Arte contemporanea e design: luci ed ombre dalle aste di Londra da Sotheby’s e Christie’s

Come da prassi dopo le aste dedicate agli impressionisti a Londra segue la settimana dedicata all’arte contemporanea con i momenti clou rappresentati dalle aste di Sotheby’s e Christie’s che hanno confermato come non sia proprio un periodo d’oro per il mercato dell’arte. Il design invece sembra prendere sempre più vigore

Sotheby's

L’asta Sotheby’s di Londra è sembrata molto sottotono, con nessuna opera sopra i 10 milioni di sterline. Da Christie’s invece le vendite sono andate meglio girando attorno al David Hockney battuto a quasi 38 milioni di sterline. In entrambe le aste han giocato un ruolo importante i garanti delle molte opere presentate appunto con garanzia di vendita ed i rapporti di fiducia costruiti tra le case d’aste ed i collezionisti ed operatori più importanti del settore non potendo però evitare di vendere molti lotti al di sotto delle stime minime. Da Christie’s subito dopo l’asta “Post-war and Contemporary Art” si è tenuta quella dedicata ai ‘Masterpieces’ di design e fotografia che ha dato degli ottimi risultati stabilendo anche il record mondiale di vendita per un oggetto di design. Ma procediamo con la nostra consueta cronaca delle aste, iniziando da Sotheby’s.

DA SOTHEBY’S

La casa d’aste di New Bond St ha iniziato subito con opere di artiste donne, ben 13 lotti che han venduto per 17,6 milioni di sterline tra le quali ‘Fascia III’ di Rebecca Warren, battuta a 450 mila sterline stabilendo il nuovo record per l’artista, ‘Untitled #9’ di Agnes Martin rimasta nella stessa collezione privata per 25 anni e battuta a 2,3 milioni (poco sopra la stima massima), ‘Midi’ di Bridget Riley che raramente vede sue opere alle aste e battuta a un milione e mezzo, altro record per Toyin Ojih Odutola con ‘Selective Histories’ venduta a 200 mila sterline ad un acquirente in sala e, tra le altre, la fotografia ‘Untitled Film Still#21’ di Cindy Sherman anche questa acquistata dalla sala a 500mila sterline. Ha tenuto Jenny Saville con ‘Juncture’ battuta a 4,8 milioni a fronte della stima minima di 5 milioni (probabilmente venduta allo stesso garante della vendita) ma decuplicando il prezzo della sua prima apparizione ad un’asta nel 2009. Tra le opere proposte nei primi lotti da segnalare una scultura di Calder invenduta a 2,1 milioni di sterline ed un disegno su carta di David Hockney venduto a 140mila. Il lotto 9, ‘Lamp’ di Philip Guston è stato protagonista di un curioso episodio che l’ha visto aggiudicare ad un acquirente in sala per un milione e mezzo di sterline ma che alla richiesta di esporre il numero di paletta ha mostrato un flute di champagne dichiarandosi palesemente fuori dagli obblighi di acquisto e quindi l’opera è stata poi rimessa all’asta e veduta ad un acquirente via telefono a 1,4 milioni. Protagonisti della serata, oltre alla già citata Jenny Saville, anche Lucian Freud la cui opera di piccole dimensioni del 1956 ‘Head of a Boy’, al debutto in un’asta, è stata battuta a 4,9 milioni, (5,8 col premio) a seguire tra i top 5 della serata ‘Vicky! I — I Thought I Heard Your Voice’ di Roy Lichtenstein battuta a 4,95 milioni di sterline (5,8 con premio), poi ‘Abstraktes Bild’ di Gerhard Richter (tre opere in asta con poca competizione) a 5,9 milioni (6,9 con premio) e ‘Apex’ di Basquiat a 7 milioni (8,2 con premio). L’iconico Andy Warhol era presente con due opere tra le quali la rara ‘Little Campbell’s Soup Can (Minestrone)’ del 1962 battuta a 1,8 milioni, opera di piccole dimensioni creata solo in due esemplari dall’artista e venduta nel 1991 per 82mila dollari. A rappresentare l’Italia Burri con ‘Legno’ battuto a 1,25 milioni (sotto la stima di 1,3) e Fontana con ‘Concetto spaziale, New York 8’ battuto a 2,2 milioni a fronte di 1,8 di stima massima, ‘Concetto spaziale, attesa’ a 460 mila acquistato in sala dalla famiglia Nahmad (art dealer a NYC), ‘Concetto spaziale, attese’ a 2,4 a fronte di stima minima di 2,8, la scultura in ceramica ‘Il guerriero’ a 975 sopra stima massima di 800mila e ‘concetto spaziale’ a 360 mila contro stima minima di 450 comprato dalla sala, molto attiva durante l’asta.
Tra gli altri invenduti di rilievo ‘Untitled’ di Mark Bradford (che ha rappresentato gli Stati Uniti alla scorsa biennale di Venezia) a 2,2 milioni, ‘Untitled’ di Rudolf Stingel a 750 mila, ‘Untitled’ di Basquiat a 660 mila. Tra gli altri acquirenti noti la galleria White Cube ha acquistato una scultura (300mila sterline) di Antony Gormley ed il mercante d’arte londinese Stephen Ongpin che ha acquistato, a 555 mila sterline, il ritratto di Celia Birtwell fatto da David Hockney. Vendite complessive per circa 93 milioni di sterline, in calo comunque rispetto all’anno scorso.

Christie's
Christie’s

DA CHRISTIE’S

Da Christie’s va in scena, dopo tanti anni, un’asta di arte contemporanea non diretta da Francis Outred ex capo del dipartimento ‘postwar and contemporary art’, a dirigere un’asta dagli ottimi risultati (79 milioni di sterline di vendita con bidder da 26 nazioni, 93% dei lotti venduti) e con il 70% delle opere per la prima volta all’asta è la coppia Katharine Arnold e Cristian Albu che ora si dividono la direzione del dipartimento. Come anticipato, star della serata uno dei due quadri di rilevante dimensioni di David Hockney (che continua ad essere l’artista vivente più ‘pagato’) in mano ai privati e proveniente dalla collezione di Barney Ebsworth, messo in vendita a partire da 27 milioni di sterline e battuto a 33 (37,6 con il premio). Ad ampia distanza da Hockney tra i top 5 lotti ci sono le opere di Nicolas de Stael ‘Bouteilles’ (4,5 milioni), Cecily Brown ‘Night Passage’ (3,1 milioni), Gerhard Richter ‘A B, Tower’ (3,1 milioni), Joan Mitchell ‘Blue Michigan’ (2,9 milioni). Tre artisti da record e sono Jordan Casteel con ‘Patrick and Omari’ battuta a 240mila sterline (299 con premio) contro 81 mila dollari della precedente quotazione (Sotheby NY 17/5/18), Barry Flanagan con ‘Nijinski Hare’ battuta 1,2 milioni (1,45 di premio) poco sopra la precedente quotazione (Christie’s London, 19/6/18) e Jonathan Yeo con ‘Claire’s Room’ battuta a 100mila sterline (125 mila con premio) contro le precedenti quotazione di 100 mila (con premio, da Sotheby’s London 9/3/17). Anche da Christie’s sono probabilmente entrati in azione i garanti di alcune opere ma il trend è stato sensibilmente diverso rispetto alla sera precedente da Sotheby’s e lo si è visto sin dal primo lotto che ha stabilito il citato record per Jordan Casteel con 240 mila sterline di martello a fronte di una stima massima di 60mila, subito seguito da Henry Taylor con ‘Chris’ battuto a 130mila contro 50mila di stima. Sopra la stima (350mila) anche la scultura di Antony Gormely battuta a 420 mila così come ‘Santa Monica’ di David Hockney a 420mila conto 250 di stima e ‘Night Passage’ di Cecily Brown a 2,6 milioni contro 2,5 di stima, ‘Bigger Rack’ di David Salle a 420 mila contro 300 di stima, ‘Peinture, 73x100cm 17 mai 1964’ di Pierre Soulages venduto in sala (sempre molto attiva con diversi acquirenti) a 800 mila contro 700 di stima, exploit anche per ‘Bouteilles (Bottles)’ di Nicolas de Stael battuta a 3,8 milioni contro 2,5 di stima e ‘Untitled’ di Jannis Kounellis a 440mila contro 350 ed acquistato da Andrew Fabricant di Gagosian. Di contro alcune opere vedute al pari della stima minima come ‘The Collector 4’ di Adrian Ghenie a 2,2 milioni di sterline, ‘Buff’ di Bridget Riley’ a 930 mila, o al di sotto come ‘Mirza’s Room” di Howard Hodgkin a 200mila contro 250 di stima minima, ‘Untitled’ di George Condo a 1,1 milioni contro 1,2 e poi il lotto 23 di Dubuffet venduto in sala a 1,4 milioni contro 1,5 di stima minima, ‘Blue Michigan’ di Joan Mitchell battuta a 2,4 milioni contro 2,8 di stima minima, ‘A B, Tower’ di Gerhard Richter a 2,6 milioni contro 3 di stima, ‘Untitled’ di Cy Twombly battuto in sala (White Cube Gallery) a 500mila contro 600mila di stima, ‘Das Rheingold’ di Anselm Kiefer battuto a 400mila contro 750 mila di stima minima. Tre gli invenduti, iniziando da ‘Haus Der Bilder (House of Pictures)’ di Peter Doig invenduto a 2,4 milioni (stima minima di 3), il lotto 31 di Anselm Kiefer invenduto a 460 mila (minima a 500) e ‘A realistic still life’ di David Hockney che si è fermato a 1,3 milioni contro 1,5 di stima minima, invece ritirato dalla vendita il lotto 19 di Damien Hirst ‘Mercuric Thiocyanate’. Solo due Fontana in vendita ‘Concetto Spaziale, attese’ venduto ad un anonimo acquirente italiano a 1,9 milioni (sotto la stima minima di 2) e ‘Concetto Spaziale’ venduto in sala a 775mila sterline anche questo sotto alle 800mila di stima minima.

L’ASTA DI DESIGN

Da Christie’s la serata è proseguita con un’asta dedicata al design ed alla fotografia proposta attraverso un formato nuovo, sperimentale, dove opere di design sono state alternate ad icone fotografiche del ventesimo secolo e la formula è risultata di successo con tre record d’artista e uno per il supporto, i tre artisti sono El Lissitzky con ‘Self-Portrait (‘The Constructor’)’ battuta a 780mila sterline (947 mila con premio), Joris Laarman, con ‘An Important ‘Bone Chair’’ battuta a 580 mila sterline (707mila con premio) dopo una lunga asta tra acquirenti al telefono ed uno online dall’Italia, si è trattato del record mondiale per un’opera di design di questo tipo, terzo artista Ben Swildens con  ‘A Rare Cantilever Desk and Seat’ battuta a 280 mila sterline (347mila con premio), record, per il tipo di supporto, anche per  Francis Bacon con ‘A Unique Large Modernist Carpet’ battuto a 160 mila sterline (200 mila con premio). Le opere di Swildens e di Laarman sono anche quelle che han ricavato di più dall’asta, seguite dalla foto ‘Shell (Nautilus) di Edward Weston battuta a 420 mila sterline (515mila con premio). In asta – ovviamente – anche opere di designer italiani iniziando dal primo lotto ‘An Easel’ di Carlo Scarpa aggiudicato a 120 mila sterline (al doppio della stima massima), proseguendo con ‘A pair of rare Wingback Armchairs’ di Gio Ponti battute a 95 mila sterline invenduta a 95 mila sterline (150 di stima minima)  invece ‘A unique cabinet, for the Casa Albonico, Turin’ di Carlo Mollino e la fotografia di Tina Modotti ‘Roses, Mexico’ invenduta a 240 mila sterline (300 mila era la stima minima). Tra le foto bene quelle di Thomas Struth vendute al di sopra delle stime massime così come quelle della coppia Bernd & Hilla Becher. All’interno dei valori di stima le foto di Diane Arbus, Irving Penn, ed una delle due di Wolfgang Tillmans (l’altra ha quasi doppiato la stima massima a 75 mila contro 40). Sotto le stime Andreas Gursky con ‘May Day 1” battuta a 120mila contro 150 di stima massima, Richard Avedon con un portfolio di 11 foto battute a 140 mila sterline contro 150mila di stima, Hiroshi Sugimoto a 190mila contro 200 mila. Complessivamente la vendita è stata di 6,4 milioni di sterline con l’83% dei lotti venduti, in generale il mercato del design si sta rivelando in costante crescita.

– Mario Bucolo

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Mario Bucolo
Mario Bucolo è fotografo professionista (awards winners come si dice di chi ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali), pur amando definirsi ‘artigiano dell’immagine’, specializzato in architettura, landscape, viaggi. Catanese, vive e lavora a Londra da alcuni anni. Ma Mario Bucolo è anche un esperto in marketing, comunicazione, visibilità e social media prevalentemente per i musei e per il settore cultura, lavorando e presentando studi nel settore sin dal 1991, anche nel ruolo di co-fondatore dell'iniziativa Europea 'Medici Framework' e di editore del portale mondiale sui musei. Nel 2008 ha contribuito, come guest author, all'ultimo libro di Philip e Neil Kotler sul marketing per i musei con un capitolo su "Musei ed E-communication". Nel 2010 è stato candidato alla presidenza di ICOM Italia. Prima ancora, dal 1984, è stato tra i pionieri europei delle applicazioni multimediali interattive (kiosk, Laser disc, Cd-Rom etc).