Le aste londinesi durante la Frieze week. I report delle vendite di Sotheby’s e Christie’s

La settimana dell’arte londinese è stata animata anche dalle aste battute da Sotheby’s e Christie’s. Ha fatto clamore la vendita, per 16 milioni di sterline, di “Love is in the bin” di Banksy, ma anche l’arte italiana è stata grande protagonista. Ecco com’è andata

Asta Christie's
Asta Christie's

Si sono appena svolte le aste londinesi che Sotheby’s e Christie’s solitamente programmano in coincidenza di Frieze London, e che dopo 20 mesi hanno visto il ritorno dei collezionisti e dei dealer in presenza, e molti giovani, nelle sale vendite delle due case d’aste. A parte l’exploit di ‘Love is in the bin’ di Banksy, le due aste sono state letteralmente dominate dall’arte italiana. Sette erano i lotti in vendita da Sotheby’s ed otto da Christie’s, tutti venduti, più o meno dentro i valori di stima da Christie’s e con una rendita al martello superiore alle stime per sei su sette lotti da Sotheby’s. Interessante notare come i lotti in vendita sono stati frutto di una attenta ricerca e selezione: quasi tutti provengono da collezioni private dove sono rimasti per anni dopo essere stati acquistati direttamente dagli artisti o dalle loro prime gallerie. Le opere erano di Boetti, de Chirico, Manzoni, Fontana, Gnoli, Burri, Melotti, Manzoni, Castellani. Claudia Dwek di Sotheby’s ha definito il risultato come un testamento del potente appeal che i maestri dell’arte italiana hanno a livello internazionale. Mariolina Bassetti di Christie’s era entusiasta al termine dell’asta: “l’arte italiana ha dimostrato stabilità. Boetti, Fontana, Gnoli star dell’asta, hanno mantenuto dei prezzi solidi e un mercato sano e genuino. Compratori privati italiani e internazionali seguono sempre con grande attenzione i capolavori italiani presentati nelle aste. ‘Thinking italian’ (il capitolo di aste di Christie’s dedicato all’arte italiana) ora sarà incluso nelle aste internazionali di Honk Kong, New York, Parigi per dimostrare la presenza e l’importanza del gusto e della cultura italiana nel mondo”. In generale, l’asta di Sotheby’s ha dato l’impressione di esser stata più speculativa mentre quella di Christie’s più solida.

L’ASTA DA SOTHEBY’S

Numerosi i record maturati da Sotheby’s, con Etel Adnan, Flora Yukhnovich, Ewa Juszkiewicz, Miriam Cahn, Jadé Fadojutimi, Cinga Samson, Oli Epp, Paula Rego. Si inizia subito col record di Etel Adnan, untitled, battuto a 280 mila sterline (353mila col premio), a seguire il successo per Hilary Pecis che ha raddoppiato, in 10 minuti di asta, la stima massima e poi per Flora Yukhnovich con un’opera stimata 60/80 mila sterline e battuta a 1,85 milioni di sterline (2,25 col premio). Segue il record di Ewa Juszkiewicz, il cui lotto stimato al massimo 40 mila sterline viene battuto a 280 mila (353 mila con premio). A seguire la star della serata Love is in the bin di Banksy che ha preceduto Superficie bianca n.33 di Enrico Castellani, battuta a 1,05 milioni di sterline (1,3 con premio) a fronte di 8000mila di stima massima. La Mappa di Boetti batte il record per le Mappe fermando il martello a 2,5 milioni (3,04 con premio). Le tre grandi opere di Gerhard Richter vengono battute all’interno del range di stima, rispettivamente a 8.2, 6.7 e 5 milioni di sterline al martello. Achrome di Manzoni batte a 540 mila sterline contro i 400 di stima, Superficie bianca di Castellani a 750 mila contro 450 di stima, E il resto di Boetti a 310 contro 300. Un lotto di Kazuo Shiraga resta invenduto a 1,9 milioni di sterline, poco prima del record di M. Cahn la cui opera diesen fruhling uberlet batte 65 mila di martello al doppio della stima e del record di Fadojutimi, la cui The Barefooted Scurry Home passa dalle 250 mila sterline di stima massima a 670 mila di martello (826 mila con premio). Quasi a chiudere Senza titolo di Boetti viene battuto a 320 mila sterline, poco al di sopra della stima minima, e La bestia nera, veliero di Melotti a 210 mila. C’è tempo per l’ultimo record, Love song di Oli Epp, battuta a 140 mila sterline contro 35 mila di stima massima.

L’ASTA DA CHRISTIE’S

Il primo lotto in vendita da Christie’s è di Cecily Brown, There’ll be bluebirds, opera donata dalla stessa artista e dalla Thomas Dane Gallery per supportare l’iniziativa benefica ClientEarth. L’opera, stimata 500/700 mila sterline, è stata messa in vendita a partire 400 mila ed ha chiuso, dopo una lunga battaglia tra sala e batteria telefonica, a 2,9 milioni di sterline (3,5 col premio). Si procede con Paint while screaming di Emily Mae Smith, che da una stima di 30 mila sterline viene battuta a 95 mila, e Me me me di Shara Hughes, che raddoppia la stima battendo a 350 mila sterline, così come Kaba on a chair di Hilary Pecis che addirittura triplica la stima battendo il martello a 180 mila sterline. Audition di Hurvin Anderson viene messa in vendita a 600 mila sterline a fronte di una valutazione di 1,5 milioni e dopo una asta molto combattuta batte il martello a 6,2 milioni (7,36 con premio), raddoppiando il record dell’artista. Guest house garden di Hockney, per la prima volta in asta, viene battuto alla stima minima di 5 milioni di sterline (5,8 con premio), mentre un lotto di Peter Doig resta invenduto a 3,2 milioni. La Girl with Balloon di Banksy si “ferma” alla stima minima di 2,6 milioni (3 con premio). L’NFT di Yuga Labs viene venduto in sala alla stima minima di 800 mila sterline (982mila con premio). Because it hurts the lungs di Basquiat batte il martello a 6,95 milioni di sterline (8,2 con premio), 50 mila sotto la stima minima. Benissimo Still Life (Flowers) di Hockney, che quasi doppia la stima massima. Poi tocca agli italiani, Mappa di Boetti batte a 1,9 milioni (2,3 con premio). L’opera di Gnoli in vendita batte a 1,8 milioni (2,2 con premio) mentre il Fontana da 11 tagli ferma il martello a 3,2 milioni (3,7 con premio), Ferro di Burri batte a 360 mila (450 con premio), Achrome di Piero Manzoni batte a 1,1 (1,35 milioni con premio) e Superficie rigata di Castellani ferma il martello a 350 mila sterline (438 con premio), mentre Linea di Manzoni chiude a 90 mila (112,5 con premio). Ultimo lotto italiano Le Muse inquietanti di de Chirico, che viene venduto a 410 mila sterline (512 mila con premio).

– Mario Bucolo

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Mario Bucolo
Mario Bucolo è fotografo professionista (awards winners come si dice di chi ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali), pur amando definirsi ‘artigiano dell’immagine’, specializzato in architettura, landscape, viaggi. Catanese, vive e lavora a Londra da alcuni anni. Ma Mario Bucolo è anche un esperto in marketing, comunicazione, visibilità e social media prevalentemente per i musei e per il settore cultura, lavorando e presentando studi nel settore sin dal 1991, anche nel ruolo di co-fondatore dell'iniziativa Europea 'Medici Framework' e di editore del portale mondiale sui musei. Nel 2008 ha contribuito, come guest author, all'ultimo libro di Philip e Neil Kotler sul marketing per i musei con un capitolo su "Musei ed E-communication". Nel 2010 è stato candidato alla presidenza di ICOM Italia. Prima ancora, dal 1984, è stato tra i pionieri europei delle applicazioni multimediali interattive (kiosk, Laser disc, Cd-Rom etc).