Beni culturali e comunicazione digitale. Il 2020 della Regione Campania raccontato da Scabec

In che modo le piattaforme digitali possono rappresentare per i Beni Culturali un importante strumento di valorizzazione e promozione di un territorio? Dopo il boom digitale del 2020, quale sarà l’impatto del digitale nel post pandemia del mondo della cultura? Per affrontare questo tema, abbiamo analizzato il caso della Regione Campania

Reggia di Caserta, credits Francesco Cimmino
Reggia di Caserta, credits Francesco Cimmino

Il 2020, nostro malgrado, ha visto incrementare la quantità di ore trascorse sul web, tra smart working, informazione e tempo libero. È cresciuta l’attività sul web anche di molte realtà generalmente concepite per essere esperite dal vivo, come musei e luoghi della cultura: spesso vi abbiamo parlato dei loro piani digitali per tenere viva l’attenzione del pubblico e promuovere il proprio patrimonio anche durante gli altalenanti periodi di chiusura, riscontrando notevoli risultati. Tra i dati più interessanti registrati durante il 2020, sono quelli rilevati da Scabec, società in house della Regione Campania che si occupa della valorizzazione e della promozione del patrimonio culturale regionale: attraverso una serie di attività facenti parte di una programmazione mirata – tra cui dirette social, tour virtuali, Instagram TV –, Scabec è riuscita a raggiungere oltre 27 milioni di persone (di cui il 20% provenienti da paesi esteri), a toccare +750% di followers e totalizzare circa 900.000 minuti di visualizzazioni. Dati, questi, che fanno riflettere sulla potenzialità e sul ruolo che le piattaforme digitali possono giocare nell’ambito della comunicazione culturale, e sull’influenza che il boom digitale del 2020 potrà avere anche nel post pandemia. Di questi temi abbiamo parlato con Giuseppe Ariano, Direttore Marketing & Comunicazione di Scabec.

Quando nasce Scabec e di cosa si occupa?
Scabec è una società della Regione Campania che dal 2002 si occupa della valorizzazione del patrimonio culturale della Regione. Rappresenta un unicum del suo genere, dato che all’interno delle altre Regioni non esistono società che hanno questa mission così evidente nel proprio statuto. Quando sono arrivato nel 2017, la comunicazione di Scabec era affidata a società esterne, ed era di impianto tradizionale: l’ufficio stampa passava i contenuti ai social media, quindi la società si trovava in ritardo rispetto alle dinamiche di comunicazione proprie dei social. Per attivare questo processo di aggiornamento abbiamo impiegato circa un anno, lavorando quindi direttamente sui social e anche sul web, creando un nuovo progetto nuovo con questo tipo di approccio.

Fino ad arrivare al 2020…
Al 2020 e al suo boom digitale non siamo arrivati impreparati: tutto il lavoro fatto in precedenza ci ha permesso di dare una forte spinta durante il primo lockdown e tutta la pandemia. Momento, questo, in cui abbiamo deciso di trasformare i nostri canali in piattaforme di distribuzione di conoscenza del patrimonio culturale della Regione Campania. Comunicare la cultura infatti significa trasferire, far passare conoscenza; quindi abbiamo sviluppato questo tipo di strategia: se non potete venire in Campania, intanto ve la raccontiamo noi.

Affresco parietale con figura maschile Stabia, villa Arianna, I secolo d.C. © Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo / Parco Archeologico di Pompei
Affresco parietale
con figura maschile
Stabia, villa Arianna, I secolo d.C. © Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo /
Parco Archeologico di Pompei

Durante il 2020 che tipo di attività avete svolto sul web e sui vostri canali social? Abbiamo iniziato questo “racconto” utilizzando i materiali dei nostri archivi per mostrare al pubblico della rete monumenti e siti culturali che erano chiusi, dalle grandi realtà fino a quelle meno note. Inoltre abbiamo lanciato una call to action per coinvolgere le persone che erano a casa: abbiamo chiesto ai campani di inviarci foto e video dei luoghi in cui vivevano, diventando così una sorta di nostri inviati su tutto il territorio e dando vita a uno storytelling speciale. Abbiamo ricevuto un feedback incredibile!

Quali piattaforme avete utilizzato?
Abbiamo i canali a nostro nome, Scabec, che sono quelli principali; inoltre nel 2017 Scabec è stato investito della responsabilità di una parte consistente della digitalizzazione del patrimonio culturale della Campania, lavoro che confluisce all’interno di un portale, Cultura Campania, che è stato rilasciato proprio durante il primo lockdown. Abbiamo lavorato per far convergere i contenuti anche su questa piattaforma, per esempio di eventi svoltisi in passato, per renderli fruibili a tutti.

In che modo comunicate e collaborate con musei e istituzioni culturali della Regione Campania? La loro comunicazione è autonoma o è coordinata da voi?
Loro sono autonomi, ma collaboriamo insieme per sviluppare diversi progetti: Scabec ad esempio è attuatore e coordinatore di Campania ArteCard, pass turistico che riunisce numerosi siti culturali della Campania e che prevede agevolazioni per i visitatori. Abbiamo anche creato un programma radiofonico che è poi diventato un prodotto per Instagram TV, realizzato in collaborazione con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, l’Anfiteratro campano di Santa Maria Capua Vetere, il Parco Archeologico di Velia. Noi abbiamo messo l’idea di produzione, i siti culturali hanno messo i contenuti. Negli ultimi due mesi inoltre, grazie all’esperienza che abbiamo sviluppato negli anni, abbiamo dato una mano alla candidatura di Procida a Capitale della Cultura 2022: tutti i canali social sono stati gestiti da noi, con un piano editoriale trasversale che ha raccontato l’Isola in tutte le sue sfaccettature.

In visto dell’importante impegno del 2022, adesso che tipo di attività svilupperete per Procida?
Stiamo ancora definendo, la Regione Campania darà un importante contributo collaborando in maniera molto attiva a questo progetto, che la stessa Regione ha definito strategico già in fase di candidatura per il rilancio del territorio. L’idea naturalmente è quella di tirare fuori tutti i contenuti del dossier e sviluppare progetti ad hoc. Già da diverso tempo Procida è sotto l’attenzione della stampa internazionale perché è autentica, genuina, è un luogo fatto dalle persone che la vivono.

Ritornando alla vostra attività sui social, rispetto ai contenuti da voi pubblicati e ricevuti, quali sono stati i luoghi della Campania più condivisi dagli utenti?
I grandi attrattori, come Pompei o la Reggia di Caserta, sono stati in quota parte del 20% sul totale delle condivisioni degli utenti; però il nostro intento è cercare di distribuire la conoscenza dei territori ancora poco noti. Tra l’altro negli ultimi mesi abbiamo pubblicato contenuti su due piccoli paesi, Calitri (dove ogni anno Vinicio Capossela organizza lo Sponz Fest) e Cairano, ottenendo migliaia di like e condivisioni.

Vue de la Via della Fortuna Pompéi © GEDEON Programmes
Vue de la Via della Fortuna
Pompéi
© GEDEON Programmes

Il successo ottenuto attraverso queste attività online come può essere utilizzato o tradotto per rilanciare il turismo e le attività in presenza nel post pandemia?
Il nostro lavoro è finalizzato proprio a questo: adesso non potete fruirne, ma noi vi teniamo viva la conoscenza dei luoghi della nostra regione, così poi possiate venire a visitarli quando sarà possibile. Per tenere vivo l’interesse degli utenti, l’anno scorso abbiamo aperto un canale Spotify che contiene playlist di diversi autori, come Bennato, che raccontano la Campania, in modo tale che il racconto non sia solo visivo ma totalmente esperienziale. Abbiamo fatto e continueremo a fare visite guidate virtuali nei piccoli musei, come il Museo del Tesoro di san Gennaro. In vista della ripresa turistica, stiamo già inserendo nuovi siti all’interno di Campania ArteCard, come i luoghi della cultura di Capri.

Come vi state preparando alla ripresa del turismo?
Stiamo lavorando già da tempo per cercare di sfoltire la frequentazione della costa per favorire, invece, le zone più interne. Per raccontarle, stiamo collaborando con Lonely Planet, che sta elaborando una guida sulla Campania. Inoltre stiamo lavorando alla prossima edizione dello Sponz Fest di Capossela e anche con Trenitalia, per promuovere grazie ai treni regionali anche le località meno battute.

Quali sono le attività cui destinate la maggiore percentuale delle vostre risorse?
Ormai da tre anni siamo proiettati verso la comunicazione digitale, infatti a questo oggi è dedicato il 70% del nostro budget, soprattutto dopo il 2020. È diventato il nostro core business. Era già una mia aspirazione, ma la pandemia ha accelerato questo processo.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.