Sicilia, Regione presenta nuova campagna visiva per rilanciare il turismo. E partono le polemiche

“SICILIA. Your happy island” è la nuova scritta-logo presentata dall’Assessorato al Turismo per rilanciare l’Isola nell’era post-lockdown, cui si aggiungono alcuni video promozionali. La scritta multicolore (già vista) però non piace a nessuno…

Campagna di comunicazione dell'Assessorato al Turismo della Regione Siciliana
Campagna di comunicazione dell'Assessorato al Turismo della Regione Siciliana

“Giallo come il sole che si specchia sul grano, blu come le sue acque, sfumature di arancione come i suoi agrumi più famosi, verde come le chiome dei suoi alberi, azzurra come il cielo terso che la incorona, rossa come il magma che ne rispecchia la potenza ancestrale”. Non si tratta di una poesia o del ritornello di una summer hit, sebbene nelle ultime ore queste frasi siano spesso citate dai media e postate sui social network, ma di una campagna di comunicazione che dovrebbe evocare, o addirittura rappresentare in maniera immediata, l’oggetto cui è dedicata. Se non avete ancora capito di cosa stiamo parlando, non preoccupatevi, ve lo diciamo noi: si tratta della Sicilia. In questo modo l’immagine – e quindi l’immaginario – dell’Isola al centro del Mediterraneo viene restituita e rilanciata a livello internazionale dalla campagna di comunicazione appena presentata dall’Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana. Un insieme di suggestioni che vengono simbolicamente racchiuse nella scritta-logo “SICILIA”, e in cui ogni lettera ha un colore diverso – per l’appunto il giallo, il blu, l’arancione, il verde, l’azzurro, il rosso – che qui diventano simboli del territorio.

Già, simbolo, ovvero metafora ed emblema di qualcosa di cui si vuole sottolineare e valorizzare l’unicità. Peccato che in questo caso i simboli messi in evidenza dalla campagna visiva – che in piena emergenza sanitaria e con l’oramai sopraggiunta stagione estiva ha il delicato e fondamentale compito di incentivare il turismo sull’Isola – siano elementi e aspetti propri non solo della Sicilia, ma di isole e territori di mezzo (se non dell’intero) mondo: il sole, il cielo, gli alberi. Questa è solo una delle tante polemiche che negli ultimi giorni sono state sollevate sulla campagna che reca come titolo – anche questo parecchio criticato – Sicilia. Your happy island, e in maniera particolare sulla sua scritta-logo “SICILIA”, complice una grafica che a detta di tanti non rappresenta la quintessenza della Sicilia, oltre a non essere per niente originale: sul web non è stato complicato reperire esempi di grafiche e di loghi realizzati con temi molto simili, a partire dall’EXPO Milano 2015 fino alla campagna promozionale dell’isola di Aruba, che tra l’altro reca come sottotitolo – che fatalità! – la scritta “One happy island”.

La grafica della campagna di comunicazione dell'Assessorato al Turismo della Regione Siciliana a confronto con altri precedenti simili
La grafica della campagna di comunicazione dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana a confronto con altri precedenti simili

“SICILIA. YOUR HAPPY ISLAND”. LA CAMPAGNA DELL’ASSESSORATO AL TURISMO

“Un nuovo logo a colori per rilanciare la Sicilia nel panorama turistico internazionale e per attrarre i visitatori nel segno dei colori che sono simbolici di tutto il territorio. Ma anche un video che vuol essere il biglietto da visita con le immagini più suggestive della Trinacria”, scriveva lo scorso 17 giugno sulla propria pagina Facebook Manlio Messina, assessore al Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, per dare notizia della nuova campagna di comunicazione lanciata dall’Assessorato, presentata poi in conferenza stampa insieme al neoassessore ai Beni Culturali Alberto Samonà. Oltre alla scritta-logo “SICILIA”, la comunicazione comprende due video in cui è protagonista proprio la scritta, e poi 3 mini spot a tema “cultura”, “natura” e gastronomia” che però non siamo in grado di mostrarvi. Il motivo? Appena lanciati sui canali della Regione, sono stati immediatamente rimossi. Non avranno giovato le polemiche ricevute sui social: “imbarazzante”, “logo agghiacciante”, “mi ricorda il mio primo Photoshop”“Bastava andare su un sito online di grafica completamente gratuito”, “ed è subito 1980”, si legge sulla pagina dell’Assessorato. “Bellissimo. L’idea di far realizzare il logo ai bambini delle elementari in un momento in cui c’è poca attenzione per l’infanzia è stata geniale. Bravi”, si legge sulla pagina di VisitSicily. “Logo copiato”“non è simile ma identico al logo della Puglia per EXPO 2015” commentano in tanti sulla pagina dell’assessore Messina, che risponde: “avranno avuto la stessa idea. Evidentemente funziona!”. E poi, la domanda che in molti si pongono: chi ha realizzato la campagna e quanto è costata?

LE POLEMICHE SULLA SCRITTA-LOGO DELLA CAMPAGNA DELL’ASSESSORATO AL TURISMO IN SICILIA

A realizzare la campagna – che, come spiega l’assessore Messina su Facebook, comprende “logo/scritta, video multilingue, piano immagini, piano editoriale social, piano marketing, traduzione del sito VisitSicily” – è stata l’agenzia di comunicazione con sede a Catania World 2.0 Srl, per affidamento diretto e per un costo di quasi 30mila euro. E alla domanda “come mai per realizzare il logo non è stato fatto un bando di concorso?”, Messina risponde: “non è un logo ma una scritta. Sul logo si farà senza dubbio un concorso di idee non realizzabile per tempi e per altre vicissitudini amministrative troppo lunghe da spiegare. È una campagna legata al progetto da 75 milioni (fondo stanziato dalla Regione per il rilancio del turismo, ndr). Fatta in poco tempo e in periodo covid. Non è certo il logo che useremo a vita”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.