Verso Dante 2021. A Firenze mostra diffusa di Tannaz Lahiji

Palazzo Vecchio, Palazzo Bastogi, Casa di Dante e Mercato centrale sono le sedi toccate dal progetto dell’artista iraniana e fiorentina d’adozione Tannaz Lahiji presente anche durante la Biennale di Venezia. L’abbiamo intervista

Rendering Maschera Dante courtesy Tannaz Lahiji
Rendering Maschera Dante courtesy Tannaz Lahiji

In attesa del 2021, quando Firenze sarà al centro del mondo per le celebrazioni dei 700 anni dalla sua morte, un progetto molto articolato e su più sedi ne anticipa l’anniversario con una riflessione che intreccia storia e vissuto personale. Si tratta della pittrice e performer iraniana Tannaz Lahiji, nata a Tehran, da una famiglia di artisti, ma di adozione fiorentina: ha realizzato una serie di sculture e installazioni che, riproducendo l’Inferno e il Paradiso dantesco, vogliono evocare l’antica cultura persiana. Un sistema di pensiero colmo di bellezza e di amore che Tannaz ha vissuto nel suo Paese d’origine e che accosta alla figura del sommo poeta fiorentino. Il progetto si chiama Pardis. Riflessioni su Dante, s’inaugura il 20 marzo e si articola tra Palazzo Vecchio, Palazzo Bastogi, Casa di Dante e Mercato Centrale. Ne abbiamo parlato con l’artista che sarà anche presente alla Biennale di Venezia di quest’anno con un’installazione di grandi dimensioni…

Come nasce l’idea di questo progetto?
Il progetto comincia quasi due anni fa quando ricevo l’invito dalla Regione Toscana a fare una mostra, nella sua sede a Palazzo Bastogi, sull’Inferno di Dante. Poi, sei mesi dopo, ricevo un altro invito, questa volta dal sindaco di Firenze, per un’altra mostra sullo stesso soggetto a Palazzo Vecchio. A questo punto decido di unire le due proposte e fare un unico progetto su Dante, con una riflessione sull’Inferno da destinare a Palazzo Bastogi e quella sul Paradiso, alla Sala d’Arme di Palazzo Vecchio.

Perché un progetto su Dante adesso?
Questi due inviti sono stati per me una sorpresa. Il 2021 sarà l’anno di Dante e queste mostre saranno un’anticipazione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte del grande poeta fiorentino.

Cosa vedremo in queste mostre?
Il 20 marzo, primo giorno di Primavera e Capodanno Persiano, s’inaugura presso la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio la mostra Pardis. È un termine che, nella tradizione persiana, vuole indicare il giardino antistante la casa, spesso realizzato in una oasi in mezzo al deserto, in cui il viandante riceve ospitalità e sollievo. Io pavimenterò i 300mq dello spazio con delle mattonelle in legno dipinte con acrilico e smaltate di resina per dare l’effetto della porcellana e metterò al centro una vasca con una fontanina che riproduce quelle presenti nelle case dell’antica Persia, odierna Iran. Spostandoci verso la Cappella dei Priori, si vedrà la maschera di Dante e, tramite l’effetto delle luci – blu, rosse, bianche – l’interpretazione del suo pensiero sulla vita e sull’amore.

E poi?
Il 25 marzo, data in cui si festeggia il Capodanno Fiorentino, inauguro l’Inferno nelle sale di Palazzo Bastogi: un viaggio attraverso le anime dannate, il dolore, ma anche la gioia che i miei quadri di body painting, con le impronte dei corpi su tela, riescono a rappresentare, avvolte nell’incandescenza del rosso o purificate nel bianco.

Ci saranno anche altre sedi coinvolte?
Si, il 27 marzo alla Casa di Dante inauguro un’installazione con il busto di Dante ghiacciato che si scioglierà al calare del sole e verrà sostituito ogni mattina: una metafora della rinascita di ogni giorno. Infine, al Mercato Centrale, come denuncia della Firenze ingorda realizzerò un’installazione di 5 metri che rappresenta il vortice d’acqua di Ulisse il quale, oltrepassando il confine delle colonne d’Ercole, valica il limite della conoscenza e sfida Dio, restando divorato appunto da un vortice d’acqua. L’inaugurazione sarà il 28 marzo.

Quest’anno avrai un evento durante la Biennale di Venezia…
Sì, ho ricevuto l’invito dalla galleria MA-EC di Milano che ha preso uno spazio all’interno dell’Arsenale, accanto al Padiglione dell’Iran e di fronte a quello dell’Italia: è la prima volta che una galleria privata ha il permesso di realizzare un evento durante la Biennale di Venezia dentro gli spazi dell’Arsenale.

Che cosa realizzerai?
Sarà un’installazione site-specific di 5,5 m di altezza e 2 m di lunghezza che consiste in una cascata congelata, fatta con diversi materiali, che ricorda lo stile delle antiche moschee persiane.

-Claudia Giraud

https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/tannaz-lahiji-pardis-riflessioni-su-dante/

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).

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