Foujita, Yoshitomo Nara, Kusama. Ecco come sono andate le aste di Hong Kong (e c’era anche un Rubens)
Alle Asian Sales di fine settembre, Christie’s, Sotheby’s e Phillips hanno ottenuto risultati altalenanti e qualche sorpresa
Il sipario degli incanti di questo autunno caldo, che a breve entrerà nel vivo con le muscolari vendite in programma a ottobre tra Londra e Parigi, è stato alzato a Hong Kong alle Asian Sales tenutesi dal 28 al 30 settembre 2026. Christie’s, Sotheby’s e Phillips hanno proposto cataloghi strutturati sul gusto del collezionismo locale, inserendo alcune novità che hanno riscosso un discreto successo. Il mercato si è mostrato tuttavia oscillante e misurato, su questi meridiani del globo. Una situazione che probabilmente riflette, da un lato, l’indebolimento dello yen registrato nei mesi scorsi e, dall’altro lato, la buona posizione della Corea del Sud sul mercato dei semiconduttori, il tutto calato in un contesto geopolitico globale fortemente instabile.
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Aste di Hong Kong: da Sotheby’s, il successo di Foujita dalla Collezione Lewis
A dare il via alla sessione è stata Sotheby’s, che ha tenuto il 28 settembre la Modern & Contemporary Evening Auction, anticipata da un’accurata selezione di opere tutte a firma del maestro Léonard Tsuguharu Foujita. Un nucleo di 15 lavori dell’artista che con il suo tratto ha costruito un ponte stilistico tra Oriente e Occidente nel corso del ‘900. Operazioni di questo tipo si sono già viste in passato con artisti del calibro di Sanyu e Le Pho, membri della rinomata École des Beaux-Arts di Parigi in un periodo coloniale in cui diversi artisti si spostavano verso l’Europa per unire tradizioni locali e innovazioni occidentali. In questo caso, il plus della vendita The Foujita Lexicon: Works from the Lewis Collection era il pedigree dei lotti, tutti provenienti da quella stessa collezione Lewis che lo scorso luglio a Londra, sempre da Sotheby’s, ha superato ogni aspettativa. Tutti i 15 lotti hanno trovato un nuovo proprietario, per l’80% sopra le stime massime – il top lot, Le rêve (Hommage à La Fontaine) del 1949, è passato di mano per $3,4 milioni da stime di $510.000-765.000 – con una sale total per questa porzione di serata che si è assestata a HK$67,2 milioni (7,5 milioni di euro circa).
Aste di Hong Kong: Yoshitomo Nara è stato il top lot di Sotheby’s a Hong Kong
Subito dopo è stato svelato il catalogo della Modern & Contemporary Evening Auction, che è partita con il ritiro di un dipinto di Mark Rothko, potenziale top lot della sessione con una stima di $9,9-16,3 milioni. Il mercato ha mostrato un’energia selettiva e prudente, con alcuni picchi raggiunti per le star del mercato asiatico come Yoshitomo Nara e Yayoi Kusama. Il primo con Present (1994) è stato il miglior risultato della serata, a quota HK$71.660.000 (8 milioni di euro circa), mentre Kusama ha raggiunto HK$75 milioni con la vendita di Pumpkin a HK$60,6 milioni e Infinity-Nets a HK$15,4 milioni. Sorprendenti, invece, le vendite delle opere di Marc Chagall che con la sua Les paysans (1971) è passato di mano per HK$49,7 milioni (5 milioni e mezzo di euro circa) e di Pierre-Auguste Renoir, che con Paysage avec figures (1890) ha più che triplicato la stima bassa con un risultato finale di HK$52,2 milioni (6 milioni di euro circa). Anche tra gli invenduti c’è stata qualche sorpresa, specialmente sul lotto 146, la Mouton de pierre di François-Xavier Lalanne, che non ha trovato offerte sufficienti per cambiare proprietario. La casa può festeggiare ad ogni modo un totale di circa HK$956 milioni distribuiti su quattro vendite, con la sola evening sale di arte moderna e contemporanea di HK$ 671,33milioni e HK$ 67,2 milioni di Foujita.

Guanti bianchi e gara aperta per Rubens da Christie’s a Hong Kong
Il 29 settembre 2026, Christie’s ha inaugurato la sua stagione autunnale in Asia con la 20th/21st Century Evening Sale. La vendita ha totalizzato HK$726.421.000 (quasi 90 milioni di euro o 92,6 milioni di dollari) con tutti i lotti venduti e un aumento del 28% rispetto all’anno precedente. L’opera di punta dell’asta è stata Ancient Scientist (1984) di Jean-Michel Basquiat, venduta per HK$76.975.000 (8 milioni e mezzo di euro circa, con diritti), con un prezzo di martello (HK62,5 milioni) inferiore alla stima minima (56–76milioni di dollari), il che non le ha impedito di diventare l’opera più preziosa venduta all’asta in Asia in questo autunno.
Solide conferme sono poi arrivate dalle opere di Zao Wou-Ki’, che col suo Voie Lactée – 09.11.56 (1956) ha toccato quota HK$58.9 milioni (circa 6 milioni e mezzo di euro), e Yayoi Kusama, seppure a valori inferiori alle aspettative e ai risultati di Sotheby’s della sera prima.
A lasciare con il fiato sospeso, invece, è stata la battaglia che si è scatenata su un’opera non usuale per il mercato asiatico: il dipinto di Sir Peter Paul Rubens Landscape with willows. L’intensa gara tra due acquirenti al telefono ha fatto lievitare la stima bassa oltre il triplo, fino all’aggiudicazione per HK$19,2 milioni (2 milioni di euro circa). Dagli Old Masters di Rubens, si è passati all’impressionismo di Cézanne, ai colori di Matisse fino al surrealismo di Dalí, tutti artisti che hanno aggiornato i propri record d’asta in Asia proprio nel corso della sessione.

Da Richter alla video arte di Zhang Peili: l’asta di Phillips a Hong Kong
A chiudere il cerchio delle Asian Sessions è stata Phillips che in due sessioni ha raggiunto un totale complessivo pari a circa 10 milioni e mezzo di euro, guidato da un monumentale Abstraktes Bild (522-1) di Gerhard Richter, esempio della celebre serie Wild Abstracts e passata di mano per oltre HK$23 milioni (2,2 milioni di euro circa). Particolarmente significativa, invece, è stata la forte risposta del pubblico a due importanti opere di Zhang Peili, figura centrale della videoarte cinese e artista che ha partecipato a più edizioni della Biennale di Venezia (1993, 1999 e 2003). Yellow, Blue and Red (1993) e Just For You (1999) hanno ottenuto riscontri solidi, a dimostrazione del fatto di come la videoarte attiri pienamente le attenzioni del collezionismo internazionale e a Oriente.
Antonio Mirabelli
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