I piccoli musei toscani sono poco digital? Parte bando da 150mila euro per aiutarli

La Fondazione CR Firenze promuove un’iniziativa finalizzata al potenziamento della comunicazione, della promozione digitale, dei prodotti e dei servizi innovativi nei “musei locali” della Città metropolitana di Firenze. Obiettivo? Attrarre più pubblico.

Bando/ Laboratori Culturali e Innovazione
Bando/ Laboratori Culturali e Innovazione

Saranno resi noti entro il 23 febbraio 2018 gli esiti di “Laboratori culturali. Bando per l’innovazione digitale e i nuovi pubblici nei musei”, il bando da 150mila euro lanciato da Fondazione CR Firenze nei giorni scorsi e in scadenza il prossimo 22 dicembre. La nuova iniziativa si inserisce nel solco già tracciato con il debutto del progetto “Valore Museo. Innovazione e formazione per i musei e i giovani della Toscana”, a sua volta compreso nel programma di marketing culturale/territoriale “Piccoli Grandi Musei” sostenuto, da oltre un decennio, dalla Fondazione stessa. Rivolgendosi direttamente ai cosiddetti “musei minori” del Comune e della Città Metropolitana di Firenze – tra i requisiti rientrano infatti l’ubicazione della sede legale e/o operativa in questo territorio, un numero di visitatori annuo compreso tra le 1.000, le 100.000 unità e la garanzia di un orario di apertura minimo e l’apertura da almeno un anno – il bando intende supportarli “nell’aumento delle rispettive performance tecnologiche e nel potenziamento dei rispettivi strumenti innovativi”.

DUE GLI ASSI STRATEGICI DI INTERVENTO FISSATI

Dal punto di vista operativo, i 150.000 euro messi a disposizione saranno ripartito in contributi di natura economica a fondo perduto concessi ai progetti vincitori della selezione; il limite massimo unitario è fissato in 30.000 euro e la copertura non potrà superare l’80% del costo complessivo del progetto stesso. L’intervento della Fondazione CR Firenze, inoltre, si concretizzerà in una forma di “sostegno per l’implementazione, all’interno della piattaforma Google Arts & Culture, di un’area dedicata alla fruibilità digitale delle proprie collezioni”. Una figura esperta in questo specifico campo sarà dunque messa a disposizione dei referenti dei musei vincitori, offrendo loro “supporto operativo per le azioni progettuali previste in termini di data entry, creazione di contenuti, rapporti con il team di Google per la realizzazione del piano di lavoro, ecc.” Due gli assi strategici dell’intervento: sul fronte della comunicazione e promozione digitale si punta all’ “aumento della competitività dei musei e della relativa offerta culturale fundraising e crowdfunding digitale attraverso l’innovazione gestionale e la diversificazione dei canali di promozione e comunicazione mediante l’utilizzo di nuove tecnologie”; nell’ambito dei prodotti e servizi all’utenza l’obiettivo è il “miglioramento e rafforzamento dei servizi innovativi offerti all’utenza attraverso la realizzazione di allestimenti multimediali, strumenti virtuali, interventi per la fruibilità delle collezioni”.

IL QUADRO EMERSO DAL RAPPORTO ISTAT SU 548 MUSEI TOSCANI

A indirizzare la Fondazione toscana verso questa specifica azione sono stati i dati emersi da un’indagine ISTAT sui musei e sulle istituzioni similari, condotta nel 2016. Solo il 18% dei 548 musei a cui è stato sottoposto il questionario, hanno dichiarato di poter mettere a disposizione dei visitatori “servizi e supporti multimediali o interattivi alla visita”. Analizzando i risultati in profondità, è emerso che la dotazione più diffusa è la sala-video – disponibile nel 30% dei musei toscani -, seguita da allestimenti interattivi o ricostruzioni virtuali (21%); tra il 15% e il 16% si è attestata la disponibilità di tablet, audioguide e videoguide. Solo nell’11% dei casi è stato possibile registrare la presenza di applicazioni, games personalizzati e scaricabili sui dispositivi mobili degli utenti e l’esistenza dei cosiddetti servizi di prossimità, come QRcode dedicati. Appena al 19% la quota dei musei toscani – in larga parte presenti nelle province di Firenze e Arezzo – che offrono al pubblico una connessione wifi. Lo studio, infine, ha permesso di rilevare che il 56% dei musei toscani dispone di un sito web dedicato – la media nazionale è al 57% -; osservando la presenza sui social network (Facebook, Twitter, Instagram) la percentuale si riduce al 41%; solo il 25% fa utilizzo di sistemi di mail marketing. Appena nell’11% dei casi è possibile acquistare biglietti on-line. Un quadro destinato verosimilmente a cambiare nei prossimi anni, anche per effetto di operazioni come Laboratori culturali.

– Valentina Silvestrini

BANDO COMPLETO

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.