Gli artisti di Muracci Nostri cancellano le opere a Primavalle in protesta contro il Comune

La strana idea del Comune di Roma per le periferie: fonda un Museo dedicato, ma lancia un progetto di riqualificazione per il mercato del quartiere che non rispecchia le esigenze della comunità

Murale cancellati a Primavalle
Murale cancellati a Primavalle

Forse i molti avversatori della street art saranno contenti, ma gli abitanti del quartiere lo sembrano un po’ meno. Ha raccolto giudizi e reazione contrastanti la azione dimostrativa realizzata a Roma da un gruppo di street artist sulle mura esterne del mercato rionale di Primavalle, che hanno cancellato le 20 opere dipinte nel 2016. Una decisione drastica, ma anche un atto di protesta. Gli artisti del collettivo Muracci Nostrivogliono infatti con questo gesto dissociarsi dal progetto di riqualificazione dell’area presentato dalla Sindaca Virginia Raggi e dall’amministrazione del Municipio XIV guidata da Alfredo Campagna.

LA STORIA DEL MERCATO DI PRIMAVALLE

52 banchi, solo tre utilizzati, il sogno di riportare artigiani e commercianti ad abitare la struttura per rilanciare il quartiere. Il mercato diventa un luogo di ritrovo e di coesione sociale importante per la comunità, con tante attività. Con queste premesse il gruppo di artisti Muracci Nostri avevano prestato la loro opera contribuendo a questo processo che avrebbe unito energie dal basso e dall’alto. Il progetto iniziale, condiviso con il Comune (che nel frattempo si appresta ad inaugurare un Museo delle Periferie, diretto da Giorgio de Finis) prevedeva inoltre la presenza di un ufficio del Municipio al mercato e uno spazio per una associazione no profit che si sarebbe occupata di fornire pasti alle famiglie più indigenti. Ad un primo lunghissimo cantiere è seguita una fase di startup piena di pro e contro e di modifiche da realizzare, poi la notizia che un nuovo cantiere ed un nuovo progetto di riqualificazione avrebbe di nuovo stravolto l’area portando ad una riduzione notevole dei banchi (16 per l’esattezza) e ad un aumento dei costi.

I MURACCI NOSTRI

Le proteste degli esercenti rimasti, costretti peraltro a chiudere nuovamente subito dopo il lockdown, hanno coinvolto anche gli artisti che hanno manifestato il proprio dissenso riportando i muri allo stato primigenio. I murales erano stati realizzati nell’ambito del festival di Primavalle, dedicato nel 2016 all’attoreGian Maria Volonté. 40 gli artisti coinvolti, tra i quali Evita Andujar, Luigi Ambrosetti, Atue, Beetroot, Bol, Chekos, Arianna Cola, Gianluca Cresciani, Milva Di, Franco Durelli, Ex Voto, Gli Altri, Gods in Love, Gomez, Kemh, La Rouille, Lus 57, Poeta del nulla, Poeta di Malagrotta, MK, Nemo’s, Omino71, pHOBOs, Cristiano Quagliozzi, Pino Reggiani, Daniele Roncaccia, Claudia Sabellico, Michele Santini, Solo, Vist, Ze Carron, Zeoh… More TBA. Tra i protagonisti di quella esperienza Evita Andujar scrive su Facebook: Questo mio lavoro non c’è più, la street art ha una vita tutta sua e gli eventi sono imprevedibili…Ma scrivo questo post perché ieri sono stati cancellati volontariamente, in accordo con gli artisti, tanti altri murales realizzati sempre durante il Festival di Primavalle dedicato a “Gian Maria Volontè”, organizzato da Muracci Nostri. Nati per riqualificare il mercato di Primavalle e il quartiere a poco sono serviti. Sono passati piú di 3 anni e le promesse sono state solo fumo. I banchi sono stati chiusi, tante persone rimaste senza lavoro. Il mercato è morente.
Spero che questo urlo disperato arrivi a chi di dovere perché le persone e le loro vite vengono prima di tutto, non scordiamolo mai!”. 
Fanno eco gli artisti di Invisibile – Muracci Nostri:“sembra una storia piccola, ma in realtà è un dramma per queste persone, per la nostra idea di città e per una comunità, che in tre anni ha cercato processi partecipativi per fare in modo che il “nuovo” mercato avesse un senso per tutti, vista l’entità dell’investimento. Le associazioni hanno presentato alle amministrazioni delle proposte, un progetto di mercato delle merci e dei mestieri, con un codice etico, aperto alle iniziative culturali e che faccia rete col quartiere: completamente inascoltate”. Sopra potete leggere l’intero post.

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