Sostenibilità ambientale e storia dell’arte. Gabriella De Marco risponde al neoMinistro Fioramonti

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni della storica dell’arte De Marco su una intervista rilasciata da Lorenzo Fioramonti sul quotidiano La Repubblica

Lorenzo Fioramonti
Lorenzo Fioramonti

Gentile direttore Massimiliano Tonelli,
qualche considerazione a margine dell’intervista rilasciata a Corrado Zunini da Lorenzo Fioramonti, neo ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e pubblicata su La Repubblica del 5 settembre.
Nell’intervista, il Ministro, professore ordinario di Economia politica presso l’Università di Pretoria, accenna, seppur en passant, ad un tema a mio avviso fondamentale qual è quello della sostenibilità ambientale.
Un tema ormai ineludibile perché coinvolge il clima, l’ambiente, la salute, l’economia, la sicurezza del cittadino e dei manufatti, la bioarchitettura. Un tema ineludibile perché strettamente intrecciato alla memoria del passato, alla gestione del presente e alla responsabilità verso le generazioni future. Questo per ricordare solo alcuni degli aspetti racchiusi dentro il termine di sostenibilità ambientale. E proprio in considerazione di queste ragioni mi fa piacere apprendere che, almeno nelle intenzioni, l’attenzione per l’ambiente compaia nell’agenda del titolare di un ministero centrale qual è quello della scuola, dell’università e della ricerca.

LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE AL CENTRO 

“(…) Fin dall’inizio voglio far passare”, dichiara, infatti, Fioramonti al quotidiano, “il grande messaggio della sostenibilità ambientale, nelle classi, nelle aule universitarie. Sarà un asset del mio ministero (…)”.
Giova ricordare, su queste pagine, che nel vasto ambito di quella che è definita come sostenibilità ambientale rientrano categorie care alla storia dell’arte quali quelle di paesaggio, di territorio, di ambiente e forse anche quella di biosfera. Categorie pregne di stratificazioni e per questo avvincenti perché in costante dialogo, nel necessario rispetto delle competenze specialistiche, con altri saperi non unicamente di area umanistica.
Ma non solo, occuparsi di sostenibilità ambientale significa, almeno secondo il mio approccio alla storia dell’arte contemporanea, materia che insegno all’Università di Palermo, affiancare, come sorta di stella polare, alla visione storiografica ed estetica propria della pratica di ricerca, di studio e di didattica della disciplina, quella etica. Ovvero, sulla scia anche di Salvatore Settis, (Architettura e democrazia. Paesaggio, città, diritti civili, Einaudi 2017) acquisire e far acquisire nelle aule universitarie la consapevolezza che il paesaggio, l’ambiente, il territorio non siano solo da “vedere ma da vivere”. 

LA TRADIZIONE INSEGNA

Una consapevolezza non irrilevante che ci viene, anche, dalla grande tradizione del passato. Tradizione che non deve far dimenticare come “battersi” per quella che a me piace definire civiltà degli spazi non sia mera propaganda basata su un esercizio di vuota retorica, ma fondamento di ogni sistema democratico attento al rispetto e alla centralità del cittadino. 
Resta da capire in quale modo il ministro voglia operare; ovvero, concretamente, quali saranno le strategie che intende adottare. Nell’attesa, a lui vanno i miei sinceri auguri di buon lavoro per la guida di un dicastero delicato e importante qual è quello della istruzione e della ricerca scientifica. 

Gabriella De Marco

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Gabriella De Marco
Gabriella De Marco è professore ordinario di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Palermo, dove insegna come titolare dal 1998. I suoi interessi di studiosa si sono focalizzati, nel tempo, principalmente sui rapporti tra arte e letteratura in Italia e in Francia tra il XIX secolo e l’età contemporanea, sulle avanguardie storiche del Novecento con particolare attenzione all’area del cubismo e del futurismo italiano, sulle fonti dell’arte contemporanea e sugli archivi del XX secolo. Il tema degli archivi, dell’individuazione e della costruzione delle fonti è stato, ed è ancora, sotto il profilo epistemologico, al centro dei suoi interessi unitamente ad una riflessione sui rapporti tra cultura umanistica e tecnologie digitali. È stata ideatrice e responsabile scientifico dell’ambiente digitale Agave. Contributo alla costruzione delle fonti della cultura umanistica in Italia nel Novecento. Ambiente (attualmente in manutenzione) posto nel portale dell’Università di Palermo. Sempre relativamente al tema delle fonti del XX secolo ha coordinato progetti di ricerca sullo spoglio di quotidiani e riviste pubblicando due volumi sul quotidiano palermitano “L’Ora” (Silvana Editoriale, 2007,2010). Si è occupata, ancora, del tema dell’intermedialità, dell’interattività e del concetto di paternità frazionata nella ricerca visuale contemporanea in relazione al diffondersi delle reti sociali. (Classico/contemporaneo, gennaio 2016). Il tema della città contemporanea e dello spazio urbano è al centro dei suoi interessi a partire dalla metà del duemila. Si è occupata, infatti, di alcuni aspetti legati al Museo diffuso di arte contemporanea elaborando un progetto per il quadrante sud- ovest di Roma (Sinergie, novembre 2015), unitamente al tema dell’ambiente, della tutela del paesaggio e della salute. A questo riguardo il progetto sul museo diffuso è stato ampliato all’area compresa tra Roma, Ostia e litorale a sud della capitale. La ricerca è stata pubblicata negli atti del convegno dell’Aisu (Associazione italiana storia urbana) tenutosi a Napoli nel settembre del 2017, mentre è in corso di pubblicazione un volume sull’argomento. Sul museo diffuso, sul rapporto tra arte, architettura e committenza sia nel contesto dei primi anni del XX secolo sia nelle democrazie europee contemporanee si focalizzano parte delle ricerche dell’ultimo decennio. Ha studiato e studia temi quali gli aspetti identitari nel primo trentennio del XX secolo, l’ uso pubblico della storia e la costruzione del consenso. Ha collaborato e collabora, sin dalla fine degli anni ottanta, con riviste di critica d’arte e negli anni novanta ha scritto di arte sulla pagina culturale nazionale de “ L’Unità”. Tra il 1996 e il 2007, è stata redattore responsabile, per la storia dell’arte, della rivista universitaria “Avanguardia”. Rivista di Letteratura contemporanea (Pagine Editore, Roma). Attualmente interviene sulla cronaca di Palermo del quotidiano La Repubblica.