Afrodite di Hamilton. Creduta scomparsa, la mitologica scultura riappare in un’asta da Sotheby’s

Il 7 dicembre 2021 sarà all’incanto con una stima di partenza compresa tra i due e i tre milioni di sterline. L’antica statua, di cui si erano perse le tracce, era apparsa per l’ultima volta in un’asta di New York nel 1949, oltre settant’anni fa. Ecco tutta la storia

A Marble Figure of the Capitoline Aphrodite, Roman Imperial, 1st2nd Century A.D., with 18th Century Restorations. Courtesy Sotheby's

Dall’antica alla moderna Roma, da Roma alla Scozia, dalla Scozia a Londra e poi a New York, dove scomparì. Ci riferiamo al giro, tra mercanti, mecenati e case d’aste, fatta dall’Afrodite di Hamilton, una scultura in marmo, risalente al I o II secolo d.C., che raffigura l’”Afrodite Capitolina” di straordinarie dimensioni, 187 cm di altezza. Vero trionfo dell’arte romana, questa scultura è un giusto tributo ad Afrodite stessa, l’antica dea dell’amore e incarnazione della bellezza femminile. Deriva dal modello prassitelico dell’Afrodite cnidia (IV secolo a.C.) oggi perduto, e raffigura la dea stante con il peso sulla gamba sinistra, la testa volta a sinistra, i capelli ondulati divisi al centro e legati, e le orecchie forate per gli orecchini. L’Afrodite di Hamilton sarà messa in vendita, a Londra, da Sotheby’s, il 7 dicembre 2021 con una stima tra i 2 ed i 3 milioni di sterline. Si tratta dell’unico esemplare “integro” della statua della dea offerto in asta negli ultimi 20 anni, che si era ritenuto perduto per sempre.

LA STORIA DELL’AFRODITE DI HAMILTON

Le prime tracce dell’Afrodite di Hamilton risalgono al 1775, trattata, a Roma, dal mercante d’arte e pittore neoclassico Gavin Hamilton (Lanark 1723 – Roma 1798). Nel 1776 il duca di Hamilton (non imparentato con l’omonimo mercante) se ne innamorò a prima vista e l’acquistò portandola nella sua enorme tenuta, Hamilton Palace, di Lanarkshire in Scozia, dove è rimasta per 144 anni fino al 1919, quando fu venduta dalla casa d’aste Spink and Son di Londra al magnate dell’editoria William Randolph Hearst. Nel 1940 l’Afrodite di Hamilton cambiò ancora di proprietà venendo acquistata, per 2 mila dollari, dal mercante d’arte di origini ungherese Joseph Brummer, scomparso nel 1947. Nel 1949 l’ultima apparizione della statua, venduta all’asta, a New York, dalla famiglia di Brummer, alla Parke-Bernet Galleries. Da quella vendita se ne sono perse le tracce fino a ricomparire in questi giorni, sperando che il prossimo acquirente sia un’istituzione culturale, auspicabilmente italiana, che la possa esporre al pubblico. Si spera che, prima o poi, spunteranno dal nulla altri capolavori greci o romani, magari qualcosa che proviene dalle parti di Riace.

– Mario Bucolo

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Mario Bucolo
Mario Bucolo è fotografo professionista (awards winners come si dice di chi ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali), pur amando definirsi ‘artigiano dell’immagine’, specializzato in architettura, landscape, viaggi. Catanese, vive e lavora a Londra da alcuni anni. Ma Mario Bucolo è anche un esperto in marketing, comunicazione, visibilità e social media prevalentemente per i musei e per il settore cultura, lavorando e presentando studi nel settore sin dal 1991, anche nel ruolo di co-fondatore dell'iniziativa Europea 'Medici Framework' e di editore del portale mondiale sui musei. Nel 2008 ha contribuito, come guest author, all'ultimo libro di Philip e Neil Kotler sul marketing per i musei con un capitolo su "Musei ed E-communication". Nel 2010 è stato candidato alla presidenza di ICOM Italia. Prima ancora, dal 1984, è stato tra i pionieri europei delle applicazioni multimediali interattive (kiosk, Laser disc, Cd-Rom etc).