Riportiamo di seguito la lettera al direttore pubblicata sulla Gazzetta di Parma giovedì 5 novembre 2020 e firmata da Alberto Fiz. L’oggetto è l’installazione ideata da Mauro Staccioli per Piazza della Steccata nel 1973, sottoposta all’incuria e ad azioni di vandalismo.

Caro Direttore,

desidero esprimere il mio sconcerto rispetto a un episodio di trasandatezza che, purtroppo, ancora una volta, coinvolge l’arte contemporanea. In un parco alla periferia di Parma si trova abbandonato un grande disco in cemento con una serie di scritte blu e persino il tentativo di trasformare i fori in due occhi. L’atto di vandalismo è stato compiuto da qualche burlone che si è trovato di fronte ad un oggetto apparentemente anonimo e, con ingenuità, ha persino pensato di abbellirlo.
Del resto, non c’è alcun riferimento che possa far pensare ad un’opera d’arte, né una didascalia, né una spiegazione e nemmeno una documentazione fotografica. In effetti, è solo la parte menomata di un grande progetto realizzato da uno dei maggiori scultori italiani contemporanei, Mauro Staccioli, un nome che, forse, non fa notizia come i geni del marketing cultural-pubblicitario come Banksy o Jeff Koons, ma ha avuto il merito di trasformare l’idea stessa dell’arte plastica.

L’OPERA DI STACCIOLI A PARMA

L’aspetto più inquietante della faccenda è che quell’irriconoscibile disco (era stato concepito dal suo autore con due lunghi coni acuminati di acciaio al centro che chissà in quale polveroso ufficio sono ora seppelliti) fa parte di una storica installazione di Staccioli realizzata proprio a Parma in Piazza della Steccata nel 1973. L’opera integrale è composta da tre dischi di cui quello più malandato di proprietà del comune di Parma e gli altri due, custoditi con ben altra attenzione, da due collezionisti privati di Parma e Piacenza.
Questo lavoro, ancora oggi così attuale, testimonia un generale disagio e denuncia la situazione di pericolo che coinvolge tutti (sembra un presagio del Covid…). Non a caso il suo scopo era quello di creare un forte contrasto tra l’estetica rinascimentale e barocca di Parma e le contraddizioni del presente.

La situazione attuale in cui versa l'opera di Mauro Staccioli concepita nel 1973 per Piazza della Steccata a Parma
La situazione attuale in cui versa l’opera di Mauro Staccioli concepita nel 1973 per Piazza della Steccata a Parma

STACCIOLI E PARMA 2021

Oggi l’installazione di Staccioli andrebbe restaurata e ripresentata nella sua integrità a Parma nel 2021, l’anno in cui la città è Capitale Italiana per la Cultura. Gli sponsor privati sono pronti ad intervenire e sarebbero loro ad accollarsi per intero le spese per i restauri. Al comune, oltreché prendersi i meriti, rimarrebbe il solo onere d’identificare lo spazio (Piazza della Steccata sarebbe ideale!) e di garantire la guardiania per 2-3 mesi. Con poco, pochissimo sforzo, Parma dimostrerebbe la capacità di riflettere sulla propria storia recente riportando alla luce un episodio fondamentale della scultura pubblica in Italia. Intorno a quest’opera, si potrebbero organizzare incontri e dibattiti sull’attualità dell’arte ambientale e la sua energia provocatoria.
Credo che questo “intervento sullo spazio urbano”, come avrebbe detto Staccioli sarebbe tra i più apprezzi nell’ambito delle manifestazioni previste per onorare l’anno dedicato alla cultura. Parma, per diventare davvero Capitale della Cultura, non può che partire da Parma e dalla propria identità, troppo spesso dimenticata.

Alberto Fiz

Dati correlati
AutoreMauro Staccioli
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Alberto Fiz
Alberto Fiz (1963), critico d’arte, curatore di mostre e giornalista specializzato in arte e mercato dell’arte. Ha un'ampia attività pubblicistica e saggistica. Ha svolto ruoli di direzione e di consulenza artistica per amministrazioni ed enti pubblici. Ha realizzato il progetto di scultura “Intersezioni” al Parco Archeologico di Scolacium e il Parco Internazionale della Scultura di Catanzaro. Già direttore artistico del museo MARCA di Catanzaro, collabora con la Regione Autonoma Valle d'Aosta e con numerose altre istituzioni. Accanto all’attività critica, si interessa di problematiche legate al collezionismo ed è art advisor di Intesa Sanpaolo Private Banking. Collabora con Milano Finanza e Arte.