Il Louvre blocca la vendita record di Chardin in asta da Artcurial

Una natura morta di Jean-Baptiste Siméon Chardin aggiudicata il 23 marzo da Artcurial allerta il museo francese. Che ora la vuole per sé ed è a caccia dei fondi per acquistarla

Jean-Baptiste Siméon Chardin, Il cestino di fragole selvatiche, 1761. Courtesy Artcurial
Jean-Baptiste Siméon Chardin, Il cestino di fragole selvatiche, 1761. Courtesy Artcurial

La vendita di una natura morta di Chardin a un dealer americano da parte della casa d’aste Artcurial è stata sospesa, perché ora a volerla acquistare ora è il Louvre. 

Solo la scorsa settimana la casa d’aste parigina aveva infatti messo a segno un risultato da record per il pittore Jean Siméon Chardin e la sua opera Il cestino di fragole selvatiche (1761), aggiudicata a un dealer americano per più di 24 milioni di euro. 

Discretamente superiore rispetto alla stima di partenza, dichiarata tra i 12 e i 15 milioni, la cifra è il nuovo miglior risultato in asta per l’artista e lascia indietro l’ultimo record stabilito da La fontaine, venduto da Christie’s a Parigi nel 2021 per circa 7 milioni.

IL LOUVRE SOSPENDE LA VENDITA DA ARTCURIAL

Proprio in questi giorni però a mettersi di traverso alla transazione è addirittura il Louvre, che reclama per sé la possibilità di acquisire l’unico, tra le oltre 120 nature morte di Chardin, cestino di fragole. E proprio in virtù di questa unicità, il museo francese, che al momento non dispone del denaro necessario, così come non ne disponeva per essere tra i bidder di Artcurial evidentemente, si è appellato alla legge in materia di beni culturali. In un’intervista rilasciata a Le Figaro, Laurence des Cars, la Direttrice del Louvre, ha spiegato di aver richiesto e ottenuto che l’opera fosse dichiarata “tesoro nazionale”.

Una volta che in Francia un bene rientra in questa definizione, lo Stato può sospenderne e bloccarne la vendita per un tempo massimo di due anni e mezzo, permettendo così l’esercizio di una prelazione pubblica e di una corsia preferenziale garantita alle acquisizioni statali e impedendo che l’opera esca dai confini nazionali. Oltre a dare in questo caso al Louvre tempo aggiuntivo per reperire le risorse economiche per acquistare il dipinto.  Siamo completamente mobilitati per portarlo nelle collezioni nazionali”, continua des Cars.

ARTCURIAL: LE PROSSIME STRATEGIE

Intanto da Artcurial, che secondo The Art Newspaper avrebbe fatto richiesta del certificato di esportazione solo dieci giorni prima dell’asta – un periodo troppo breve per questo tipo di procedure – arrivano manifestazioni di grande serenità e la casa d’aste dichiara di essere disponibile ad aspettare la prossima mossa del museo, considerando l’importanza dell’opera.

Il Louvre dovrà, infatti, capire come raccogliere i fondi necessari per conquistare Il cestino di fragole selvatiche di Chardin. Attualmente, infatti, il museo destina circa il 20% del ricavato dai biglietti di ingresso al budget per le acquisizioni, per una cifra che però si aggira intorno ai 6/7 milioni di dollari annui, stando a quanto riporta The Art Newspaper, che, anche moltiplicata per due buone annate, è ancora lontana dal necessario. Mentre ci si interroga sull’opportunità di una spesa così alta, considerando pure che sono già più di quaranta le opere di Chardin conservate oggi nelle collezioni del Louvre. Certo, però, non c’è questo unico cestino di fragole. 

– Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna Economia e Mercato dell'Arte e Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni al Master in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. È responsabile e contributor dell’area di mercato dell’arte di Artribune Magazine. Nel 2020 è stata tra i coordinatori del Forum dell'arte contemporanea italiana. Collabora con il Dipartimento di Arti Visive di NABA (Milano, Roma) e con FM Centro per l’Arte Contemporanea (Milano) e segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell’arte e progetti editoriali indipendenti. Suoi testi sono stati pubblicati in magazine e cataloghi.