Caos nelle Accademie italiane: banditi i contratti co.co.co. Fermi docenti e corsi di insegnamento

Nel caos l’intero sistema. I primi a prendere in mano la situazione sono stati i docenti di Palermo con l’istituzione di un “Coordinamento dei lavoratori con contratti atipici”. Partite anche varie lettere al Ministro dell’Istruzione. Al loro fianco, si schiera la Federazione Lavoratori della Conoscenza della CGL

Accademia Palermo Palazzo Fernandez phScalia
Accademia Palermo Palazzo Fernandez phScalia

Una situazione burrascosa si sta abbattendo sulle Accademie italiane, alle quali dal 1° luglio 2019 è stata tolta la possibilità di mantenere nel proprio organico docenti con contratto di collaborazione coordinata e collaborativa (i famigerati Co.Co.Co.). Il provvedimento riguarda tutti gli istituti AFAM – Alta Formazione Artistica e Musicale, in cui rientrano, oltre alle Accademie di Belle Arti (statali e non), i Conservatori, le Accademie di Danza e Arte Drammatica e gli Istituti Statali Superiori per le Industrie Artistiche. Un provvedimento che non solo si riversa su quella parte di docenza che già navigava nel precariato, ma anche sullo svolgimento delle attività didattiche e su tutti gli studenti ai quali non sarà garantita nei prossimi mesi una normale continuità del piano di studi. A bloccare i contratti Co.Co.Co. del personale che opera negli istituti AFAM è il divieto previsto dall’art. 7 comma 5bis del Decreto legislativo n. 165/2001, diventato operativo dopo una lunga serie di rinvii, che dice: “è fatto divieto alle amministrazioni pubbliche di stipulare contratti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”. 

ISTITUZIONI AFAM, UN CASO TUTTO ITALIANO

 Il problema, inoltre, affonda le radici in una questione molto più ampia e antica, ovvero la mancata equiparazione degli istituti AFAM con le università. Recentemente, sulle pagine di Artribune, ci siamo confrontati su questo tema con gli stessi direttori delle accademie, i quali ci hanno raccontato delle fallimentari battaglie di anni condotte per il raggiungimento di questo obiettivo, come per l’istituzione di assegni di ricerca, ancora mancanti. “Consideri che in tutta Europa le istituzioni di Belle Arti sono facoltà universitarie a tutti gli effetti. I nostri titoli di studio sono equipollenti ma manca ancora lo status di studente universitario ai nostri studenti, cosa gravissima, e manca di conseguenza l’equiparazione giuridica-economica dei nostri docenti ai colleghi universitari. Potrei dire che è una anomalia che può esistere solo in questo strano paese”, ci raccontava Salvo Bitonti, ex direttore dell’Accademia Albertina di Torino, in un’intervista che potete leggere qui. Anche Tiziana D’Acchille, a capo dell’Accademia delle Belle Arti di Roma per sei anni consecutivi, si è espressa sul tema, dichiarando: “sarebbe necessario riscrivere totalmente la Riforma, conferendo finalmente piena dignità universitaria alle Istituzioni accademiche, agli studenti e ai docenti. È un dovere morale che un Paese come l’Italia ha nei confronti del proprio sistema formativo”. Constatazioni desolanti: nonostante gli sforzi compiuti ogni anno dalle singole istituzioni per ampliare l’offerta formativa, in Italia l’Accademia gode ancora di una pessima nomea. Ambienti frequentati da artisti rinomati, terreni fertili per dar vita a iniziative professionalizzanti e interdisciplinari – a differenza delle stesse università – sono ancora affossate dalla dicitura “Diploma” e da una serie di mancati riconoscimenti formali, frutto di una riforma mai portata a termine. 

BLOCCO CO.CO.CO.: COSA COMPORTA

 Tornando al Decreto legislativo n. 165/2001, le conseguenze si sono già fatte sentire: molte lezioni sono già state sospese, interrompendo l’offerta didattica e screditando l’intero sistema, a spese di tutti. Ad esempio, chi usufruisce della borsa di studio rischia di non aver la possibilità di raggiungere i crediti formativi necessari per il mantenimento della stessa. Chi è a un esame dalla laurea, potrebbe subire un rinvio di mesi. Mancano anche i tutor e gli insegnanti di sostegno per portatori di handicap e, addirittura, i modelli che posavano per i corsi di Disegno dal vivo. Tra le conseguenze c’è stata la proliferazione di contratti atipici: molti docenti sono stati spinti ad aprire la partita IVA per aggirare il provvedimento (pena, la perdita dell’incarico); in altri casi si è ricorso al “contratto d’opera intellettuale” (articolo n. 2229 Codice civile), la cui caratteristica è, appunto, l’assoluta prevalenza del carattere intellettuale della prestazione rispetto al “lavoro materiale”. Una condizione che si presta a facili contrasti all’interno di un ambiente accademico: a che pro mettere, ad esempio, l’insegnante di Fenomenologia delle arti visive contro quello di Pittura o Ceramica? 

BLOCCO CO.CO.CO.: LA RISPOSTA DEI DOCENTI

Dinanzi a un tale soqquadro istituzionale, i docenti di Palermo sono stati i primi a prendere in mano le redini della protesta, facendo fronte comune e chiedendo risposte. È stato costituito il 29 ottobre, presso la sede della Cgil, il Coordinamento dei lavoratori con contratti atipici dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, con una ventina di aderenti. A sostenere l’iniziativa è il comparto FLC della CGIL, che sta per Federazione Lavoratori della Conoscenza. Due lettere, firmate da professori e studenti, sono già state inviate al Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, esplicitando la situazione vigente nelle aule accademiche e incalzandolo a trovare una soluzione nei tempi più brevi possibili. Tra le richieste, inoltre, c’è anche quella di aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per una più puntuale definizione dei contratti 2019/2020, in merito a retribuzioni, diritti e doveri delle parti.  

BLOCCO CO.CO.CO: IL SOSTEGNO CGIL

Apprezziamo e sosteniamo l’iniziativa propositiva dei docenti e il grido d’aiuto degli studenti, che reclamano il diritto allo studio”, dichiara Fabio Cirino, segretario generale Flc Cgil Palermo, “ed esprimano stima e ammirazione per i docenti, che non si sono abbattuti e con intenti costruttivi si sono uniti per trovare soluzioni e reclamare diritti nel rispetto della loro professionalità, della loro dignità di lavoratori e del sacrosanto diritto allo studio degli studenti. Adesso attendiamo la risposta di chi ha responsabilità di governo e riveste ruoli e incarichi per trovare soluzioni. Non si può più tollerare il silenzio delle istituzioni”. Mentre si resta in attesa, la FLC CGIL Siracusa ha indetto una assemblea sindacale territoriale per il personale ATA ex CO.CO.CO., con contratto a tempo indeterminato, delle istituzioni scolastiche della provincia di Siracusa. L’assemblea si terrà il 27 novembre 2019 alla CGIL di Siracusa, per discutere della legge di stabilità 2020 e stato dell’arte per il comparto scuola.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.