Walter Lazzarin, lo scrittore che regala racconti per strada

Samantha Catini descrive la storia di un incontro speciale: quello con Walter Lazzarin, lo scrittore che regala i propri racconti ai passanti. Usando una Olivetti ormai rara.

Walter Lazzarin, Padova, Via Roma, primavera 2019
Walter Lazzarin, Padova, Via Roma, primavera 2019

Il suo nome è Walter, Walter Lazzarin. Un po’ come Bond, James Bond: un agente segreto discreto, modesto, eppure geniale, sagace, preparato e brillante, che abita i marciapiedi delle strade d’Italia da oltre quattro anni, perché a lui piace scrivere, e allora va a cercarsi storie, ascoltare conversazioni, conoscere gente, evocare parole. Walter è di Rovigo e faceva il professore, “precario s’intende”, specifica sorridendo e poi mi chiede: “Ti piace Dante?”. A me, poi, che su Dante potrei scrivere una… Commedia. Mi ero fermata, io, a guardarlo, osservarlo, quel Totò dall’accento veneto aveva apparecchiato un trolley con la sua macchina da scrivere, la stessa Olivetti che mio padre usava in ufficio, lui che i computer non li ha mai voluti usare, e che nel 2003 redigeva documenti su fogli protocollo con carta carbone.
Walter non chiede l’elemosina. Walter regala racconti. E così me ne regala uno (su Dante, appunto), un giocoso dialogo tra Dante e Dio ‒ quale, poi, non ci è dato saperlo ‒, un’iperbolica conversazione in chiave di “D”, che nell’allitterazione della quarta lettera trova il suo punto di forza, facendo sorridere il lettore.
Gli chiedo perché fosse lì, seduto su uno dei più trasandati e abbandonati marciapiede di questa perduta città, mi risponde candido che “ogni tanto c’è bisogno di andare perché poi è facile fermarsi e tornare indietro, che è normale e che “ci sta”. La verità che svela, poi, è che sta aspettando il maxi-concorsone, un’espressione che avevo dimenticato ‒ io che quando studiavo all’università di insegnare non avevo proprio fantasia e che gli esami per l’insegnamento sono stati quasi un obbligo “perché non si sa mai” ‒, ma Walter vuole farlo, lo capisci subito quando inizi a parlarci che a lui piace lasciare qualcosa alle persone, chiunque siano. E non è tutto. A Walter piace scrivere. Davanti alla sua Olivetti c’è una targa: “scrittore per strada”.

Walter Lazzarin, Ferrara, Piazza Trento e Trieste, gennaio 2018
Walter Lazzarin, Ferrara, Piazza Trento e Trieste, gennaio 2018

ASCOLTARE E IMPARARE

Gli confesso, così, che quando l’ho visto mi aveva in realtà fatto pensare a Totò in Miseria e Nobiltà, a Felice Sciosciammocca, che scriveva lettere per gli analfabeti; e così mi racconta che qualche volta gli è successo, specie con gli stranieri, che non sono ancora in confidenza con la nostra lingua, e che chiedono aiuto per scrivere messaggi o biglietti, e soprattutto al Sud. Tutto avviene per strada. E dalla strada si leva questo braccio che non chiede pietà, non chiede soldi, ma dona biglietti dattiloscritti, regala parole, sorride, saluta, domanda, ascolta. Prima di fermarmi ero impegnata in una conversazione al telefono, ma volutamente l’ho terminata lì davanti per poter guardare meglio cosa stesse facendo. Chiudo, domando: “Posso?”. E lui mi fa segno di accomodarmi (per terra), si interessa della mia conversazione, se tutto fosse a posto: “Non ho potuto far a meno di ascoltare, anzi” ‒ precisa con lo sguardo acceso ‒ “non ho voluto, sono qui apposta, ascolto, conosco e imparo”. Se distogli per poco l’attenzione da lui, non puoi non notare che accanto al suo improvvisato tavolino troneggiano dei libri, i suoi libri, le sue pubblicazioni. Se vuoi, se ti interessa, puoi acquistare uno dei suoi libri e, se ti fa piacere, puoi chiedere di fartelo autografare; insomma, un “firma copie” in piena regola e in piena strada, mentre cani, passeggini, bastoni, scarpe, spinte e “lèvati” ti sfilano accanto per lo più ignorandolo. Ma non tutti, non faccio in tempo a salutarlo che dietro due ragazze già aspettano incuriosite.

Walter Lazzarin, Bari, Piazza del Ferrarese, marzo 2016
Walter Lazzarin, Bari, Piazza del Ferrarese, marzo 2016

INSEGNAMENTO E FUTURO

È un ragazzo anche lui, Walter. Un giovane uomo. Ho comprato Ventuno Vicende Vagamente Vergognose, una raccolta di tautogrammi edita da CasaSirio nel 2017, e ho lasciato che me lo dedicasse. Gli ho augurato buona strada, come se fossimo due boy scout che si incontrano su un sentiero di montagna. Ho ripreso la spesa appoggiata a terra, la figlia nel passeggino, il marito dietro di me, e con il cuore più leggero sono tornata a casa.
Il suo nome è Walter Lazzarin, viaggia “leggero” per tutta l’Italia, con una valigia piena di libri e una macchina da scrivere, una di quelle che non se ne vedono più. È uno scrittore per strada, ed è un professore, uno che un giorno spero motiverà i nostri ragazzi a compiere qualcosa di meraviglioso e di magico, come viaggiare per il Paese con una valigia piena di libri e una vecchia macchina da scrivere, una di quelle che non se ne vedono più.

Samantha Catini

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Samantha Catini
Laureata in Lettere e Filosofia (quando ancora si chiamava così) con una tesi su Carlo Emilio Gadda, l’ingegnere in “blu”. Giornalista evoluta in ufficio stampa, con il vizio della scrittura libera. Compra compulsivamente libri e riviste che legge e lascia crescere in pile sui pavimenti. Mamma, cuoca innamorata della pasticceria, del teatro e del cinema. “L’arte è per noi inseparabile dalla vita”, scriveva Filippo Tommaso Marinetti, e allora, così sia.