul campo e con un ulteriore passaggio innovativo, curando l’inserimento di alcune di esse nell’organico dell’amministrazione cittadina.
Molti cineasti, musicisti, animatori, teatranti, danzatori, artisti visivi, oggi conosciuti e apprezzati, sono il frutto di quella vivace stagione.
Il suo intendere la partecipazione lo portava a tenere costantemente aperte le porte al dialogo, al confronto e quando necessario anche al conflitto con tutti gli attori della vita cittadina: politici, mondo artistico, industriale, commerciale.
Ci lascia improvvisamente e ci mancherà la sua capacità di immaginare e di avanzare sempre proposte e scommesse per il futuro.

Francesco De Biase

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Francesco De Biase
Dirigente dell’Area Attività Culturali (direzione del Servizio Arti Visive, Cinema, Teatro e Musica) del Comune di Torino. È direttore della collana "Pubblico, professioni e luoghi della cultura" dell'editore Franco Angeli. Per la stessa casa editrice ha pubblicato diversi volumi, l'ultimo dei quali è "Rimediare/Ri-mediare. Saperi, tecnologie, culture, comunità, persone" (2020).