Chiude la Villa Reale di Monza. Scontri tra il Comune e la società privata concessionaria

Triste epilogo per il gioiello in stile neoclassico progettato da Giuseppe Piermarini, in balia delle turbolenze tra i concessionari e il Consorzio con a capo il sindaco di Monza

Villa Reale di Monza - foto Facebook
Villa Reale di Monza - foto Facebook

Era stata riaperta al pubblico, dopo un periodo di abbandono, nel 2014, grazie a un lavoro di restauro di oltre 20 milioni di euro. Chiude nuovamente le sue porte, e in malo modo, la Villa Reale di Monza, gioiello in stile neoclassico progettato dall’architetto Giuseppe Piermarini e costruito tra il 1777 e il 1780 per volontà dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria. La decisione di chiudere la Villa è l’epilogo del lungo braccio di ferro tra il concessionario Nuova Villa Reale (gruppo di imprese vincitrici del concorso internazionale per la valorizzazione della Villa e controllato da Italia Costruzioni, ditta che ne ha realizzato i restauri) e il Consorzio di gestione di Parco e Villa Reale, con a capo il sindaco di Monza Dario Allevi.

LA CHIUSURA DI VILLA REALE DI MONZA. LA VICENDA

Come riportato da Il Giorno, all’origine della rottura tra Nuova Villa Reale e il Consorzio sarebbe il mancato pagamento, da parte di quest’ultimo, delle somme dovute al concessionario (pari a 8 milioni di euro). Una mancanza che, nonostante l’ultimatum lanciato lo scorso novembre da Nuova Villa Reale, non è stata mai colmata, sortendo come conseguenze la chiusura delle utenze di acqua, luce e gas e la cancellazione delle mostre in programma alla Villa, tra cui quella dedicata a Salvador Dalí che avrebbe dovuto tenersi fino a dicembre 2021. Attilio Navarra inoltre, rappresentante legale del concessionario, avrebbe annunciato che “entro l’11 gennaio saranno smontati bookshop, tendaggi, cucine e gli arredi del bistrot Vicook, gestito dai Cerea”. Neppure lo spazio dei grandi ristoratori bergamaschi si salverebbe quindi. Gli arredi del piano terreno, appositamente realizzati dall’architetto Michele de Lucchi, sarebbero messi all’asta. “Entro l’11 gennaio i locali dovranno essere vuoti e dovrà essere fuori anche la mostra di Dalì”, continua Navarra. “Amarezza per il personale e anche per quanto fatto finora all’interno della reggia, a cominciare dagli arredi disegnati dall’architetto Michele De Lucchi. Erano molto belli: pezzi unici, li metteremo all’asta”.

L’INCERTO FUTURO DELLA VILLA REALE DI MONZA. LA RISPOSTA DEL SINDACO

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Dario Allevi, che in un post sulla sua pagina Facebook ha dichiarato: “nelle ultime ore sta crescendo la preoccupazione sulle sorti della nostra Villa Reale, a seguito di un articolo pubblicato su una testata online dai toni assolutamente allarmistici e dal titolo ancora più fuorviante. Quest’ultimo infatti parla addirittura di utenze disdette e di mobilio all’asta. Da parte mia confermo che stiamo lavorando per tornare in possesso delle chiavi e degli spazi: venerdì prossimo 15 gennaio è fissato l’incontro decisivo e subito dopo spiegherò nei dettagli tutto quello che è successo negli ultimi mesi e quello che abbiamo intenzione di fare per riaprire quanto prima (emergenza sanitaria permettendo) le porte del nostro gioiello al pubblico. Tranquillizzo comunque che nessun arredo storico uscirà dalla Reggia, nel frattempo per quanto riguarda le utenze i tecnici stanno lavorando sui nuovi contratti”. Stando a quanto dichiarato da allevi quindi gli arredi non sarebbero in pericolo, e un comunicato diffuso nelle ultime ore dal Consorzio racconterebbe una versione dei fatti differente.

VILLA REALE DI MONZA. LA RISPOSTA DEL CONSORZIO

La rottura tra il Consorzio e il concessionario Nuova Villa Reale è stata sì causata dal netto calo di fatturato, per il quale – scrive MonzaToday – sarebbero stati chiesti milioni di risarcimento. Soldi che, riporta un comunicato stampa, il Consorzio non ha intenzione di pagare e che verranno utilizzati “per riparare i danni e recuperare il tempo perduto. La situazione è andata aggravandosi negli ultimi mesi, a fronte del fatto che il Concessionario Nuova Villa Reale Monza S.p.a., società controllata da NA.GEST – Navarra Gestioni, a cui sono stati contestati diversi inadempimenti relativi alla gestione del bene, ha ribadito l’intenzione di interrompere l’attività di gestione del corpo centrale della Villa Reale. I danni subiti dal Consorzio per la condotta del concessionario”, continua il comunicato, “saranno contestati e discussi nelle opportune sedi giudiziarie a cui si ricorrerà anche per recuperare i mancati incassi del Consorzio dovuti al rifiuto del Concessionario di pagare quanto contrattualizzato a suo carico”. Bisogna attendere quindi il 15 gennaio per capire quale futuro attende la villa che, intanto, rimane chiusa al pubblico, complice anche l’attuale pandemia. Quando potremo riaverla aperta e con contenuti culturali?

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.