Presentato il manifesto “Art Thinking” che ripensa il ruolo dell’arte. Temi e firmatari

Artribune pubblica in anteprima il testo del manifesto Art Thinking per ripensare il ruolo dell’arte oggi nella sfera pubblica e privata

I luoghi del Forum - Ravello, Villa Cimbrone
I luoghi del Forum - Ravello, Villa Cimbrone

Artribune pubblica il manifesto Art Thinking promosso da Arteprima Progetti, con l’obiettivo di ripensare il ruolo dell’arte, delle visioni e delle pratiche artistiche in ogni processo della vita pubblica e privata, dalle imprese alle istituzioni. I firmatari inviano ad Artribune questo testo che racconta la loro proposta, e il manifesto. I semi istitutivi del Manifesto Art Thinking sono stati presentati in sintesi a RavelloLab da Francesco Cascino, Umberto Croppi e Pierpaolo Forte durante i Colloqui internazionali, in corso fino al 26 ottobre per produrre raccomandazioni al Governo su Arte e Cultura come sviluppo economico e sociale. L’assemblea ha accolto l’invito di portare il Manifesto e le azioni contenute all’attenzione di Mibact e Governo stesso. Dopo l’adesione della Commissione Cultura di Confindustria presieduta da Renzo Iorio, arriva anche questo importante riscontro da parte di professionisti e operatori culturali.

IL MANIFESTO

La proposta di un gruppo di artisti, professionisti della cultura e non, imprenditori e scienziati per riportare le pratiche dell’arte, gli artisti e i curatori titolati (quelli cioè con track record verificabile) a monte di tutti i processi della vita pubblica e privata in Italia. Dall’agricoltura all’industria, dai servizi alla finanza, dalle istituzioni all’urbanistica, dalla rigenerazione e trasformazione urbana alla sostenibilità ambientale, fino allo sviluppo territoriale, alla coesione e all’inclusione sociale e la lotta al degrado. Il 25 Giugno 2019 al MAXXI di Roma, su iniziativa di Arteprima Progetti, si sono riunite circa 60 personalità dell’arte, dell’industria, della politica, dell’economia, della cultura e della scienza e hanno discusso per l’intera giornata per mettere a punto un’operazione nata qualche anno prima: un Manifesto politico e culturale su un tema caro a molti operatori di nuova generazione, in special modo a quelli dell’arte e dell’architettura, un lavoro che Arteprima No profit ha cominciato nel lontano 2010 coinvolgendo partner e amici in tutto il mondo. Il nucleo dialettico verte sull’inserimento delle pratiche dell’arte a monte e a valle di ogni processo pubblico e privato dei sistemi complessi, dall’agricoltura all’industria, dall’urbanistica all’inclusione sociale, dalla sostenibilità ambientale alle opere pubbliche, dalla trasformazione e rigenerazione urbana allo sviluppo territoriale, dalla protezione del paesaggio all’energia rinnovabile fino alla scuola e ai sistemi formativi.

LE CITTÀ D’ARTE

Partendo dal presupposto scientifico che la mente ragiona per immagini e non per parole, e che l’arte serve a generare immagini di nuovi modi e nuovi mondi nell’immaginario del fruitore, basta imparare a osservare il mondo per comprendere bene che le pratiche immaginifiche dell’arte hanno generato sempre evoluzione. In particolare le città d’arte, che si chiamano così proprio perché sono state immaginate, progettate e realizzate da artisti ante litteram, come nel caso di Matera, o da artisti riconosciuti come è successo a Firenze, Roma, Venezia e in altri mille luoghi italiani, sono l’esempio di come l’esperienza estetica sia molto più profonda di quella dialettica. Questi contesti, visitati ogni anno da milioni di persone e sempre più desiderati da chi vuole vivere e convivere nella bellezza, hanno garantito aggregazione, sviluppo, benessere e attrattività per millenni, e oggi sono la prova che armonia, sezione aurea e intelligenza emotiva sono codici genetici insiti negli artisti ed è possibile, con il loro pieno coinvolgimento, riportarlo in emersione in ogni impresa o contesto pubblico e privato, nelle relazioni e nelle azioni di ogni giorno. Ogni processo, ogni prodotto, ogni intervento, ogni ponte, strada o piazza possono diventare immortali e assumere quella “bellezza” perenne di cui parlava Olivetti a proposito di “impresa bella”, restando allo stesso tempo funzionali e funzionanti. L’arte risponde ai sogni e ai bisogni dell’Uomo da sempre; il Manifesto Art Thinking è un invito alle imprese e alle istituzioni a riflettere su questi temi insieme a tutti noi, riportando il livello del dibattito su economia e cultura, sviluppo e crescita, benessere ed equità sociale ai massimi livelli.

UN DIBATTITO APERTO

La nostra proposta al mondo delle imprese di ogni genere, ma anche alla politica illuminata, è di creare degli esempi concreti in contesti produttivi e urbanistici, rimettendo l’arte al centro dell’attenzione attraverso le pratiche dell’Art Thinking, il cui Manifesto scritto insieme a decine di personalità del mondo dell’impresa, della cultura, dell’economia e della scienza il 25 Giugno 2019 al MAXXI, sarà oggetto di un convegno pubblico organizzato di concerto con il Ministero dei Beni Culturali nei prossimi due mesi. Abbiamo infatti chiesto a Confindustria (che ha ufficialmente aderito) e al Ministero dei Beni Culturali di portarci al confronto con altre istituzioni legate al mondo produttivo e urbanistico, di aprire un percorso innovativo affidato, a seconda dei casi, a uno o più artisti, architetti, manager e curatori in modalità tailor made. Professionisti ai quali venga riconosciuto per intero, di concerto con le governance del caso, un ruolo primario nella definizione del senso, la direzione, le forme, gli obiettivi dell’innovazione ricercata, attraverso il metodo Art Thinking e la formalizzazione di concetti astratti e invisibili che solo gli artisti sanno produrre. Arte, curatori, architetti e artisti a monte di ogni processo delle attività produttive private, dei servizi e della trasformazione dello spazio pubblico.
Ogni adesione al Manifesto sarà benvenuta; sotto i contatti per firmare.

Francesco Cascino
Raffaele Giannitelli
Gianni Procaccino
e gli altri firmatari che potrete leggere nel Manifesto

Francesco Cascino _ +39 335 5877992  –  cascino(at)arteprima.org

IL MANIFESTO

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Francesco Cascino
Francesco Cascino (Matera 1965), ha una laurea in Scienze Politiche e un percorso professionale di Direttore delle Risorse Umane dal 1990 al 1999 in tre primarie aziende multinazionali (Montedison – SNIA BPD – ACE Int.l). Dal 2000 è Contemporary Art Consultant e, sulla scorta di queste competenze, si occupa anche di ideazione contenuti, formazione, progettazione e management culturale per aziende e Istituzioni (Terna SpA, Deutsche Bank, Helsinn, EUR SpA, Fondazione Veronesi, AIRC, Bosch, SAS, MACRO ROMA e altre). E’ fondatore e Presidente di ARTEPRIMA, associazione culturale di promozione sociale che opera, attraverso l’arte, sui temi dell’esclusione sociale e dell’infanzia. E’ fondatore e Senior Partner del network professionale Cooltural Projects, specializzato in comunicazione culturale di nuova generazione e realizzazione di progetti ed eventi legati alla contaminazione strategica tra i linguaggi della comunicazione e quelli dell’arte visiva. E’ docente di Management e Organizzazione dei Mercati dell’Arte Contemporanea presso Temple University, Cornell University e altre strutture didattiche nazionali e internazionali. Scrive di arte, economia e comunicazione culturale per alcune testate e web magazine.