Le Scuole Civiche di Milano diventano Politecnico delle Arti? Franceschini ci scommette

Durante la presentazione del nuovo Anno Accademico delle Scuole Civiche di Milano – dedicate a musica, teatro, cinema e lingue – Dario Franceschini ha ipotizzato un sostegno diretto del Ministero all’istituzione, con l’obiettivo di dare vita a un Politecnico delle Arti

Foto Facebook Fondazione Milano Scuole Civiche
Foto Facebook Fondazione Milano Scuole Civiche

Da Scuole Civiche a Politecnico delle Arti: potrebbe essere questo, in futuro, la nuova forma della Fondazione Scuole Civiche di Milano, ente fondato e sostenuto dal Comune di Milano articolato in quattro scuole di Alta Formazione, tutte dedicate alle arti. Si parla della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, la Civica Scuola Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli, la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado e la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. A ipotizzare e ad auspicare che le Scuole Civiche possano essere riunite e strutturate come “Politecnico” – definizione e ordinamento usualmente rivolto alle facoltà tecnico-scientifiche – è il Ministro della Cultura Dario Franceschini che, intervenendo all’inaugurazione dell’Anno Accademico della Fondazione Scuole Civiche di Milano e delle quattro Scuole Civiche di teatro, musica, cinema e lingue, ha sottolineato come – data l’importanza del settore culturale per la crescita del Paese – da qualche tempo si stia ragionando “su una forma di presenza diretta del Ministero nelle Scuole civiche. E anche l’idea del Politecnico delle Arti è formidabile. E dovremo concretizzarla anche qui con una forma di partecipazione e sostegno permanente da parte dello Stato. Questo è il mio impegno: abbiamo ancora un anno di legislatura per concretizzarlo”.

IL MINISTERO DELLA CULTURA E IL POLITECNICO DELLE ARTI

Se il progetto dovesse realizzarsi, il Politecnico delle Arti andrebbe così a costituirsi come un Istituto di Alta Formazione formato da facoltà e scuole di area umanistico-artistica, proprio come solitamente avviene con i politecnici di area scientifica, architettonica o tecnico-ingegneristica. Tipologie di istituzioni, queste ultime, più diffuse, mentre per l’area artistica – e soprattutto con il sostegno diretto del Ministero della Cultura – sarebbe una novità. Un’idea che nasce dall’esigenza di formare persone altamente specializzate nel settore culturale, soprattutto in vista della ripartenza post-pandemia: “la pandemia ha fatto capire anche ai non addetti ai lavori cos’è un Paese senza la cultura, ha fatto avvicinare le persone a nuovi bisogni culturali”, ha dichiarato Franceschini. “Non è un caso se in Italia – dopo tanti anni negativi e in controtendenza rispetto all’Europa – è aumentata la vendita dei libri e il numero dei lettori. Stessa cosa anche per il cinema dove l’incrocio tra l’attrattività italiana, una nuova legge sul tax credit e molte risorse a disposizione stanno facendo moltiplicare le produzioni. Per questo sono sempre più convinto che dopo la fine della pandemia – che è stato uno spartiacque così forte nelle esperienze individuali e collettive che non potrà chiudersi come una parentesi ma lascerà delle tracce positive e negative – tra quelle positive dobbiamo aspettarci una crescita dei consumi culturali degli italiani e formare persone in questi settori diventa un investimento fondamentale per il Paese, perché la cultura sarà trainante nei prossimi anni”.

LE SCUOLE CIVICHE DI MILANO E IL POLITECNICO DELLE ARTI

Il Ministero quindi andrebbe a sostenere in maniera diretta la formazione dei professionisti del mondo della cultura e dell’arte attraverso il sostegno alla Fondazione Scuole Civiche di Milano i cui istituti sono dedicati a teatro, musica, cinema e lingue. I “lavori” sono in corso già da un anno, come sottolineato durante la conferenza stampa da Stefano Mirti, presidente della Fondazione: “lo scorso anno abbiamo parlato dell’idea del Politecnico delle arti, ora bisogna lavorare per riempire questa scatola. Il desiderio è che da qui a un anno si possa provare a rendere visibile il politecnico delle arti attraverso i progetti che ne esprimono l’essenza”.

 

– Desirée Maida

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.