Un Canaletto riemerso e un Apollo scambiato per Michelangelo: i tesori della BIAF in mostra a Firenze

Si avvicina a passo spedito l'inaugurazione della 34ª edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze: alla più grande e antica mostra-mercato dedicata all’arte italiana i più grandi maestri del passato si affiancano alle ricerche moderne e contemporanee 

Canaletto e Guercino, Andrea della Robbia e Rosalba Carriera, Alberto Savinio e Lucio Fontana. Sono questi solo alcuni dei grandi nomi dell’arte italiana che, insieme alle migliori esecuzioni dell’alto artigianato, saranno protagonisti della nuova BIAF, la Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze del 2026, che torna a orchestrare, sotto la nuova direzione del Segretario Generale Bruno Botticelli, un dialogo plurale tra opere d’arte e oggetti di qualità museale del passato e del presente nelle sale barocche di Palazzo Corsini a Firenze.

Un Canaletto riemerso e un Apollo scambiato per Michelangelo: i tesori della BIAF in mostra a Firenze
Canaletto, Il Canal Grande verso sud-est, dal Palazzo Pesaro al Fondaco dei Tedeschi, Venezia, 1744. Courtesy Matteo Salamon

Cosa vedremo alla BIAF 2026 di Firenze

Dal 26 settembre al 4 ottobre 2026 (con anteprima il 24 settembre) la 34ª edizione della BIAF, la più grande e antica mostra-mercato dedicata all’arte italiana, scommette con convinzione e a buon diritto sul “futuro del classico” e, in tempi veloci, ci riporta a osservazioni dilatate e profonde attraverso secoli e secoli di ricerca artistica, dalla pittura Old Master alla scultura lignea, dalle arti decorative alla modernità del Novecento e alle ricerche più contemporanee, nella selezione di circa 80 eccellenti gallerie e antiquari italiani e internazionali che animeranno una vera e propria “settimana dell’arte antica e moderna italiana”, come le grandi week internazionali ci insegnano per il contemporaneo e la creatività tutta, in grado di attrarre da tutto il mondo appassionati, collezionisti, istituzioni grazie alla valorizzazione dell’offerta culturale della città di Firenze e della BIAF.

I capolavori dell’arte italiana vanno in mostra alla BIAF 2026

Variegata per scelta e più che preziosa la proposta degli espositori della BIAF a Firenze, selezionata dal rigoroso vetting della rassegna fondata nel 1959 e improntata alla più alta qualità artistica, all’unicità e alla resistenza alle oscillazioni del gusto, per dirla con Gillo Dorfles. Come differenti sono le fasce di prezzo, che possono essere ancora avvicinabili per gli appassionati o richiedere investimenti dalle centinaia di migliaia al milione di euro, per le opere e gli oggetti più rari.

Sul fronte scultura, passando dal marmo alla terracotta e al corallo, i capolavori che vedremo alla BIAF 2026 vanno da una terracotta invetriata di Andrea della Robbia, Bambin Gesù, del XV secolo, proposta da Longari Arte Milano (che espone anche un dipinto gotico di Lorenzo da Venezia e un profeta scolpito della cerchia di Alonso González de Berruguete, anche noto come il Michelangelo spagnolo), alla Madonna con Bambino quattrocentesca di Giovanni de Fondulis da Tomasso; dalla coppia di Apollo e Bacco settecentesca di Francesco Bertos esposta da Piva & C al marmo apuano lavorato da Antonio Novelli per Maggio (Apollo) del 1628-1630, commissionata da Maria de Medici e a lungo attribuita a Michelangelo, proposta da Botticelli Antichità; da quello che prende forma ne La Carità (1846) di Lorenzo Bartolini da Walter Padovani, fino al più moderno Bozzetto per l’Arengario a Milano (1941) di Marino Marini da Copetti Antiquari.

La fascinazione dell’antico approda poi, da Cantore Galleria Antiquaria, nei dipinti di Francesco Ruschi, Nosce te ipsum (Socrate e due allievi), del 1659-1660 ca., nella Santa Caterina d’Alessandria di Giovanni Baglione e Il Cardinale Alderano Cybo di Carlo Maratta.

Un Canaletto riemerso e un Apollo scambiato per Michelangelo: i tesori della BIAF in mostra a Firenze
Lorenzo Costa, Madonna con il Bambino e i santi. Courtesy Fondantico di Tiziana Sassoli

La grande pittura e il disegno Old Master

Tante le incarnazioni della ricerca pittorica Old Master, dal Trecento al Settecento, e di quella moderna di qualità museale, alla BIAF, con Galerie Canesso che porta a Firenze Il Re di Bretagna, padre di Sant’Orsola, in preghiera di Paolo Veneziano, Flavio Gianassi FG Fine Art che punta anche sul Rinascimento fiorentino con un fondo oro di Neri di Bicci, Madonna con bambino e angeli adoranti (1464), e Fondantico di Tiziana Sassoli che presenta la tavola La Madonna con il Bambino e i santi di Lorenzo Costa, insieme a Giovanni Francesco Barbieri, il Guercino, con una tavoletta con la Fuga in Egitto, primizia giovanile databile al 1615 o poco oltre. Torna il Guercino anche da Cortona Fine Art, che ne seleziona un disegno a matita rossa su carta vergata, San Gerolamo scrivente (c. 1632-1638), mentre Alessandra Di Castro sceglie un documento storico dell’architettura fiorentina: Monumento di Vittorio Alfieri di Antonio Canova nella basilica di Santa Croce a Firenze (1811) di Giuseppe Vannini.

Da Matteo Salamon c’è, invece, gran fermento per un prezioso Canaletto, Il Canal Grande verso sud-est, dal Palazzo Pesaro al Fondaco dei Tedeschi, Venezia del 1744 – un importante new entry nel catalogo del maestro, finora inedito e riapparso solo di recente – come per Madonna col Bambino di Bernardino Luini.

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Le maioliche medicee in mostra da Altomani & Sons

Arti applicate e manifatture preziose: l’alto artigianato alla BIAF

Spazio poi anche all’alto artigianato alla BIAF, alla scoperta o riscoperta dell’eccellenza delle arti decorative e delle più preziose manifatture. Dalle rare maioliche medicee, in mostra da Altomani & Sons, al sontuoso cabinet in legno, tartaruga, rame dorato, corallo e smalti, realizzato dalla Manifattura Trapanese nel XVII Secolo ed esposto dalla galleria Brun Fine Art, che in stand propone una selezione di opere, curata dalla storica dell’arte Pilar Pandini, che vanno dal XV al XVIII Secolo, dal Rinascimento fiorentino ai bronzi dorati del Settecento inglese, passando, appunto, per la lavorazione “a tappeto” di Trapani e i ritratti di Rosalba Carriera.

Non disturba poi citare anche il versante più moderno del saper fare italiano, nello stand di Galleria Carlo Virgilio & C., con la coppa in vetro a murrine di Carlo Scarpa per la celebre Vetreria Venini di Murano.

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Umberto Boccioni, Ritratto dello scultore Ripamonti, 1916. Courtesy Bottegantica

I maestri del Novecento alla Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze

Spazia dal Seicento al Novecento italiano, con inediti ritrovamenti, la proposta di Maurizio Nobile Fine Art, da Bartolomeo Mendozzi, Francesco Furini e Pietro Paolini ai fogli di Aurelio Lomi, Paolo Pagani, Gaetano Gandolfi, dal focus su Felice Giani a un busto di Giacomo Manzù del 1973.

Da Antonacci Lapiccirella Fine Art spicca un unico esemplare noto di Ritmi di Attilio Selva del 1913, esposto alla Terza Mostra della Secessione Romana del 1915, affine, per gusto secessionista, all’Amazzone di Vito Timmel, del 1915, in mostra alla Quadriennale di Torino del 1923.

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Lucio Fontana Courtesy Tornabuoni

Il futuro del classico è in mostra alla BIAF 2026

Non resta, dunque, fuori dal percorso di BIAF, ma ne diventa parte integrante, la rivoluzione dei linguaggi visivi del Novecento, incarnata anche da due opere di Umberto Boccioni – la divisionista Impressione di Venezia del 1907 (Enrico Gallerie d’Arte) e Ritratto dello scultore Ripamonti, un acquerello e pastello del giugno 1916, anno della sua prematura scomparsa (Bottegantica) – o da Gino Severini, presente con Les deux canards (Galleria Russo) e con il papier collé Symbole de l’Eucharistie (Osart Gallery), arrivando ad Alberto Savinio (Senza titolo, 1929, da Galleria d’Arte Frediano Farsetti) e Giorgio de Chirico (Autoritratto delle nuvole, 1948, da Gian Enzo Sperone) e fino a Lucio Fontana. Suo un Concetto spaziale, Attese su tela bianca, che sarà esposto da Tornabuoni Arte. A conferma che l’adesione all’antico, tra cultura e mercato, non ne fa un bene rifugio o anche solo un rifugio nostalgico, ma, come segnalato dal Segretario Generale Bruno Botticelli, “uno strumento vivo e imprescindibile per comprendere la complessità del nostro presente”. In un ricco dialogo anche e proprio con le proposte artistiche più vicine a noi nel tempo.

Cristina Masturzo

BIAF – Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze
Dal 26 settembre al 4 ottobre 2026

Palazzo Corsini, Firenze
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Cristina Masturzo

Cristina Masturzo

Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna "Economia e Mercato dell'Arte" e "Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni" al Master Accademico in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia…

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