Tutti lo vogliono. Duchamp secondo Pino Boresta

Ospitiamo un breve intervento di Pino Boresta – i nostri lettori ormai lo conoscono bene… – su Marcel Duchamp. E su quanto il mondo editoriale sia ancora interessato al papà dell’arte contemporanea. E meno a lui.

Marcel Duchamp
Marcel Duchamp

Tutti vogliono fare libri su Marcel Duchamp perché pare renda bene e tiri ancora parecchio nel mercato editoriale dell’arte contemporanea. Un business, quello intorno all’antesignano dell’Arte Concettuale e Dada (accostamento quest’ultimo da lui sempre rifiutato nonostante le evidenti vicinanze non solo teoriche), più che mai florido e in continua ascesa.
Chi sa se lui ne sarebbe stato contento? E pensare che io, solo qualche tempo fa, credevo che ormai non ci fosse più nulla da dire sull’opera e la vita di M.D. Un’idea che mi si rivela oggi quanto più sbagliata potessi mai immaginare, visto che ho scoperto che ci sono almeno quattro, tra amici o semplici conoscenti (due critici, uno storico dell’arte e addirittura un artista) di cui non rivelerò i nomi neanche sotto tortura, che stanno scrivendo libri o saggi su Marcel Duchamp.
Vorrei pertanto dire alle centinaia di addetti ai lavori (nonché editori e case editrici) che si stanno accingendo a pubblicare nuovi libri su M.D. straripanti di avvincenti speculazioni mentali, zeppi di pensieri sicuramente non privi di retropensiero, imbottiti di elaborate analisi filosofiche, colmi all’inverosimile di originali riflessioni, gremiti di acute osservazioni e stupefacenti considerazioni, provvisti presumibilmente d’intelligenti e azzardate teorie e dell’immancabile eclatante scoperta, che: “Non sarebbe meglio…”.

Pino Boresta
Pino Boresta

Aspettate, aspettate, aspettate, ho perso il filo del discorso. Ritrovato! Voglio chiedere a tutti costoro se non sarebbe saggio evitare di perdere tempo nel tentativo di essere o meglio di non essere neanche ricordati, ma piuttosto sicuramente dimenticati come uno dei tanti tra la moltitudine di coloro che hanno fatto o scritto un libro su M.D., e scegliere invece di essere sicuramente ricordati come il primo che ha avuto il coraggio di cimentarsi con audacia ed eroismo nella sfida di scrivere e pubblicare un libro su un artista… per esempio Pino Boresta l’artista rifiutato?
Come vedete, ho già pronto anche il titolo, ma non credo che questo sia sufficiente.

Pino Boresta

www.pinoboresta.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Pino Boresta
Pino Boresta nasce Roma e vive a Segni (Roma). Sulla scia di valori dei Situazionisti, di cui condivide impostazioni e finalità, realizza un’arte fatta di coinvolgimenti a tutto tondo, di se stesso e dei fruitori consapevoli o inconsapevoli delle sue opere. L’ambito privilegiato in cui interviene è la città. La ricerca dell'artista romano è fatta di domande, di provocazioni, di gioco, di sollecitazioni e di valorizzazione di dettagli insignificanti. Il suo lavoro cerca di scuotere gli animi e stimolare le riflessioni dalle anonime presenze dell’universo urbano, per renderle meno aliene (o alienate) proprio grazie a una presa di coscienza di chi osserva e decide di partecipare attivamente all’opera, rispondendo al pungolo di Boresta con una frase scritta su un adesivo, su un volantino trovato per caso sui muri delle città, con un’opinione lanciata per e-mail o con la propria fotografia, immagine che si banalizza (o mitizza) in un album di figurine che parla di quotidianità o di mondi circoscritti come quello dell’arte.