Maggio di fuoco alle aste di New York: Christie’s e Sotheby’s si sfidano con Van Gogh e Pollock

Christie’s e Sotheby’s puntano su Van Gogh e Pollock, protagonisti delle due aste di maggio a New York,per aggiudicarsi la partita del mercato delle aste. Chi la spunterà con la vendita più alta?

Vincent Van Gogh, Vue de l'asile et de la Chapelle de Saint Rémy, 1889
Vincent Van Gogh, Vue de l'asile et de la Chapelle de Saint Rémy, 1889

Occhi puntati sulle aste di maggio a New York, tornata ad essere piazza di predilezione per il mercato dell’arte. È qui, infatti, che negli ultimi anni si sono registrati i maggiori successi. Basti pensare alla vendita straordinaria del Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, venduto all’asta proprio da Christie’s a New York per la cifra incredibile di 450 milioni di dollari, ma anche ad Untitled, 1982 di Jean-Michel Basquiat, acquistato da Sotheby’snello scorso maggio per 110 milioni di dollari, stabilendo il record assoluto per l’artista americano. Un mese intenso il prossimo maggio che vede come al solito contrapposte Christie’s e Sotheby’s nella sfida per aggiudicarsi la partita del mercato delle aste.

DA VAN GOGH…

È il lotto più ambito dell’asta Impressionist and Modern Art Evening Saleche si svolgerà da Christie’s a New York il prossimo 15 maggio. È l’opera Veduta dell’Asilo e della Cappella di Saint Remy del 1889 dipinta daVincent Van Gogh(Zundert, 1853 – Auvers-sur-Oise, 1890) pochi mesi prima di morire. Un’opera di indiscutibile pregio e valore anche perché è l’unica che ritrae dall’esterno il manicomio dei Saint Remy in Provenza, dove l’artista si era volontariamente esiliato l’anno prima. Un periodo tormentatissimo ma, al tempo stesso, estremamente prolifico. Nell’ultimo anno di vita, l’artista ha dipinto circa 150 opere, tutte realizzate all’interno dell’ospedale in Provenza. Un’opera che ha alle spalle anche una storia interessante legata al suo collezionismo. Esposto per la prima volta nel 1905 nella grande retrospettiva dedicata a Van Gogh dallo Stedelijk Museum di Amsterdam, fu acquistato per 130mila dollari da Francis Taylor, gallerista e padre di Liz Taylornel 1963. Il quadro ha fatto parte della collezione privata dell’attrice fino al 2011, anno della sua morte. L’opera fu venduta l’anno successivo, nel 2012, in un’asta in cui furono venduti tutti i beni dell’attrice, per 16 milioni di dollari, una cifra bassissima considerato il valore dell’opera. Christie’s non ha reso noto quale sia la cifra di base dell’asta ma è chiaro che punta per lo meno a raddoppiare il prezzo della vendita del 2012.

…A POLLOCK

Sarà Jackson Pollock (Cody, 1912 – Long Island, 1956) la star assoluta dell’asta che si svolgerà da Sotheby’s il 16 maggio, il giorno dopo l’asta di Christie’s.In vendita l’opera Numero 32del 1949, dipinto di grande pregio che arriva da una collezione privata newyorchese chel’ha conservato dal 1983. La tela, stimata tra i 30 e i 40 milioni di dollari, punta a superare il record di vendita per Pollock raggiunto dal dipinto Numero 19 del 1948 venduto da Christie’s nel maggio 2013 per 58 milioni di dollari. L’opera che è stata presentata in occasione di Art Basel a Hong Kong, sarà in tour nei prossimi due mesi e toccherà le città di Los Angeles e Londra, prima di approdare a maggio a New York. Una scelta abbastanza scontata quella di presentare la tela a Hong Kong durante Art Basel. Il pubblico della fiera asiatica è sempre più internazionale e Pollock appartiene a quel gruppo ristretto di arti-star universalmente riconosciute che genera interesse anche tra i miliardari orientali. Il dipinto, che Sotheby’s ha definito di qualità museale, appartiene ad un ristretto gruppo di opere su carta apposta su tela, tecnica utilizzata da Pollock solo per 16 opere.

      Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.