Parola all’artista belga che firma la curatela della mostra “Sanguine/Bloedrood”, ospite del M HKA di Anversa a partire dal primo giugno. Una delle mostre più attese nell’ambito del festival ispirato al Maestro fiammingo Pieter Paul Rubens.

S’inscrive nel solco delle attività che animano Anversa Barocca 2018. Rubens inspires ‒ primo capitolo della saga triennale dedicata ai maestri fiamminghi ‒ la mostra curata da Luc Tuymans al Museo d’arte contemporanea M HKA. Un dialogo visivo fra artisti storicizzati e personalità della scena contemporanea, frutto della rilettura delle istanze barocche da parte del pittore belga, chiamato ancora una volta a interpretare il linguaggio della curatela. Temporalmente distanti ma attraversati da dinamiche comuni, Barocco e contemporaneità diventano per Tuymans due scenari complementari, all’interno di un’analisi che supera i rigidi limiti della cronologia.

Cominciamo dalla mostra che curerà ad Anversa. Quale significato attribuisce al concetto di Barocco e in base a quale criterio ha scelto gli artisti?
È un progetto piuttosto ambizioso e, quando la città mi ha chiesto di realizzarlo, ho stabilito dei parametri. Il primo è dettato dall’opera Five Car Stud di Edward Kienholz, scomparsa per quarant’anni, ritrovata solo pochi anni fa ed esposta a Los Angeles, al Louisiana di Humlebæk e alla Fondazione Prada di Milano, e che sarà ospitata anche nella mostra di Anversa. Ricreeremo il medesimo allestimento di Five Car Stud alla Documenta 5 del 1972, dando risalto a un’opera chiave nella produzione di Kienholz, cui fa da contraltare Caravaggio, il quale è la vera controparte di Rubens. Questi sono i due estremi in mezzo ai quali si colloca la mostra, che riunisce gli “Old Master” in rotta di collisione con l’arte contemporanea e che sarà allestita al primo piano del museo.

A cosa allude il titolo?
Sanguine non ha solo a che fare con l’idea dell’ossessione per il sangue, ma soprattutto con qualcosa di travolgente, in qualche modo connesso all’idea stessa di Barocco. C’è anche l’idea di aggressività, in relazione alle dinamiche di costruzione dell’immagine da parte della cultura occidentale. Abbiamo incluso altri maestri oltre a Caravaggio, come Francisco de Zurbarán, Antoon van Dyck, Adriaen Brouwer, per un totale di quindici Old Master, e artisti contemporanei, come On Kawara e Jan Van Imschoot, che combinano e giustappongono elementi connettendoli gli uni agli altri, evocando una modalità tipica del Barocco. Il Barocco prese forma in un contesto sociale di grande incertezza, simile a quello in cui stiamo vivendo ora, ma ciò che io propongo, da artista che cura una mostra, è un confronto soprattutto visivo.

Jan Fabre Een mug_ vampier op mijn bloed_© Angelos bvba
Jan Fabre Een mug_ vampier op mijn bloed_© Angelos bvba

Lo spirito rivoluzionario del Barocco e la sua essenza scenografica, teatrale, sono aspetti rintracciabili anche nell’arte contemporanea.
Questi aspetti erano evidenti in Rubens, ma credo sia interessante giustapporli alle prime opere di Murakami o a quelle di Pierre Huyghe. Ci sono elementi negativi e positivi che si intrecciano continuamente nella mostra allo scopo di suscitare domande, così da rendere più dinamica la comprensione dell’idea di Barocco. Combinare tutti questi aspetti a livello visivo può fornire allo spettatore un’esperienza coinvolgente non tanto per la quantità ma per la qualità che si offre al pubblico. Questo è un aspetto piuttosto importante al giorno d’oggi.

Lei è un artista e spesso anche un curatore. I due ambiti si influenzano?
Vivo in un mondo totalmente orientato al mercato, che isola gli artisti famosi. Io ho bisogno di stare a contatto con i miei colleghi e di essere in grado di trovare un senso alle situazioni. Questo tipo di pratica curatoriale mi dà l’opportunità di creare una massa critica differente.

Crede che la pittura contemporanea sia viva, specialmente nel contesto belga?
Credo sia più viva che mai. Non è mai stata qualcosa di naïve ed è sempre stata considerata arte. La pittura è una forma d’arte persistente, che ha a che fare con la maniera in cui una persona contempla un’immagine, attraverso il tempo, con il tempo e oltre il tempo. Molti artisti hanno cominciato con la pittura perché è la prima immagine concettuale. In questo senso, è e resterà un aspetto fortemente radicato nella civiltà e nella cultura. Se la pittura è solo uno “show”, frutto di più elementi su una tela, allora la pittura è morta, ma credo che questo valga per tutte le forme d’arte.

Ritiene che la tradizione fiamminga abbia influenzato la pittura belga?
Jan van Eyck, dal mio punto di vista, è il miglior pittore dell’emisfero occidentale perché il suo realismo ha fatto scuola, soprattutto all’epoca in cui la priorità era sopravvivere. L’interesse era rivolto a ciò che è reale e a ciò che non lo è, argomento importante anche oggi.

Experience_Traps_ Bertrand Lavier, Fountain, 2014 © Courtesy and copyright of the artist – Photo Bruno Voidey
Experience_Traps_ Bertrand Lavier, Fountain, 2014 © Courtesy and copyright of the artist – Photo Bruno Voidey

ANVERSA CONTEMPORANEA

La dialettica fra Barocco ed estetica contemporanea è il fil rouge che percorre il festival Anversa Barocca 2018. Rubens inspires. Oltre alla mostra curata da Luc Tuymans presso il M HKA, sono numerose le iniziative costruite attorno al binomio Barocco-Contemporaneo, a partire dal primo giugno.
Il Middelheim Museum ha invitato un ricco parterre di artisti internazionali a misurarsi con le istanze barocche nel campo dell’architettura del paesaggio, dando vita a interventi ex novo o preesistenti giocati sul legame fra natura e artificio. William Forsythe, Spencer Finch, Bertrand Lavier, Bruce Nauman e Recetas Urbana sono alcuni protagonisti di Experience Traps, la rassegna allestita presso il museo e nella cornice urbana di Anversa.
Spazio alla fotografia, invece, tra le sale del MAS che, nella stessa data, alzerà il sipario sugli scatti e le installazioni del giovane artista belga Athos Burez: una reinterpretazione in chiave contemporanea dei generi presi in esame dal Barocco ‒ il ritratto, la natura morta, le scene d’interno e il paesaggio.
Si resta in ambito fotografico con la personale di Paul Kooiker, in arrivo al FoMu Fotomuseum il 29 giugno. Impegnato in una ricognizione sul voyeurismo e sull’antico legame fra l’artista e i propri modelli, Kooiker si cimenta in un viaggio visivo nelle suggestioni barocche di Rubens e Rembrandt.
Per tutto il periodo estivo, e fino a dicembre, invece, la Chiesa di Sant’Agostino accoglierà il gesto artistico di Jan Fabre, chiamato a ideare una serie di lavori permanenti per l’edificio religioso che un tempo ospitava opere pittoriche di Rubens, Jordaens e van Dyck oggi custodite dal Royal Museum of Fine Arts di Anversa.
Infine, la Snijders & Rockox House farà da sfondo, fra settembre e gennaio, alla mostra Cokeryen Photo, Film, Food: tra le pareti della ex stamperia, le nature morte e le scene di caccia realizzate dall’artista fiammingo dialogheranno con gli scatti del food photographer Tony De Luc.

Arianna Testino

Anversa // dal 1° giugno al 16 settembre 2018
Sanguine/Bloedrood
M HKA
Leuvenstraat 32
www.muhka.be

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #42 ‒ Speciale Fiandre

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

Dati correlati
CuratoreLuc Tuymans
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.