Arriva in Italia ARTE Generali, la nuova assicurazione dedicata alla protezione delle opere d’arte

Innovazione digitale e competenze specifiche sono alla base della nuova offerta di soluzioni assicurative dedicate alla protezione delle opere d’arte, messe a punto dal Gruppo Generali, per la prima volta in Italia. Ce lo ha spiegato nei dettagli in questa intervista Italo Carli, alla guida del progetto.

Torre Generali - Milano credit Salvatore Aquilani
Torre Generali - Milano credit Salvatore Aquilani

Era stato annunciato un anno fa a Milano, con la campagna pubblicitaria firmata da Oliviero Toscani e Maurizio CattelanARTE Generali, nuova piattaforma di servizi dedicata all’assicurazione delle opere d’arte, guidata dal Gruppo Generali e sviluppata grazie a Giovanni Liverani, CEO Generali Deutschland e Jean Gazançon, CEO di ARTE Generali a livello mondiale. Il programma è stato reso operativo già nel corso del 2020 in Germania – il secondo mercato per l’arte nel mondo dopo gli Stati Uniti e il primo in Europa come patrimonio complessivo stimato di opere d’arte – dove risiede, a Monaco di Baviera, la sede di ARTE Generali. Ora è il turno dell’Italia: l’offerta di soluzioni assicurative, basata principalmente sulla digitalizzazione di servizi specializzati, è attualmente disponibile per collezionisti privati e mostre, mentre per quanto riguarda le istituzioni artistiche e culturali (musei, fondazioni e collezioni d’impresa) bisognerà aspettare i primi mesi del 2021.

Centauro Morente di Giorgio de Chirico, in prestito alla Kunstalle di Amburgo
Centauro Morente di Giorgio de Chirico, in prestito alla Kunstalle di Amburgo

GENERALI NO PROFIT: VALORE CULTURA

Generali si è contraddistinta nel mondo dell’arte con un ruolo di mecenate già dal 2016, con il programma Valore Cultura, attraverso il quale sono stati riqualificati edifici storici aperti al pubblico (vi avevamo parlato di Palazzo Bonaparte a Roma e di Ca’ Corniani a Caorle); in questo arco di tempo, ha sostenuto teatri, mostre e laboratori per giovani studenti. In cinque anni sono state organizzate complessivamente 130 attività no profit, con 5 milioni di visitatori e 50 mila studenti coinvolti. L’attività di Generali proseguirà nel 2021 anche all’estero, con una grande mostra alla Kunsthalle di Amburgo su Giorgio de Chirico di cui Generali Deutschland è main sponsor e per la quale ha prestato un’opera proveniente dalla collezione privata: l’esposizione inaugurerà il 22 gennaio, salvo impedimenti dovuti alla pandemia.

Italo Carli
Italo Carli

ARTE GENERALI: INTERVISTA A ITALO CARLI

Tornando alla nuova offerta assicurativa, abbiamo intervistato Italo Carli, nominato Head of ARTE Generali in Italia. Laureato in ingegneria elettronica presso il Politecnico di Milano, è membro dell’Accademia dell’AIFO (Associazione Italiana Family Office) e relatore in numerosi seminari relativi alla protezione dell’arte e all’innovazione dei servizi per l’arte (“artech”): ci ha spiegato in cosa consiste la realtà di ARTE Generali e quali sono i punti cardine del suo programma.

Procuratie Vecchie Venezia credit Alessandra Chemollo
Procuratie Vecchie Venezia credit Alessandra Chemollo

Il programma di ARTE Generali, annunciato circa un anno fa, è stato prima veicolato in Germania, per poi aprirsi ad altri paesi, tra cui ora l’Italia. Qual è l’esperienza maturata in questo primo anno di vita all’estero?
Abbiamo costruito un modello di offerta che non è solo un prodotto assicurativo, poiché comprende una serie di servizi messi a disposizione del cliente: ovvero, la cosiddetta “conciergerie”. Inoltre, abbiamo definito quattro aree specifiche: Protezione, Conservazione, Valorizzazione e Valutazione, garantite attraverso un network di esperti. Questo è il nostro impegno contrattuale, previsto nella polizza. In questo impegno rientrano anche gli strumenti digitali che mettiamo a disposizione sia del cliente che dei nostri intermediari distributivi. L’esperienza della Germania, quindi, ci è servita nella costruzione di questa struttura e di questo modello di offerta.

Il vostro obiettivo è arrivare tra i primi tre operatori dell’assicurazione per l’arte in Europa nel medio termine (ossia cinque anni), e raggiungere il primato nel lungo termine. Quali sono i punti chiave della vostra strategia per un traguardo così ambizioso?
Il fondamento della nostra ambizione è basato anzitutto sulla competenza assicurativa e sulla solidità finanziaria, che il Gruppo Generali garantisce in quanto uno dei gruppi assicurativi più importanti al mondo. Il secondo aspetto consiste nell’innovazione: siamo infatti consapevoli di operare in un mercato che non ha mai avuto grosse evoluzioni tecnologiche negli ultimi anni, al quale vogliamo dare un approccio più moderno e coerente rispetto al secolo in cui viviamo. Parliamo quindi di una grossa attenzione al servizio, inserendo anche un’innovazione tecnologica che siamo convinti ci consentirà di avere un modello di offerta, di servizi, di posizionamento nei confronti dei clienti più adatto. Per questo, sappiamo di avere le possibilità di raggiungere una quota di mercato importante.

Leggiamo che con ARTE Generali arriva “un’offerta unica sul mercato e senza precedenti nella storia del Gruppo in Italia”: cosa dobbiamo aspettarci, in pratica?
Ribadisco che il mondo del Fine Art, in particolare, è stato immune da qualsiasi innovazione tecnologica negli ultimi anni. ARTE Generali mette ora a disposizione dei clienti e dei partner intermediari una app per poter raccogliere informazioni, catalogare le opere, dare valutazioni in remoto, avere informazioni di mercato e avere accesso ai servizi di assistenza. Si tratta sicuramente di un fattore di forte innovazione per questo mercato, e sarà disponibile da domani. A fronte del fattore tecnologico, mettiamo a disposizione anche una forte competenza specifica che raggiunge ogni aspetto del settore arte.

In che modo?
Oltre alle forti competenze del team di ARTE Generali – sia sul piano assicurativo sia relativo alla storia dell’arte – che consentono di disegnare un’offerta su misura su tutte le tipologie di clienti, abbiamo costruito e formalizzato all’interno del servizio di conciergerie una rete di partner esterni specializzati e attentamente selezionati.

Ci può fare un esempio?
All’interno di questa rete si può trovare qualsiasi profilo professionale di cui può necessitare un nostro cliente, come ad esempio potrebbe essere un restauratore specializzato in mobili antichi del Trecento. Si tratta di un network strutturato e di un servizio h24 attivo 7 giorni su 7 al quale il cliente si può affidare.

Nella presentazione del progetto è evidente la vostra intenzione di fare leva non solo sulla qualità dei servizi offerti, ma anche sul legame “emozionale” tra il collezionista e la sua opera, parlando addirittura di ARTE Generali come “life-time partner”. In che modo riuscirete a valorizzare questo aspetto?
Questo fa parte dei valori condivisi del team di ARTE Generali, ed è quello che accomuna anche la selezione dei partner. I criteri attraverso i quali selezioniamo i nostri collaboratori sono: essere appassionati di questo mondo, avere una visione di lungo termine e avere la consapevolezza che siamo custodi di un patrimonio dell’umanità. Perché anche un oggetto appartenente a un privato ha questa funzione: viene custodito e conservato per poi, un giorno, essere tramandato. Nella nostra visione è costante la presenza della tecnologia ma con un forte “human touch”.

-Giulia Ronchi

https://www.artegenerali.com/
https://www.generali.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.