Apre nei weekend il Teatro di Corte della Reggia di Caserta. Grazie ai volontari del Touring Club

Il gioiello architettonico settecentesco è fruibile già dallo scorso febbraio, grazie alla collaborazione instaurata tra il direttore della Reggia Mauro Felicori e il Touring Club Italiano, associazione che ha messo a disposizione i suoi volontari per garantire l’apertura del teatro al pubblico.

Reggia di Caserta
Reggia di Caserta

Una gemma incastonata in un gioiello di rara bellezza che, dopo un lungo oblio, ritorna lentamente a splendere e a catturare le attenzioni che merita. Stiamo parlando del Teatro di Corte della Reggia di Caserta, capolavoro architettonico custodito all’interno della dimora Patrimonio dell’Umanità Unesco progettata nella metà del Settecento dall’architetto Luigi Vanvitelli. Il teatro ha subito, in passato, gli effetti dell’incuria e dell’abbandono che hanno colpito la Reggia, portando alla conseguente chiusura degli ambienti ai visitatori. Ma dallo scorso febbraio, a seguito della conclusione di alcuni dei cantieri di restauro che fino al 2020 interesseranno l’intera dimora, il teatro ha finalmente aperto le sue porte al pubblico grazie alla sinergia instaurata tra il direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori e il Touring Club Italiano.

La Reggia di Caserta restaurata
La Reggia di Caserta restaurata

L’APERTURA DEL TEATRO E L’IMPEGNO DEI VOLONTARI DEL TOURING CLUB

Con i suoi “Volontari per il Patrimonio Culturale” di Aperti per Voi – Caserta, dallo scorso febbraio il Touring Club garantisce l’apertura del Teatro di Corte durante tutti i weekend, per la precisione il sabato e la domenica dalle ore 10 alle 13. Un’iniziativa che ha già dato notevoli frutti in termini di presenze di visitatori: oltre 15mila quelle registrate finora, e il numero è destinato ad aumentare. Dal prossimo 6 ottobre, infatti, il teatro sarà aperto anche il venerdì, e l’obiettivo è quello di riuscire a estendere ulteriormente i giorni di apertura del bene architettonico, come spiega il presidente del Touring Club Italiano Franco Iseppi: “Vogliamo offrire una maggiore fruizione di un sito istituzionale di grande valore, simbolo dell’eccellenza del nostro Paese, come la Reggia di Caserta. Desidero ringraziare i Volontari perché è grazie al loro impegno, alla loro disponibilità e al loro senso civico e di appartenenza che oggi possiamo garantire l’accoglienza per tre giorni alla settimana in questo luogo, la cui ricchezza culturale ha un forte valore nazionale e internazionale. Il nostro obiettivo”, conclude Iseppi, “è rendere la bellezza – culturale, artistica e naturale – che è propria del nostro Belpaese quanto più possibile accessibile a tutti, per questo ci auguriamo in futuro di poter ancora estendere le aperture”.

LA POLITICA CULTURALE DELLA REGGIA E LA STORIA DEL SUO TEATRO

L’apertura del teatro è un tassello che va ad aggiungersi alla più complessa e rivoluzionaria azione di recupero e valorizzazione della Reggia portata avanti dal suo direttore Mauro Felicori, arrivato a Caserta due anni fa a seguito del concorso per i “super-direttori” e della nomina del Ministro Dario Franceschini. “Ringrazio i volontari del Touring Club”, afferma Felicori, “che sentendosi parte di un impegno comune, condividono con noi la strategia del rilancio e della riqualifica del sito vanvitelliano garantendo l’apertura del Teatro di Corte, consentendo al pubblico di visitare uno splendido esempio di architettura teatrale settecentesca”. Ispirato al Teatro di San Carlo di Napoli e fortemente voluto da re Carlo, il Teatro di Corte venne progettato da Vanvitelli nel 1756, quattro anni dopo l’ideazione della Reggia. Collocato nel lato occidentale della dimora, il teatro è dotato di un ingresso riservato che consentiva ai sovrani di accedere direttamente al palco reale. Il re “scugnizzo” Ferdinando e la moglie Maria Carolina inaugurarono il teatro nel 1769, in occasione del carnevale.

– Desirée Maida

www.reggiadicaserta.beniculturali.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.