Intitolato a David Sassoli il Progetto Ventotene, polo culturale nell’ex carcere di Santo Stefano

Sull’isola a largo delle coste laziali, nel sito dell’ex carcere borbonico, nascerà dopo i lavori di recupero e restauro un polo culturale fondato sui temi dell’europeismo. Il centro sarà intitolato a David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo recentemente scomparso

Carcere di Santo Stefano, Ventotene
Carcere di Santo Stefano, Ventotene

Sarà intitolato a David Sassoli – giornalista, politico e Presidente del Parlamento Europeo scomparso lo scorso 11 gennaio – la Scuola di Alti Pensieri che sorgerà nell’ambito del Progetto Ventotene per il recupero del carcere di Santo Stefano, sull’omonima isola a largo delle coste laziali. È in questo luogo che, nel 1941, venne redatto il Manifesto di Ventotene, con il titolo Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto, opera di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, oppositori al regime fascista al confino sull’isola. Dopo cinquant’anni di abbandono, nel 2020 il governo italiano ha avviato l’iter che nei prossimi anni vedrà il sito protagonista di un importante intervento di recupero – per un investimento complessivo pari a 70 milioni di euro – per destinarlo ad attività culturali e a un grande polo simbolo e allo stesso tempo portavoce dell’europeismo di oggi. Motivazione, questa, che ha spinto la Commissaria straordinaria del Governo Silvia Costa e il Ministro della Cultura Dario Franceschini a proporre al Premier Mario Draghi di intitolare il progetto all’europeista Sassoli: “la morte di David Sassoli rappresenta una grande perdita per l’Italia e per l’Europa intera”, ha sottolineato Draghi. “I tributi che gli sono stati rivolti riflettono la profondità del suo impegno a favore di una Europa più unita e più libera, come nelle intenzioni dei padri fondatori”. Intitolare a Sassoli il Progetto Ventotene-Santo Stefano sarà “un modo per tracciare una linea ideale con il passato, tra due momenti di rinascita del progetto europeo, di cui David Sassoli è stato appassionato protagonista”.

IL PROGETTO VENTOTENE ALL’INSEGNA DELL’EUROPA

Il Progetto Ventotene riguarda l’intero sito dell’ex carcere borbonico sulla piccola isola di Santo Stefano, un’area marina protetta con numerosi vincoli paesaggistici, ambientali e idrogeologici. Si interverrà su tutti gli edifici, che verranno recuperati, restaurati e destinati a nuove funzioni, Verrà riqualificata anche piazza della Redenzione, realizzato un giardino mediterraneo restaurato il paesaggio dell’area dell’ex campo di calcio, riqualificati i percorsi di arrivo al complesso monumentale e al cimitero.

IL PROGETTO VENTOTENE INTITOLATO A DAVID SASSOLI

Proprio David Sassoli, il 17 settembre 2020 da Bruxelles, dedicava al Progetto Ventotene le seguenti parole, come ricordato dal Commissario Silvia Costa: “il carcere di Santo Stefano e l’isola di Ventotene costituiscono dei capisaldi della nostra storia, il passaggio di tanti protagonisti della vita della Repubblica italiana: Sandro Pertini, Umberto Terracini, Rocco Pugliese, uomini coraggiosi considerati scomodi, dissidenti politici, persone che hanno fatto della resistenza al fascismo una delle loro battaglie, sono stati costretti a trascorrere parte delle loro vite in questo carcere, molti addirittura le loro ultime ore. Il valore del carcere di Santo Stefano deve essere quindi considerato per il suo alto significato simbolico. Il patrimonio culturale è una parte importante della nostra identità comune. Il vostro progetto va proprio in questa direzione, ha il nostro sostegno e contribuisce a rafforzare quel senso di cittadinanza europea che proprio sugli scogli di Ventotene ha posto le sue fondamenta. È lì che abbiamo avuto uomini e donne che hanno immaginato, per noi, un futuro diverso. Non dobbiamo dimenticare che questa è stata una terra di ispirazione per tutti coloro che consideriamo i nostri padri fondatori e le loro parole sono ora, più che mai, attuali”. Ora, portare avanti il progetto in tempi accettabili dribblando eccessi di burocrazia e lentezza.

– Desirée Maida

http://commissariocissantostefano.governo.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.