In attesa della Fase 2 ConfCultura appronta un vademecum di sicurezza per i musei

Si tratta di una guida in cui vengono dettate le linee che operatori culturali e pubblico dovranno seguire quando riapriranno musei, siti archeologici e luoghi di cultura. Per tornare a fruire dell’arte in totale sicurezza. Ne abbiamo parlato con il Presidente di ConfCultura Patrizia Asproni

Il Colosseo
Il Colosseo

Sono giorni intensi per il governo italiano, alle prese con il delineamento di tempi e modalità che caratterizzeranno la tanto attesa “fase 2”, ovvero il momento della ripartenza del Paese, con la riapertura di industrie e attività commerciali di ogni tipologia. La task force di esperti guidata da Vittorio Colao è al lavoro per definire il piano delle riaperture, basandosi sulle differenti caratteristiche delle attività lavorative e soprattutto sui loro “livelli di rischio”, dove per “rischio” si intendono i pericoli cui può essere soggetto il lavoratore e anche l’acquirente o fruitore di un servizio. Secondo la tabella validata dal Comitato tecnico-scientifico, i luoghi deputati alla cultura – ovvero musei, siti archeologici, archivi e biblioteche – hanno un rischio integrato definito “basso”, con un livello di “aggregazione sociale” pari a 3 in una scala che va da 1 a 4. Che potrebbe tradursi in questo modo: adottando le dovute misure di distanziamento sociale, musei, archivi e biblioteche potranno essere ben presto riaperti al pubblico. Sulla base di questi presupposti, e soprattutto di una (si spera) vicina riapertura dei luoghi della cultura, ConfCultura – associazione delle imprese che lavorano nella cultura – ha messo a disposizione di musei e operatori del settore un vademecum contenente le linee guida per prevenire la diffusione del contagio, formulato dagli esperti della Fondazione Italia in Salute, il cui comitato scientifico è presieduto dal Prof. Walter Ricciardi, attuale consulente del Ministero della Salute per l’emergenza Coronavirus.

Firenze via Pixabay
Firenze via Pixabay

VERSO LA “FASE 2”. IL VADEMECUM DI CONFCULTURA

“La protezione dal COVID-19 all’interno dei luoghi di cultura e nell’ambito di strutture educative è particolarmente importante. Sono necessarie precauzioni per prevenire la potenziale diffusione dell’infezione, al contempo cercando di ripristinare il flusso delle persone e il piacere delle opportunità offerte dal nostro straordinario patrimonio artistico e culturale”, si legge nel vademecum di Confcultura, la cui redazione è stata curata da Fidelia Cascini, responsabile del Programma di Ricerca della Fondazione Italia in Salute. “Gli ambienti dedicati alla cultura come musei e siti e parchi archeologici, dovrebbero continuare a essere ambienti ospitali e di interesse per tutti, seppure riadattati nelle loro funzioni per tener conto del nuovo contesto di emergenza sanitaria. Una linea guida con raccomandazioni organizzative e di comportamento rappresenta quindi uno strumento necessario per mettere in sicurezza il personale addetto all’erogazione dei servizi al pubblico come quelli museali, ma, a loro volta, anche i visitatori e i fruitori del servizio stesso”. Il vademecum, scaricabile a questo link, offre inoltre informazioni preliminari sul virus e sulle misure da adottare in caso di contagio e primi sintomi, per poi proseguire con le raccomandazioni rivolte al personale e gli addetti ai lavori dei luoghi di cultura e al pubblico, molte delle quali comuni a tutti: distanziamento sociale, lavaggio frequente delle mani, utilizzo di gel disinfettanti, utilizzo dei presidi di protezione personale (mascherine). Per il personale dei musei, sono inoltre indicate misure inerenti alla cura e all’organizzazione degli spazi: in ogni stanza devono essere disponibili erogatori di gel disinfettante, e ambienti e servizi igienici devono essere sottoposti a disinfezione quotidiana (nel primo caso) e continuata nell’arco della giornata (nel secondo caso).

Patrizia Asproni
Patrizia Asproni

CORONAVIRUS E RIAPERTURA DEI MUSEI. LE PAROLE DEL PRESIDENTE DI CONFCULTURA PATRIZIA ASPRONI

“Il vademecum vuole essere un prontuario utile a tutti gli operatori privati che gestiscono i servizi all’interno dei musei e dei luoghi di cultura, e naturalmente anche ai visitatori”, spiega ad Artribune Patrizia Asproni, Presidente di ConfCultura. “Sia operatori sia visitatori devono avere ben chiare le prescrizioni da seguire per una visita in totale sicurezza”. Queste norme sono attuabili in tutti i musei e i luoghi della cultura? “È chiaro che queste prescrizioni siano basiche, nel senso che a partire da queste i musei dovranno implementare il vademecum”, risponde Asproni. “Ogni luogo della cultura è un unicum, quindi le linee guida dovranno essere declinate a seconda delle situazioni e delle tipologie di spazio”. Il distanziamento sociale ad oggi è l’unico metodo per contrastare il contagio dal virus, un nemico invisibile con cui durante la “fase 2” dobbiamo imparare a convivere, in attesa del vaccino. Nonostante questa “convivenza”, sarà possibile e fattibile la ripresa delle attività culturali e soprattutto la frequentazione dei musei? “Assolutamente, adottando queste prescrizioni credo che nei musei il rischio sia basso, si tratta di luoghi facilmente controllabili”, risponde Asproni. “Il pubblico che frequenta i musei è un pubblico abituato e predisposto all’osservazione di regole che implicano anche il mantenere le distanze (dalle opere d’arte, per esempio), quindi sarà anche più semplice chiedere al pubblico di seguire le prescrizioni. Dopo tante settimane, ormai le persone sono abituate a indossare le mascherine, a utilizzare i gel disinfettanti; tutti gli spazi dei musei dovranno essere infatti molto attrezzati da questo punto di vista, oltre che andare incontro alle esigenze di informazione e formazione del pubblico. Bisogna sentirsi sicuri in questi luoghi, la psicologia del visitatore deve essere assolutamente tranquillizzata”.

– Desirée Maida

www.confcultura.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.