ReadER, la biblioteca digitale scolastica dell’Emilia-Romagna con oltre 450 istituti

La piattaforma consente libero accesso a una collezione di 2 milioni di materiali fotografici e audio-video, 70mila ebook e7mila giornali da tutto il mondo a studenti, docenti e personale.

Un e reader
Un e-reader

Ha toccato quota 468 il numero delle scuole che hanno aderito al progetto readER della Regione Emilia-Romagna, una biblioteca digitale ad ampio spettro per studenti, docenti e personale scolastico. La piattaforma consente di accedere a un catalogo di 2 milioni di materiali didattici fotografici e audio-video, 70mila volumi in formato ebook e 7mila giornali e riviste da tutto il mondo. Accessibile da desktop, smartphone e tablet, la piattaforma creata dalla Regione e dall’Ufficio Scolastico Regionale è gratuita e accessibile 24/7: in tre mesi ha visto più di 171mila utenti singoli registrati negli istituti scolastici di tutte le province dell’Emilia-Romagna dal primo ciclo alle superiori, con ben 29mila transazioni di cui 8mila ebook. Una crescita esponenziale rispetto al precedente servizio di prestiti digitali. “È in atto una rivoluzione che mette al centro del sistema il lettore, i giovani in particolare, che ben sapranno come profittare delle biblioteche digitali, di accesso più veloce, con una disponibilità di testi enormemente più larga”, ha sostenuto l’assessore regionale della Cultura Mauro Felicori. “È come se il lettore avesse sulla propria scrivania, contemporaneamente, tutte le fonti”.

ReadEr, Regione Emilia-Romagna
ReadEr, Regione Emilia-Romagna

LA CAMPAGNA QUI SI LEGGE! DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

A partire dai dati incoraggianti, la Regione Emilia-Romagna ha dato il via alla campagna di comunicazione Qui si legge!, che in queste settimane promuoverà readER a più ampio spettro per coinvolgere ragazze e ragazzi, rimandando a un portale dedicato (disponibile a questo link). “Leggere è tutto e readER ti permette di farlo ovunque”, ha commentato lo scrittore riminese Mauro Missiroli nel podcast realizzato per l’occasione dall’Agenzia di Informazione e Comunicazione della Regione. “La lettura apre mondi, aiuta a sostenere gli apprendimenti e le relazioni fra studenti e costruisce un processo di insegnamento per i nostri ragazzi così provati dalla pandemia, aiutandoli a superare le distanze esperienziali e culturali”, ha commentato il vicedirettore generale dell’USR Bruno Di Palma, che ha rimarcato come il progetto debba essere anche un supporto formativo per i docenti. L’obiettivo di readER è anche quello di favorire una maggiore integrazione tra biblioteche scolastiche e una maggiore organizzazione a livello regionale, tra biblioteche pubbliche e sistema educativo: “Le biblioteche di pubblica lettura”, ha aggiunto Felicori, “liberate dai lavori meno qualificati, potranno sviluppare le funzioni di accompagnamento e consulenza agli utenti, incluso l’addestramento al miglior uso delle risorse digitali”.

I DATI POSITIVI DELL’UTILIZZO DELLA MEDIUM DIGITALI IN EMILIA-ROMAGNA

L’utilizzo della lettura su strumenti digitali – già in accelerazione prima della pandemia – ha oggi visto un ulteriore incremento. Nella sola Emilia-Romagna, le biblioteche hanno visto una crescita dei servizi digitali del 100% nel 2020 rispetto all’anno precedente, confermato con un altro +90% nel 2021, sempre rispetto al 2019. Le consultazioni dei materiali sono passate, sempre dal 2019 al 2021, da due milioni e mezzo nel 2019 a cinque milioni e duecentomila, i prestiti sono aumentati da 192mila a 318mila e il totale degli utenti, da 31mila, è arrivato a quota 51mila. Con il programma readER, la Regione vuole raggiungere a pieno le potenzialità offerte dal digitale a fianco dei media tradizionali, come già suggerivamo in questo articolo riguardo alla necessità di un “Amazon delle biblioteche”, raggiungendo un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.