A New York si parla italiano: i risultati delle aste Sotheby’s nella Grande Mela

Le aste newyorkesi di Sotheby’s reggono bene, con l’arte italiana protagonista (dopo i risultati incerti di Londra). In asta anche automobili e una collaborazione tra Banksy e Damien Hirst

Le aste di Sotheby's New York

Dopo i recenti appuntamenti con la staffetta Parigi-Londra, Sotheby’s New York ha proposto altre due aste super classiche, Contemporary Art e Impressionist & Modern Art. Entrambe però sono state trasmesse in streaming (seguite da oltre un milione di persone tra social media e TV autorizzate a trasmetterle live) e condotte da Londra dal frontman di Sotheby’s Oliver Barker che ha coordinato live tre sales room, la Grande Mela (la più attiva in assoluto), Londra ed Hong Kong. Si parte con Contemporary Art, che totalizzato vendite per 143 milioni di dollari, con il 95,1% dei lotti venduti all’interno del valore di stima media di 128 milioni e massima di 184 milioni di dollari. L’asta Impressionist & Modern Art ha invece totalizzato 141 milioni di dollari con tutti i lotti venduti a fronte di una stima minima di 111 milioni e massima di 160. Il totale delle vendite è stato quindi di 284 milioni di dollari. Sulla piazza americana evidentemente si vende ancora molto bene. Ma a livello mondiale le aste Contemporary, Impressionist e Modern Art di Sotheby’s hanno venduto per oltre 500 milioni di dollari nel solo mese di ottobre.

10459 Lot 115 Giorgio de Chirico, Il Pomeriggio di Arianna (Ariadne's Afternoon)
10459 Lot 115 Giorgio de Chirico, Il Pomeriggio di Arianna (Ariadne’s Afternoon)

IL MADE IN ITALY IN AMERICA

In entrambe le aste gli artisti (o quantomeno il made in Italy) hanno avuto un ruolo predominante. L’asta Contemporary Art ha addirittura trattato la vendita di un’auto (anzi tre), per la seconda volta nella storia, dopo la Ferrari di Schumacher venduta a 7,5 milioni di dollari nel novembre 2017. Sono state battute in unico lotto tre rarissime e bellissime Alfa Romeo Berlina Aerodinamica Tecnica Concepts, per brevità chiamate B.A.T., del 1953, ‘54 e ‘55 disegnate da Franco Scaglione e carrozzate da Bertone. Sono state messe in asta a 10 milioni e vendute (dalla sales room di NYC) a 13,2 milioni di dollari (14,8 col premio), poco sotto i valori di stima variabili tra 14 e 20 milioni. In asta anche il Dining Table di Carlo Mollino, messo in vendita a 1,6 milioni di dollari a fronte di una stima tra i 2 ed i 3 milioni e che, dopo 10 minuti di battaglia tra vari agenti al telefono, è stato battuto a 5,15 milioni di dollari (6,2 col premio) realizzando non solo il record per l’artista ma anche quello di ogni oggetto di design italiano. L’opera è stata messa in vendita dal Brooklyn Museum per supportare il museo e la sua stessa collezione. Le opere del museo hanno realizzato un totale di 12,6 milioni di dollari, oltre al tavolo di Mollino anche due Dubuffet venduti a 3,16 milioni e 3,3 milioni di dollari. Ma anche il Palm Springs Art Museum ha messo in vendita una sua opera per sostenere la collezione ed il fondo Steve Chase per nuove acquisizioni, nella fattispecie Carousel di Helen Frankenthaler, battuta a 3,9 milioni di dollari (col premio 4,7 a fronte di 3,5 di quotazione massima).

Le aste di Sotheby's New York
Le aste di Sotheby’s New York

I BASQUIAT DI NAVARRA

In asta anche due Basquiat, Black e Jazz, provenienti dalla collezione di Enrico Navarra (scomparso lo scorso agosto), gallerista, collezionista ed editore di libri d’arte e ‘padrino’ artistico dell’artista. Entrambe le opere erano stimate tra i 4 ed i 6 milioni di dollari e messi in asta a partire da 3,6 milioni, Black ha raggiunto i 6,85 milioni di dollari (8,1 con il premio) dopo una lunga battaglia a colpi di rilanci, mentre Jazz si è fermato a 5,8 milioni (6,9 col premio) dopo un timido tentativo di rilancio da parte dello stesso acquirente di Black. Bene anche Jordan Casteel con Barbershop che ha aperto l’asta ed è stato battuto a 450 mila dollari (564mila con premio) posizionandosi al secondo posto delle vendite dell’artista. Regge ottimamente anche Frank Stella con un’opera del 1968 che è stata battuta a 6,8 milioni di dollari (8,1 col premio). Come lotto di chiusura è stato proposto Sorry, the Lifestyle You Ordered is Currently Out of Stock, creato in collaborazione tra Banksy e Damien Hirst, stimato tra i 2 ed i 3 milioni di dollari è stato battuto, per un acquirente di Londra, a 1,9 milioni (2,3 col premio). Tra gli altri lotti, da notare Sumac 17, di Calder, stimata tra i 6 e gli 8 milioni di dollari, messa in asta a 5,5 e battuta a 7 milioni (8,3 con premio). E poi Abstraktes Bild di Gerhard Richter che stimato tra i 2 e i 3 milioni di dollari è stato battuto a 4,1 milioni (5 con il premio). A seguire una scultura di Donald Judd Untitled, battuta a 4,3 milioni (5,2 col premio). Tutti pazzi per Matthew Wong e per il suo Dialogue che a fronte di una stima tra i 200 ed i 300 mila dollari, è letteralmente volato in pochi secondi a 1,4 milioni (1,7 con premio). L’immancabile Fontana aveva in asta Concetto spaziale, attesa, bianco, opera battuta a 2,5 milioni (3 con premio). Due gli invenduti ed uno di gran rilievo Untitled (Black on Maroon) di Mark Rothko, stimato tra i 25 ed i 35 milioni di dollari, messo in vendita a 21 si è fermato a 24 milioni e Trio di Mark Tansey che non è stato venduto a 2,8 milioni di dollari a fronte di una stima tra i 3 ed i 5 milioni. Ma all’appello finale dell’asta sono mancati alcuni lotti di gran rilievo, di Brice Marden stimato tra i 10 e i 15 milioni di dollari e 1957-G di Clyfford Still, stimato tra 12 e 18 milioni. Ritirati anche Two Flags on Orange di Jasper Johns stimato tra 7 e 10 milioni di dollari, la scultura Untitled di Judd stimata tra 4 e 6 milioni. Infine Chikuusei Shohao di Kazuo Shiraga stimato da 3,5 a 5 milioni.

10459 Lot 123 Mary Cassatt, The Sun Bath, with Three Figures
10459 Lot 123 Mary Cassatt, The Sun Bath, with Three Figures

IMPRESSIONISTI & MODERN ART

L’asta dedicata a Impressionist & Modern Art è stata coordinata comunque da Oliver Barker anche se sinceramente ci aspettavamo la staffetta usuale con Helena Newman, occupata comunque a gestire telefonicamente i clienti VIP. Anche questa asta è stata dominata da artisti italiani, in primis Alberto Giacometti e Giorgio de Chirico. Del primo c’erano originariamente in vendita tre sculture ma Femme de Venise IV e Grande Femme I sono state vendute privatamente mentre in asta è andata Femme Leoni del 1947. Stimata tra i 20 ed i 30 milioni di dollari è stata messa in asta a partire da 18 milioni per esser battuta, in 5 minuti, ad un collezionista collegato con la sales room di Hong Kong, a 22,6 milioni (25,9 con il premio). L’opera Il Pomeriggio di Arianna di Giorgio de Chirico era stimata tra i 10 ed i 15 milioni di dollari, messa in asta a 8,5 è stata battuta, dopo 9 minuti di battaglia a colpi di rilanci, a 13,6 milioni (15,9 col premio) stabilendo il nuovo record per l’artista italiano. Dietro all’opera di Giacometti il Van Gogh, Fleurs dans un verre, stimato 14/18 milioni di dollari, messa in vendita a 12,8 e battuta a 13,9 milioni (16 con premio). Recuperata dalla galleria Fischer di Lucerna nel 1946 e restituita alla famiglia di Alfred Lindon, dal 1963 al 1998 ha fatto parte della rinomata collezione di Reader’s Digest per poi restare in una collezione privata per oltre 20 anni. Star della serata anche Magritte con l’opera L’Ovation, stimata 12/18 milioni di dollari, messa in vendita a partire da 8 milioni e battuta a 12 milioni (14 col premio della casa d’aste) e con Rêverie de Monsieur James del 1943 battuta a 4,2 milioni (5,1 con premio) a fronte di 5/7 di stima, proveniente dalla collezione dell’attrice Sandra Moss. Tra i due Magritte, nell’elenco dei lotti venduti al prezzo più alto, si inserisce Man Ray con Black Widow (Nativity) che stimata tra i 5 ed i 7 milioni di dollari è stata battuta a 4,8 (5,8 con premio), risultando la seconda opera più venduta dell’artista che ha il suo record a 5,9 milioni di dollari. Poi Monet con Les Iles à Port-Villez del 1897, battuta – sopra la stima massima – a 3,8 milioni di dollari (4,6 con premio), Chagall con Les Amoureux aux coquelicots, battuta sotto la stima minima a 3,6 milioni (4,4 con premio), Mary Cassat con The Sun Bath, with Three Figures che viene venduta, sopra la stima massima, a 3,6 milioni di dollari (4,4 con premio) e Pierre Bonnard con La Chevelure d’or del 1924 che viene venduta al massimo della stima cioè 3,5 milioni di dollari (4,3 con premio). Dalla collezione della Moss, oltre al Magritte è stata venduta, a 1,1 milioni di dollari, anche l’opera Los Amantes, del 1970, di Botero. Il buon Picasso si è difeso con 5 opere in asta per un totale di 9,2 milioni di dollari, 2,4 (ben oltre la stima massima di 1,5 milioni) realizzati da Téte de femme del 1958.

10459 Lot 104 René Magritte, Reverie de Monsieur James
10459 Lot 104 René Magritte, Reverie de Monsieur James

LE OPERE DEL BROOKLYN MUSEUM

Anche in questa asta il Brooklyn Museum ha messo in vendita alcune delle sue opere per un totale realizzato di 7,2 milioni di dollari, 4,6 realizzati dal già citato Monet Les Iles à Port-Villez, le altre opere erano di Mirò Couple d’amoureux dans la nuit, veduta per 1,16 milioni di dollari (sotto stima minima), di Matisse Le Carrefour de Malabry, venduta a 746 mila dollari e di Degas, Femme due assise, s’essuyant yes cheveux, venduta a 685 mila dollari. Impressionist & Modern Art è stata un’asta milionaria, con tutti i lotti venduti, ma col neo di 19 lotti, su 36, venduti – al prezzo di martello – sotto la stima minima e solo 6 oltre la stima massima. La crisi dovuta alla pandemia sta creando una grande breccia nel tradizionale sistema di vendita delle case d’aste. Già la scorsa settimana il CEO di Christie’s aveva accennato al non dover più sottostare alla tradizionale calendarizzazione delle aste, ma anche Sotheby’s sta modificando la propria attività. A proposito delle vendite private delle due sculture di Giacometti, anche Amy Cappellazzo, Chairman di Sotheby’s dipartimento Global Fine Art ha parlato – a margine delle due aste – della necessità di ripensare alle tradizionali aste sia in termini di calendari che di modalità, per cercare di offrire importanti opere d’arte ai propri clienti con nuove opportunità, più flessibili e su misura.

– Mario Bucolo

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Mario Bucolo
Mario Bucolo è fotografo professionista (awards winners come si dice di chi ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali), pur amando definirsi ‘artigiano dell’immagine’, specializzato in architettura, landscape, viaggi. Catanese, vive e lavora a Londra da alcuni anni. Ma Mario Bucolo è anche un esperto in marketing, comunicazione, visibilità e social media prevalentemente per i musei e per il settore cultura, lavorando e presentando studi nel settore sin dal 1991, anche nel ruolo di co-fondatore dell'iniziativa Europea 'Medici Framework' e di editore del portale mondiale sui musei. Nel 2008 ha contribuito, come guest author, all'ultimo libro di Philip e Neil Kotler sul marketing per i musei con un capitolo su "Musei ed E-communication". Nel 2010 è stato candidato alla presidenza di ICOM Italia. Prima ancora, dal 1984, è stato tra i pionieri europei delle applicazioni multimediali interattive (kiosk, Laser disc, Cd-Rom etc).