Procida è la Capitale Italiana della Cultura 2022

“La cultura non isola” è il titolo del dossier che la città campana ha presentato per candidarsi al titolo. È la prima volta, come sottolineato dal Ministro Franceschini, che viene premiato un piccolo centro

Procida - foto Facebook Procida 2022 - Capitale Italiana della Cultura
Procida - foto Facebook Procida 2022 - Capitale Italiana della Cultura

Procida è la Capitale Italiana della Cultura 2022. La città campana è stata proclamata dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, durante la cerimonia tenutasi questa mattina via Zoom. Procida è stata selezionata da una rosa di dieci città finaliste composta da Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra; i loro dossier di candidatura erano stati presentati durante le audizioni tenutesi gli scorsi 14 e 15 gennaio, e a decretare la città vincitrice è stata una giuria presieduta dal Prof. Stefano Baia Curioni. “È un anno molto complicato per tutti noi, il turismo e la cultura”, spiega Franceschini appena iniziata la cerimonia di proclamazione, “noi stiamo cercando di sostenere le attività culturali e turistiche e la giornata di oggi ci proietta verso il 2022, data in cui in Italia e nel mondo tornerà la normalità”. Cerimonia inconsueta, quella di quest’anno, che ha visto durante la diretta Zoom il Prof. Curioni inviare al Ministro Franceschini un messaggio via WhatApp con il nome della città vincitrice.  “Dovremmo trovare un meccanismo per premiare le altre città finaliste, per cui arrivare in finale sia già un titolo, ci lavoreremo nei prossimi anni”, ha aggiunto Franceschini. “Meritavano tutte le 10 città finaliste. Ci hanno sfidati per la qualità”, ha commentato Stefano Baia Curioni. “E quel che è importante è che tutti questi territori si sono affidati alla cultura per il loro sviluppo e l’idea che il patrimonio culturale sia la base stessa dello sviluppo è qualcosa di innovativo e fondamentale. Noi speriamo in un meccanismo di emulazione dei territori”.

 

PROCIDA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2022. LA MOTIVAZIONE

“Il contesto dei sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato. La dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria”, è la motivazione letta dal Ministro Franceschini durante la cerimonia di premiazione. “La dimensione laboratoriale che comprende aspetti sociali di diffusione tecnologica è importante per tutte le isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee. Il progetto potrebbe determinare grazie alla combinazione di questi fattori un’autentica discontinuità nel territorio e rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del Paese. Il progetto è inoltre capace di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura che dalla piccola realtà dell’isola si estende come un augurio per tutti noi, al Paese nei mesi che ci attendono”.

 

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PROCIDA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2022. IL DOSSIER DI CANDIDATURA

“È la prima volta che viene premiata una piccola città, questo sottolinea come per il titolo di Capitale Italiana della Cultura a essere premiata non è la grandezza della città candidata, ma il progetto”, sottolinea Dario Franceschini subito dopo la proclamazione. La Cultura non Isola è il messaggio che l’isola di Procida ha lanciato attraverso il suo dossier di candidatura, incentrata sui temi della relazione, del dialogo, dell’apertura. E la Cultura diventa strumento per interpretare e concretizzare questi temi. “Le rotte ci portano in un luogo, Procida. Potenza di immaginario e concretezza di visione ce la mostrano come capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni naturali. Procida è aperta. Procida è l’isola che non isola, laboratorio culturale di felicità sociale”, si legge sul sito di Procida 2022. “Quante isole e quante utopie emergono e affondano nel tempo? L’isola è luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, è modello delle culture contemporanee; l’isola è l’altrove per eccellenza, nasconde tesori o è meta di fuga, espediente di ricerca della felicità. L’isola è regno di doppi: apertura/chiusura, accoglienza/esclusione, libertà/reclusione, legame/distanza. Dualità identitarie che svilupperemo nei principi e nel programma culturale”.

2022: L’ANNO DELLA RIPARTENZA SECONDO FRANCESCHINI

“Viva Procida che ci accompagnerà nell’anno della ripartenza e della rinascita” ha aggiunto Franceschini. “Oggi la designazione della Capitale italiana della cultura 2022 è un segnale per guardare al futuro. E’ un anno complicato per tutti, stiamo cercando di sostenere in ogni modo le attività culturali e turistiche e la designazione di oggi della capitale italiana della cultura per il 2022 è un segnale per il futuro, per la ripresa. Nel 2022 saremo tornati alla normalità e la cultura e il turismo torneranno importanti e fortissimi come lo erano prima della pandemia. L’ideazione della capitale italiana della cultura che risale al 2014, determina un percorso di valorizzazione di tutte le città al di là della vincitrice, mettendo in moto un meccanismo virtuoso e attrattivo”.

PROCIDA CAPITALE DELLA CULTURA 2022. IL RISCATTO DEI PICCOLI CENTRI E LA RIPARTENZA POST-COVID

“Siamo onorati, grazie per questa opportunità storica che coglieremo lavorando sodo per rendere orgogliosa l’Italia di questa bella scelta”, ha commentato il sindaco di Procida Dino Ambrosino subito dopo la proclamazione. “Questa enorme gioia rappresenta il sentimento di tanti borghi dell’Italia minore. Penso che Procida possa essere considerata una metafora di tanti luoghi, di tante amministrazioni, di tante comunità che hanno riscoperto l’entusiasmo e l’orgoglio per il loro territorio e che, con questo titolo, vogliono costruire un riscatto importante per le loro terre. Siamo onorati e facciamo complimenti a tutte le altre città di cui pure abbiamo visto i dossier e abbiamo studiato le loro proposte culturali. La cultura, per noi e per loro, può essere uno straordinario detonatore del piano strategico di rilancio”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.