A Venezia Piazza San Marco ha un giardino pubblico. E fra 18 mesi tornerà all’antico splendore

L’intervento riguarda il complesso progettato nel 1806-07 e non si esaurisce nel giardino attualmente fruibile, ma si estende anche al ponte levatoio che collega l’area verde con le Procuratie Vecchie

Francesco Neri,Vista dall'alto 1 dei Giardini Reali di Piazza San Marco,Venezia,2016
Francesco Neri, Vista dall'alto dei Giardini Reali di Piazza San Marco,Venezia,2016

Un angolo di (relativa) pace, letteralmente a due passi da piazza San Marco e affacciato sul bacino omonimo. Sogno destinato a essere frustrato? In realtà no, perché alle spalle del Caffè Florian ci sono i Giardini Reali. Al momento la situazione non è delle più rosee, ma è destinata a cambiare presto. L’area, di proprietà del Demanio, è infatti oggetto di un progetto di restauro presentato il 7 aprile. La formula è quella della concessione di valorizzazione, lo strumento aggiuntivo è invece l’Art Bonus: una sinergia fra pubblico e privato che si tradurrà in lavori e manutenzione, con un contratto di 19 anni rinnovabile. Protagonista dell’impresa, la Venice Gardens Foundation Onlus, registrata nel 2014 e presieduta da Adele Re Rebaudengo, mentre il partner privato è il Gruppo Generali, sponsor con il 50% dei 5 milioni di spesa previsti.

PONTE LEVATOIO

L’intervento riguarda il complesso progettato nel 1806-07 e non si esaurisce nel giardino attualmente fruibile, ma si estende anche al ponte levatoio – inaugurato nel 1893 e dismesso da anni – che collega l’area verde con le Procuratie Vecchie. Qui Generali ha una sede sin dal 1832: resteranno operativi alcuni uffici, ma anche in questo caso è in progetto un intervento in collaborazione con le istituzioni, volto ad ampliare la riqualificazione dell’area marciana e museale. Il restauro botanico e paesaggistico è stato affidato a Paolo Pejrone (“Leggerezza e sobrietà” le linee guida del progetto, “semplice, Biedermeier”), mentre Alberto Torsello si occuperà del padiglione neoclassico di Lorenzo Santi (la Coffe House), del pergolato in ghisa ormai in rovina, del ripristino della serra, del restauro del ponte levatoio e della risistemazione di cancellata e lampioni. Il tutto su un progetto generale firmato da Carlo Aymonino e Gabriella Barbini. I lavori partiranno fra un mese e la durata degli stessi è stimata in 18 mesi.

Marco Enrico Giacomelli

http://www.venicegardensfoundation.org/

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.