Firenze, il Forte di Belvedere diventa un polo di arte e cultura

Il Forte di Belvedere passa dal Demanio alla proprietà comunale. Ecco cosa accadrà

Eliseo Mattiacci, Le vie del cielo, 1995. Forte di Belvedere, Firenze 2018. Photo Simona Fossi
Eliseo Mattiacci, Le vie del cielo, 1995. Forte di Belvedere, Firenze 2018. Photo Simona Fossi

A 430 anni dall’avvio dei lavori per la costruzione dell’ultima fortezza medicea fiorentina, il Forte di Belvedere torna definitivamente di proprietà comunale. Lo definisce l’Accordo di valorizzazione sottoscritto da Demanio, Sovrintendenza e Comune di Firenze, che nel dicembre 2017 aveva già approvato l’acquisizione gratuita del complesso, progettato da Bernardo Buontalenti per il granduca Ferdinando I de’ Medici.

LA STORIA DEL FORTE BELVEDERE

È ora volontà dall’amministrazione proseguire – e rafforzare – il percorso intrapreso negli ultimi anni, caratterizzato da investimenti sui fronti della sicurezza e della manutenzione e da precise scelte di carattere culturale. A partire dal 2013, Forte di Belvedere ha regolarmente ospitato mostre di arte contemporanea nel periodo estivo: da Zhang Huan a Giuseppe Penone; da Antony Gormley a Jan Fabre; dalla collettiva Ytalia alla recente monografica su Eliseo Mattiacci. Il tema dell’apertura stagionale rappresenta una delle sfide più urgenti da affrontare, soprattutto alla luce del proposito, espresso dall’amministrazione, di rendere tale sede “un polo di arte e cultura, un contenitore multidisciplinare della contemporaneità e un centro di produzione, di ricerca e di sperimentazione”. Si compie, insomma, una certa visione dei contenitori e dei contenuti della città frutto del sodalizio tra il sindaco Dario Nardella – sue anche le deleghe alla cultura – con il direttore del Museo del Novecento Sergio Risaliti.

IL PROGRAMMA DEL FORTE BELVEDERE

Non solo, dunque, mostre temporanee ed eventi site specific, ma anche “attività di alta rappresentanza istituzionale e di sostegno alla produzione di nuove espressioni artistiche, con particolare attenzione alla contemporaneità” animeranno gli ambienti della Palazzina e gli spazi verdi circostanti nel prossimo futuro. In attesa di conoscere le mosse di Palazzo Vecchio (anche in relazione a quale sarà l’inquilino dopo le elezioni amministrative di primavera), è già stato reso noto che gli archivi della Biblioteca nazionale, presenti nel Forte, saranno trasferiti altrove, in un’ottica di ottimizzazione degli spazi a disposizione.

– Valentina Silvestrini

Dati correlati
AutoriEliseo Mattiacci, Giuseppe Penone
CuratoreSergio Risaliti
Spazio espositivoFORTE BELVEDERE
Indirizzovia di San Leonardo, 1 50100 - Firenze - Toscana
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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​

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