Depero e il libro imbullonato. Una campagna per ripubblicarlo

Mancano pochi giorni al termine della campagna su Kickstarter. In palio c’è la possibilità di assicurarsi una copia perfetta del celeberrimo libro imbullonato di Fortunato Depero. Un progetto che vede coinvolti un museo italiano (MART), una istituzione all’estero (CIMA) e un editore di New York (Designers & Books). Ne abbiamo parlato con Raffaele Bedarida, uno degli animatori del progetto.

Depero Futurista (noto come Libro Imbullonato), 1927
Depero Futurista (noto come Libro Imbullonato), 1927

Ci rammenti in breve la storia del “libro imbullonato” di Depero? Per capire di cosa stiamo parlando e quale ruolo ha nella storia dell’artista, del Futurismo, del libro d’artista e del… marketing.
Depero Futurista (il nome ufficiale del libro imbullonato) è uno dei primi libri d’artista moderni e una pietra miliare nella storia del graphic design. Depero lo pubblica nel 1927 con la doppia funzione di documentare il suo lavoro al culmine del successo in Italia e di promuovere il marchio Depero a New York, dove l’artista si trasferirà nel 1928.
Nel 1927 Depero è ormai un leader indiscusso del Futurismo e ha il pieno supporto di Marinetti. La sua Casa d’Arte a Rovereto, che gestisce dal 1919 con la moglie Rosetta, è ben avviata e ha ricevuto riconoscimenti internazionali. Soprattutto all’Expo parigina del 1925. Insomma, col libro imbullonato Depero può mostrare che è riuscito a mettere in pratica le idee che aveva espresso insieme a Balla nel manifesto Ricostruzione Futurista dell’Universo del 1915: un’arte totale che coinvolge ogni aspetto della vita. Infatti il libro riproduce non solo pittura e scultura, ma anche i suoi arazzi, panciotti, giocattoli, cartelloni pubblicitari, cuscini, architetture e altro.

Depero, Padiglione del Libro, 1927, un esempio di “architettura pubblicitaria” riprodotta in Depero Futurista
Depero, Padiglione del Libro, 1927, un esempio di “architettura pubblicitaria” riprodotta in Depero Futurista

Quali caratteristiche ha il libro?
I futuristi, in fin dei conti, non hanno distrutto i musei come annunciato nel manifesto del 1909, ma hanno reso obsoleto il museo, agendo direttamente in ogni aspetto della vita reale. Il libro mostra questa idea di Futurismo, intercalando riproduzioni delle opere con proclami teorici. Il tutto impaginato in modi sperimentali, giocando con il format del libro-oggetto e con le possibilità infinite della pagina stampata (sul sito boltedbook.com abbiamo pubblicato tutte le pagine del libro).
Il libro stesso unisce il meccanico con il fantastico, l’aggressivo con il giocoso, che è un po’ la via Depero al Futurismo: un cazzotto nello stomaco col sorriso in faccia. Depero lo chiamava “oggetto pericoloso” e ci teneva a ricordare che, inserito tra gli scaffali di una libreria, danneggia gli altri volumi con le sue protuberanze metalliche. Allo stesso tempo, essendo rilegato con viti e bulloni, ricorda i giocattoli robotici di Depero, come il Selvaggetto del 1919. E, come un gioco, può essere svitato e riordinato a piacere. Si possono anche esporre le pagine singole al muro rendendolo un museo portatile (come ha fatto lo stesso Depero e il CIMA ha riproposto nel 2014).

Fortunato Depero, Selvaggetto, 1919
Fortunato Depero, Selvaggetto, 1919

Ora veniamo al progetto di facsimile. Com’è nata l’idea?
Nel 2014, dall’operazione combinata della mostra del Futurismo al Guggenheim e quella al CIMA – Center for Italian Modern Art, Depero è stato una vera e propria scoperta da parte del pubblico americano. L’editore newyorchese Designers & Books, che negli anni passati ha già pubblicato altri libri d’artista delle avanguardie europee, si è reso conto che l’originale del ’27 è introvabile e raggiunge cifre notevoli alle aste internazionali e perfino le riedizioni successive (ma mai copie esatte dell’originale) sono estremamente rare. Così si è rivolto al CIMA con la proposta di fare la prima riedizione esatta di Depero Futurista, incontrando entusiasmo e supporto da parte della presidente Laura Mattioli, la quale ha inaugurato il CIMA proprio con Depero con l’obiettivo di farlo riscoprire al pubblico e agli studiosi americani.

Installazione delle pagine di Depero Futurista nella mostra Fortunato Depero al CIMA, New York 2014
Installazione delle pagine di Depero Futurista nella mostra Fortunato Depero al CIMA, New York 2014

Il progetto coinvolge un museo italiano (MART), una istituzione all’estero (CIMA) e un editore di New York (Designers & Books). Quali sono i rispettivi ruoli e qual è il tuo in particolare?
L’iniziativa, come dicevo, nasce da Designers & Books, che si è occupato di elaborare il progetto sia a livello commerciale e promozionale sia scientifico. Il MART, che è sede degli Archivi Depero, ha messo a disposizione documenti e immagini, oltre che dare il sostegno istituzionale. Il CIMA ha fatto da raccordo tra studiosi italiani e americani che si sono occupati di Depero e che sono stati ingaggiati come consulenti per il progetto (così sono stato contattato, in quanto ex borsista del CIMA). Laura Mattioli ha anche fornito la copia del libro riprodotta nel fac-simile: suo padre Gianni Mattioli, che aveva aiutato Depero a realizzarlo, ne possedeva diverse copie.
Per quanto mi riguarda, oltre che consulente per il progetto, curerò con Steven Heller la Reader’s Guide, un volume che affianca il fac-simile con saggi storico-artistici, commenti alle singole pagine e la traduzione inglese di alcuni dei testi contenuti nel libro.

Depero Futurista – 1927 (The “Bolted” Book) from Center for Italian Modern Art on Vimeo.

La campagna di finanziamento della riedizione passa per Kickstarter. Perché avete scelto questa forma? In che modo si può contribuire?
Designers & Books ha già adottato questo format con successo per pubblicare un fac-simile di Ladislav Sutnar e ha proposto di farlo nuovamente. L’idea è ottima: il libro viene prodotto on demand, quindi chi lo vuole avere deve assicurarsi una copia pre-acquistandolo su Kicksarter. Una volta terminata la campagna, il 1° dicembre (prestissimo!), verranno stampate le copie pre-acquistate su Kickstarter.
Invece di attendere passivamente che il libro esca in libreria, il pubblico si rende co-produttore del progetto. Infatti nella Reader’s Guide pubblicheremo i nomi di chi ha contribuito alla realizzazione del libro. È un modo particolarmente consono per un artista come Depero che aveva teorizzato la “necessità dell’auto-réclame” e adottava le forme di marketing più sperimentali considerandole una forma d’arte.

Lancia un appello: contribuite alla campagna perché…
Depero Futurista è un gioiello e il fac-simile verrà realizzato con attenzione meticolosa ai materiali, ai diversi tipi di carta, alla qualità tattile dell’oggetto. Può essere apprezzato da diverse fette di pubblico e per motivi vari: dai bibliofili, dagli amanti del libro d’artista, gli appassionati di Futurismo, chi s’interessa di graphic design e molti altri. Ma se non agite subito rimanete senza!

Marco Enrico Giacomelli

http://www.boltedbook.com/
https://www.kickstarter.com/projects/1204158310/the-bolted-book-facsimile-an-exact-copy-of-depero?token=39958223

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
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