Notti di Impressionisti a Londra. Male Christie’s, bene Sotheby’s ma non benissimo

Il report delle aste di Londra da Christie’s e Sotheby’s. Aspettando gli appuntamenti dedicati all’arte contemporanea…

Aste/ Impressionisti & Modern Art 2019, Londra ph. Mario Bucolo
Aste/ Impressionisti & Modern Art 2019, Londra ph. Mario Bucolo

Giorni di aste a Londra, si sono appena svolti gli appuntamenti dedicati dalle due principali case d’asta agli Impressionisti ed all’arte moderna e la prossima settimana si svolgeranno gli eventi d’arte contemporanea. Come al solito le preview dei lotti in vendita attraggono migliaia di visitatori dando occasione di poter vedere opere provenienti e destinate a collezioni private. Da Sotheby’s l’ingresso è stato trasformato in un giardino appositamente studiato come riferimento alle Ninfee di Monet, opera principale in asta.

L’ASTA CHRISTIE’S

Iniziamo la cronaca dall’asta di Christie’s che è andata abbastanza male ma che ha visto una inusuale attività di acquirenti in sala che in ben 9 casi si sono aggiudicati le varie “battaglie” contro acquirenti collegati telefonicamente. A proposito di telefoni, un fatto curioso, all’inizio dell’asta il Global President di Christie’s, e usuale battitore, Jussi Pylkkänen ha segnalato che Vodafone aveva problemi di linea nella zona invitando quindi i presenti in sala (ovviamente invito rivolto ai vari agenti e consulenti d’arte che acquistano per conto dei loro clienti) ad usare la rete wifi interna. Stante le stime ci si aspettavano vendite tra i 64 ed i 100 milioni di sterline ed invece l’asta ha racimolato poco più di 36 milioni con 3 opere ritirate (tra le quali uno dei Picasso in vendita), 10 vendute al di sotto della stima minima, solo 4 al di sopra della stima massima e ben 5 invenduti tra i quali una delle opere di punta dell’asta, il Matisse “Le collier d’ambre” invenduto a 4,2 milioni di sterline (ma che probabilmente troverà un acquirente in vendita privata), il Magritte “Le pare du vautour” invenduto a 2,4 milioni, il divano disegnato da Salvador Dali a forma di labbra invenduto a 280mila sterline e poi “Eucalyptus et Oliviers” di Cross che non è passato di mano a 850 mila sterline, un Pissarro a 1,3 milioni, un Otto Dix a 440 mila ma soprattutto la star della serata “Femme dans un fauteuil” di Fernand Léger che messo in asta a 17 milioni di sterline è andato invenduto a 19,5.

I VENDUTI

Tra le opere vendute ci si aspettava probabilmente di più dal PicassoHomme et femme nun” che partito da 7 milioni è stato aggiudicato a 10,8 all’interno della stima prevista tra i 10 ed i 15 milioni, probabilmente supportato dal garante. Eppur l’asta era partita bene con il primo lotto, un Egon Schiele venduto a un milione di sterline contro i 300 di stima massima. Bene anche Chagall col lotto 7 battuto a 1 milione contro i 700 mila di stima massima. Oltre la stima massima anche un Hoch a 520 mila sterline. Come scritto grandi affari dalla sala, incredibilmente attiva, con collezionisti ed agenti che si sono aggiudicati una scultura di Laurens a 1,4 milioni, un disegno di Dali a 800 mila, il Picasso “Composition” a 320 mila sterline, il Magritte “Le Palais de rideaux” a 550 mila, “Oreste e Pilade” di De Chirico a 140 mila, “Aline ed Valcour” di Man Ray a 660 mila, “Monstre” di Picabia a 400 mila, un Breton a 200 mila ed il Picasso “Le Peintre” ad 1 milione e 750 mila sterline.

L’ASTA SOTHEBY’S

Passiamo all’asta di Sotheby’s tenutasi la sera successiva a quella di Christie’s e che iniziava proprio con l’incognita dell’insuccesso dell’asta concorrente. Nessun lotto ritirato, 5 con riserva e ben 7 con garanzia. Solo due lotti invenduti, un bronzo di Gonzalez a 600 mila sterline e “Peinture” di Mirò a 2,2 milioni, 10 lotti aggiudicati sotto la stima minima e 4 sopra la stima massima, da segnalare la bassa attività da parte degli acquirenti in sala. Due i record, per Fritz Glarner “Relational Painting, No. 60” al suo debutto in asta e venduto, a supporto del fondo acquisizioni del MoMA di New York per 759 mila sterline (620 mila di martello) e “Epidemie” di Alfred Kubin venduto ad un acquirente collegato via internet a 963 mila sterline (790 mila al martello) oltre il triplo del precedente suo record. L’asta inizia con un Matisse battuto a 500 mila sterline, uno Chagall a 1,9 milioni, “Le gran Matin” di Magritte ben venduto a 2,5 milioni di martello, un altro Matisse “Vase d’anémones” battuto in sala a 3,6 milioni, sotto la stima minima di 4 per poi approdare a tre delle quattro star della serata il ModiglianiJeune home assis, les mains croisées sur les genoux” del 1918 e del quale sia era vista in giro solo una foto in bianco e nero visto l’esser stato dal 1927 di proprietà di una unica famiglia che lo aveva acquistato direttamente da Léopold Zborowaki, dealer di Modigliani, messo in vendita a 12,5 milioni è stato battuto alla stima minima di 16 milioni (18,4 col premio della casa d’asta). Si è passati poi al Pissarro “Le Boulevard Montmartre, fin de journée” che non si vedeva in un’asta da oltre 70 anni battuto a 6,1 milioni (7,2 con premio) contro la stima massima di 5. Con 17 milioni come prezzo d’apertura irrompe la superstar della serata, “Nymphéas” di Monet del 1908, mai visto sul mercato essendo appartenuto alla stessa famiglia dal 1932 e mostrato solo una volta in una piccola mostra nel 1962, battuto a 21 milioni di sterline (23,7 col premio) ma probabilmente supportato dal garante visto che la stima minima era di 25 milioni.

TRA MIRÒ E MONET

A seguire un altro Monet “Printemps a Giverny” battuto a 2,6 milioni contro i 4 di stima minima, i Picasso “Homme à la pipe” a 6,5 milioni dopo una lunga battaglia tra un acquirente in sala ed uno al telefono e “Mousquetaire. Buste” venduto in sala a 1,75 milioni e poi la quarta star della serata a ”Peinture (L’Air)” di Mirò che messo in asta a 9 milioni è stato battuto a 10,4 (12 con premio) poco al di sopra della stima minima ed anche in questo caso forse tenuto su dal garante. In chiusura due Magritte “La magie noire” battuto a 3,5 milioni e “Untiled (Two girls walking along a street)” a 850 mila sterline tanto quanto due ulteriori Picasso “Femme au tablier” venduto ad un acquirente in sala e “Buste d’homme”, asta chiusa da “Bouquet de roses dans un vaso vert” di Renoir battuto a 800 mila sterline. Alla fine il mercato ha tenuto almeno da Sotheby’s con vendite per 98,9 milioni di sterline +13% rispetto allo scorso anno, con il 92% di lotti venduti la percentuale più alta a Londra dal 1988 per un’asta dedicata agli impressionisti e con il 64% delle opere offerte che non erano mai apparse in alcuna asta.

-Mario Bucolo

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Mario Bucolo
Mario Bucolo è fotografo professionista (awards winners come si dice di chi ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali), pur amando definirsi ‘artigiano dell’immagine’, specializzato in architettura, landscape, viaggi. Catanese, vive e lavora a Londra da alcuni anni. Ma Mario Bucolo è anche un esperto in marketing, comunicazione, visibilità e social media prevalentemente per i musei e per il settore cultura, lavorando e presentando studi nel settore sin dal 1991, anche nel ruolo di co-fondatore dell'iniziativa Europea 'Medici Framework' e di editore del portale mondiale sui musei. Nel 2008 ha contribuito, come guest author, all'ultimo libro di Philip e Neil Kotler sul marketing per i musei con un capitolo su "Musei ed E-communication". Nel 2010 è stato candidato alla presidenza di ICOM Italia. Prima ancora, dal 1984, è stato tra i pionieri europei delle applicazioni multimediali interattive (kiosk, Laser disc, Cd-Rom etc).