I Musei Civici di Venezia puntano a restare senza direttore. Partono le petizioni

È stata pubblicata su Ytali la raccolta firme da parte di professionisti e intellettuali – non solo veneziani – per chiedere successione e continuità al lavoro della direttrice Gabriella Belli, in scadenza a settembre. “Il nuovo direttore dei Musei sia scelto con selezione pubblica”: ma il Comune di Venezia nomina un dirigente a interim

La facciata di Palazzo Fortuny (un tempo Palazzo Pesaro degli Orfei) in campo San Beneto a Venezia
La facciata di Palazzo Fortuny (un tempo Palazzo Pesaro degli Orfei) in campo San Beneto a Venezia

Sono giorni molto caldi a Venezia, e non solo per le temperature estive. A destare “preoccupazione e sconforto” è la situazione dei Musei Civici veneziani composti da undici importantissimi musei (Palazzo Ducale, Museo Correr, Torre dell’Orologio, Ca’ Rezzonico Museo del Settecento Veneziano, Palazzo Mocenigo – Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, Casa di Carlo Goldoni, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Palazzo Fortuny, Museo del Vetro di Murano, Museo del Merletto di Burano e Museo di Storia Naturale), che contano uno sterminato patrimonio di oltre 700.000 opere d’arte, cinque biblioteche specialistiche, un archivio fotografico e un deposito a Marghera. Questa rete museale cittadina è stata diretta dal 2011 dalla storica dell’arte Gabriella Belli, in carica fino al prossimo settembre. A sollevare l’indignazione la decisione da parte del Comune di Venezia di non nominare un nuovo dirigente che possa dare continuità al lavoro svolto dalla Belli durante questi anni. Nessun avviso pubblico all’orizzonte, quindi, bensì la nomina di un mero dirigente ad interim nella persona di Chiara Squarcina, già dirigente Area Musei della Fondazione dei Musei Civici di Venezia, affiancata sul piano amministrativo dal segretario Mattia Agnetti.

Ca' Pesaro, Venezia
Ca’ Pesaro, Venezia

I MUSEI CIVICI DI VENEZIA SENZA DIREZIONE

Difficile comprendere le ragioni di una tale scelta, che lascia un vuoto di potere, rappresentanza e strategia alla testa di una delle istituzioni museali più importanti del suo genere in Italia. Secondo quanto dichiarato dal Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro in occasione della presentazione al pubblico delle sale restaurate di Palazzo Reale si tratterebbe di una scelta di risparmio, oltre che di “valorizzazione delle professionalità interne”. Si ipotizza anche il ricorso a un Comitato scientifico che faccia le veci del direttore vacante: un organo peraltro già esistente nello Statuto della fondazione che tuttavia non si è mai riunito nonostante l’alto livello dei suoi componenti. A rincarare la dose, nel quadro di un temuto accentramento di potere a favore del primo cittadino e dei suoi collaboratori, è la presenza proprio di Brugnaro nell’organico della fondazione in qualità di Vicepresidente, senza dimenticare che già all’epoca della sua nomina aveva deciso di tenere per sé la delega alla Cultura. Superfluo declamare la centralità della cultura per Venezia – con un patrimonio storico, artistico e architettonico unico al mondo, lo sviluppo progressivo di realtà internazionali dedicate al contemporaneo e milioni di turisti che ogni anno vengono richiamati tra le sue calli e le sue corti – e la sua estrema necessità di competenze di altissimo livello in grado di preservarla e valorizzarla.

L’APPELLO DEL MONDO DELLA CULTURA PER I MUSEI CIVICI DI VENEZIA

A mobilitarsi sono stati centinaia professionisti e addetti ai lavori attraverso una raccolta firme – ancora aperta – pubblicata sul giornale online Ytali, che hanno denunciato la situazione chiedendo un regolare bando di selezione pubblica per la nomina di un nuovo direttore scientifico. “I Musei veneziani hanno bisogno di una direzione capace di rappresentare il meglio della cultura italiana e internazionale, che possa dialogare con le esperienze più innovative nel campo della museologia, della didattica, capace di valorizzare assieme ai patrimoni museali, le biblioteche e gli archivi di ricerca che sono connessi”, si legge nel testo della petizione. “È utile ricordare che la città sta vivendo una crisi profonda per mancanza di progettualità e di visione del futuro. La cultura, se non utilizzata come mero espediente per attrarre turisti ignari, ma come strumento di innovazione e di avanguardia, può indicare una strada fruttuosa per uscire da una situazione stagnante. Ma, perché si possa avviare un salutare rinnovamento bisogna pensare in grande e dialogare con le migliori competenze disponibili, in grado di valutare con esperienza e lucidità le strade da intraprendere. Un’amministrazione attenta sa che al proprio fianco è opportuno avere persone competenti che abbiano autonomia di giudizio, con cui dialogare e talvolta confliggere proprio perché sono portatrici di istanze aperte e svincolate da logiche di gestione interna; una strada del resto seguita da altre importanti fondazione italiane e straniere”. E concludono, “si chiede a viva voce di predisporre pertanto la selezione pubblica che possa così individuare la figura a cui affidare un incarico così importante”.

– Giulia Ronchi

https://www.visitmuve.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.