Manca sempre meno all’inaugurazione del nuovo Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles. In attesa dell’apertura, abbiamo intervistato Jessica Niebel, curatrice della grande retrospettiva dedicata a Hayao Miyazaki.

Covid-19 permettendo, bisognerà pazientare fino alla primavera del 2021 per ammirare il nuovo Academy Museum of Motion Pictures progettato da Renzo Piano a Los Angeles, e soprattutto la prima rassegna espositiva dedicata al genio di Hayao Miyazaki negli Stati Uniti quale evento inaugurale.
Un sorpreso Miyazaki e un euforico Toshio Suzuki hanno accolto la notizia con orgoglio e interesse, fornendo totale collaborazione alla curatrice della mostra, Jessica Niebel, e al suo assistente J. Raúl Guzmán. La prima arriva da numerosi eventi curati per conto del Deutsches Filmmuseum di Francoforte (tra cui Anime! High Art – Pop Culture nel 2008 e And the Oscar Goes to… 85 Years of the Best Picture Academy Award nel 2012), il secondo è stato, tra le altre cose, art director per NBC Universal. La mostra – dal titolo Hayao Miyazaki, in apertura il 30 aprile 2021 – presenterà materiali originali dello Studio Ghibli, consentendo di “vivere” in maniera unica il mondo del cineasta giapponese. Ne abbiamo parlato con la curatrice Jessica Niebel.

L’INTERVISTA A JESSICA NIEBEL

Com’è nata l’idea di dedicare una mostra alla carriera di Miyazaki?
Per la nostra mostra temporanea di debutto stavamo cercando un regista affermato ma ancora attivo, con fama e portata internazionale. Era importante anche che la rassegna fosse un’esclusiva della nostra istituzione. Poiché nessun altro museo del Nord America ha dedicato una retrospettiva a Hayao Miyazaki, è stato il nostro candidato ideale.

Da quanto si è appreso in rete, non sarà solo una mostra ma un’immersione visiva e sensoriale nel mondo di Miyazaki. Può anticiparci qualcosa su come sarà organizzato l’allestimento?
La mostra è concepita come un viaggio, in cui ogni galleria presenta aspetti diversi del lavoro di Miyazaki e crea un’esperienza diversa per i visitatori. Oltre a imageboard, character design, storyboard, layout, sfondi e poster – tutti giunti in prestito dallo Studio Ghibli –, abbiamo incluso numerose proiezioni su larga scala di clip cinematografiche, nonché installazioni come Sky View e Mother Tree, che inviteranno i visitatori a interagire con quel mondo.

Per la prima volta, il pubblico americano potrà vedere di persona i disegni fatti a mano da Miyazaki. La mostra sarà anche l’occasione per proiettare i celebri cortometraggi animati del Museo Ghibli?
A complemento della mostra, le nostre proiezioni di film includeranno ciascuno dei lungometraggi di Miyazaki in inglese e giapponese, proiettati nei nostri cinema all’avanguardia. Dato che stiamo ancora sviluppando la programmazione cinematografica, il nostro consiglio è quello di controllare gli aggiornamenti man mano che la data dell’inaugurazione si avvicina.

Academy Museum of Motion Pictures, Exterior Rendering © Renzo Piano Building Workshop © Academy Museum Foundation. Image from L’Autre Image
Academy Museum of Motion Pictures, Exterior Rendering © Renzo Piano Building Workshop © Academy Museum Foundation. Image from L’Autre Image

IL CONTRIBUTO DI HAYAO MIYAZAKI

A parte la reazione entusiasta di Toshio Suzuki, amico e produttore del regista, qual è stata la risposta di Miyazaki, che è notoriamente un uomo riservato? Sarà presente all’inaugurazione?
Nelle fasi iniziali del progetto, Hayao Miyazaki ha generosamente dedicato del tempo per ascoltare la nostra proposta. Si è sentito onorato che l’Academy Museum of Motion Pictures avesse in programma di dedicare la sua mostra di apertura proprio al suo lavoro, e si è affidato al suo staff per collaborare con noi mentre lui continua a lavorare al suo nuovo film. Quanto a una sua presenza, stiamo ancora valutando i nostri piani per l’apertura. Rimanete sintonizzati!

Il museo progettato da Renzo Piano, con quella meravigliosa cupola, sembra un posto incredibile per incorporare i tanti mondi di Miyazaki al suo interno.
Renzo Piano è un esperto architetto di musei, e comprende ciò che gli spazi espositivi richiedono. Ci ha fornito uno spazio contenuto e flessibile per le nostre grandi mostre temporanee. Lo spazio fondamentalmente funziona come una “black box” che può essere adattata individualmente a ciascuna mostra.

Immagino che i fan di Miyazaki faranno paragoni con il Museo Ghibli di Tokyo. Ma, secondo lei, e nel suo compito di curatrice, prendere il mondo di Miyazaki e trasformarlo in una mostra non è anche un lavoro di interpretazione dell’uomo, dell’artista e delle sue opere?
Creare una mostra è sia un lavoro di interpretazione che di collaborazione. Dopo molte ricerche e lo sviluppo di una struttura espositiva, abbiamo lavorato a stretto contatto con lo Studio Ghibli per perfezionare il concetto. Abbiamo lavorato insieme per determinare quali oggetti dovevano essere inclusi nella mostra per offrire il viaggio ottimale attraverso l’opera di Miyazaki.

In quale modo?
Il processo ha coinvolto molti elementi creativi, soprattutto dovendo pensare alle nostre installazioni più coinvolgenti. Ad esempio, abbiamo scelto di iniziare la mostra con un cenno al tunnel degli alberi de Il mio vicino Totoro. Il tunnel, che funge da portale nel film e cattura il senso dell’immaginazione giovanile, rappresenta simbolicamente la partenza dei visitatori per il resto del museo, verso un regno intriso del vocabolario visivo di Miyazaki. È impossibile contenere tutto ciò che è straordinario del lavoro di Miyazaki in uno spazio espositivo limitato. La nostra programmazione pubblica esplorerà i temi selezionati per la mostra a un livello più profondo e affronterà anche altri aspetti che non sono inclusi nella mostra.

Production Imageboard, Nausicaa of the Valley of the Wind (1984), Hayao Miyazaki. Courtesy 1984, Studio Ghibli 
Production Imageboard, Nausicaa of the Valley of the Wind (1984), Hayao Miyazaki. Courtesy 1984, Studio Ghibli 

LA MOSTRA SU MIYAZAKI

A questo proposito, sarà preso in considerazione il legame tra Miyazaki e il compianto Isao Takahata?
Sì, la mostra tocca il loro rapporto di lavoro e presenta le loro prime collaborazioni tra cui Heidi e Nausicaä della Valle del Vento, fino alla fondazione dello Studio Ghibli. I film di Takahata saranno ricordati attraverso i manifesti originali giapponesi e rientreranno nel nostro programma di proiezioni.

C’è un film di Miyazaki a cui è più affezionata?
Amo davvero tutti i suoi film, ma Nausicaä della Valle del Vento occupa un posto speciale nel mio cuore. Come personaggio, Nausicaä è così diversa dalle altre protagoniste femminili che ho sempre visto sullo schermo. Ero abituata a vedere principesse raffigurate in maniera bidimensionale, ma lei è incredibilmente complessa. Sì, è una principessa, ma è anche una scientista, una maestra del vento, una combattente. Sente un forte legame con la natura e tutte le creature viventi. È in grado di vedere un quadro più ampio costruendo il ponte tra l’umanità e la natura. Il suo universo è molto più grande di quello di altri personaggi femminili i cui mondi tipicamente ruotano attorno e dipendono da un uomo. È coraggiosa e vulnerabile e si assume una responsabilità così grande in giovane età. È un personaggio che ho ammirato davvero molto… e lo faccio ancora!

Sarà possibile acquistare il catalogo della mostra anche per chi non avrà la possibilità di visitare la mostra?
Sì, assolutamente! Lo splendido catalogo di 288 pagine sarà disponibile nel nostro negozio online.

Mario A. Rumor

https://www.academymuseum.org/en/

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Mario A. Rumor
Ha scritto di cinema e televisione per Il Mucchio, Empire Italia, Lettera43, Just Cinema e numerose altre riviste italiane e inglesi, tra cui Protoculture Addicts, TelefilmMagazine, Retro, Widescreen, DVD World, ManGa!, Scuola di Fumetto e Leggere:Tutti. Con Weird Book ha collaborato al volume “Joe Dante. Master of Horror” con un saggio su Gremlins, e pubblicato le monografie “Un cuore grande così. Il cinema di animazione di Isao Takahata” (2019, seconda edizione), “Osamu Dezaki. Il richiamo del vento” (2019). È inoltre autore di “Tōei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese” (Cartoon Club, 2012), “Created By. Il nuovo impero americano delle Serie Tv” (Tunué, 2005) e “Come bambole. Il fumetto giapponese per ragazze” (Tunué, 2005). Vincitore nel 2015 del Premio Letterario Nazionale “Trichiana Paese del libro” e del premio speciale Casse Rurali Valli di Primiero e Vanoi nell’ambito del prestigioso premio letterario “Grenzen-Frontiere”.